Quanti di noi siamo affascinati dai felini e in particolar modo dai gatti?

A dir la verità io sono un pò di parte , dal momento  che sono una vera appassionata di gattini, mi cattura molto il loro sguardo magnetico  e noto che vi è un qualcosa di misterioso e soprattutto magico. Chi possiede un gatto in casa  ha mai notato che, rispetto agli altri animali domestici, il gatto spesso sta sulle sue e si sente una vera e propria divinità. Ebbene sì, nell’antico  Egitto il gatto era considerato e trattato come una divinità e pare che da all’ora i nostri amici felini non abbiano dimenticato questo loro privilegio.

Ci sono diverse leggende sui gatti, molti dicono che   in casa riescono ad assorbire le energie negative e che  il bisogno di dormire nel letto del loro padrone  sia sintomo di protezione.  Inoltre , pare che i gatti abbiano la capacità di comunicare e di osservare cose che noi non siamo in grado di percepire, addirittura se notate il vostro amato felino incantarsi con lo sguardo nel vuoto per qualche minuto, sembra sia in contatto con qualche “presenza” che noi non percepiamo  . Ora non voglio spaventarvi se notate qualcosa di strano nel vostro gatto, sono solo leggende  che la nonna mi raccontava da bambina.

Adesso introduciamo l’antica divinità egiziana dalle sembianze feline: Bastet.

Il culto di Bastet era legato principalmente ai rituali di purificazione , dove si utilizzavano profumi. I riti era incentrati principalmente  sulla purificazione e profumazione del corpo femminile, legati ai cicli mestruali e alla fertilità.  La leggenda racconta che  inizialmente la dea era aggressiva ed aveva le sembianze di un leone, dopo aver trascorso del tempo in esilio, ritornò in Egitto con le sembianze pacifiche  di un gatto. Per questo motivo la dea Bastet rappresenta la dualità: la donna gatto è pacifica, benevola, femminile e protettrice. L’altro aspetto invece, rappresentato dalla dea Sekhmet dalle sembianze di una leonessa, rappresenta la ferocia e la collera. Ciò significa, che il culto verso questa divinità veniva associato nel placare l’aggressività del genere umano. La dea viene rappresentata come una donna con la testa di un gatto, circondata da gattini. Era anche la dea della musica e della danza, venerata soprattutto a nord del paese, nella città di  Bubastit.

Il giorno di festa dedicato alla dea era il 31 ottobre, durante la festività si beveva e si danzava senza moderazione, i riti erano legati alla sensualità, per questo motivo che il culto di Bastet si diffuse, poiché aveva il potere di stimolare l’amore e la sessualità.

Erodoto così racconta “Arrivano in barca, uomini e donne assieme, in gran numero su ogni imbarcazione; mentre camminano molte donne fanno musica con dei sonagli, degli uomini suonano il flauto, mentre altri cantano e battono le mani. Quando incontrano una città lungo il fiume portano la barca a riva, ed alcune donne continuano a suonare, come ho detto prima, mentre altre lanciano insulti alle donne del luogo ed iniziano a ballare agitando i loro abiti in tutti i sensi. 
All’arrivo celebrano la festa con dei sacrifici, e si consuma in questa occasione più vino che in tutto il resto dell’anno”

Lo stesso Erodoto afferma che il tempio di Bastet, costruito in granito rosso, era il più bello del paese e che vantava il maggior numero di fedeli, parlando di almeno 700000 persone, “bambini esclusi”. L’importanza di queste feste sembrava poco realistica agli egittologi del tardo ‘800, ma nel 1887 un archeologo di nome Henri Édouard Naville, scoprì il sito e dimostrò la veridicità dei resoconti di Erodoto.

A Bubastis è stata rinvenuta una grande necropoli di gatti e, sempre Erodoto, ci dice:(Fonte: www.ilcerchiodellaluna.it

Il gatto in Egitto era sacro, trattato come una vera e propria divinità. Ai gatti si dedicavano templi e poesie. Onorato perché scacciava i topi dai granai  e i suoi resti venivamo mummificati e disposti nelle tombe.

“I gatti defunti vengono portati a Bubastis, dove sono mummificati e sepolti dentro delle urne sacre” Erodoto (Fonte: www.ilcerchiodellaluna.it)

A quanto pare la “divinità gatto” era molto importante e venerata nell’antico Egitto, la veridicità dimostrata dalle testimonianze di Erodoto, ci fanno rendere conto dell’importanza della danza e della musica durante i riti religiosi, come ben sappiamo la nostra amatissima danza orientale ha origini prettamente ritualistiche e religiose, ed è antichissima proprio come il culto delle divinità.

dea  “Dea Bastet” –www.violettanet.itsyria

”Syria versione Bellydance” foto di Claudia De Lella

Fonti: www.lasoffitadellestreghe.it  www.ilcerchiodellaluna.it  

Rosa Isernia

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