Lo studio dei Ritmi è un cammino lungo e tortuoso ma decisamente indispensabile per qualsiasi ballerina! Così un passo o uno “shimmy”  alla volta ci immergeremo in questo mondo fantastico!

Inizieremo con una rapida presentazione dello strumento base della musica orientale: la Darbouka. E’ costituito da un vaso di ceramica o di terracotta a forma di clessidra su un lato del quale viene applicata una pelle di montone, di capra o di pesce, incollata o tesa con delle corde. La pelle di pesce è tipica dell’Egitto e del Medio Oriente e viene considerata la migliore in termini di qualità del suono. Oggi la darbouka viene quasi sempre prodotta con un vaso di metallo e invece della pelle si utilizza uno speciale materiale plastico: il metallo, spesso rivestito di terracotta, è molto meno fragile del vaso tradizionale e la membrana di plastica offre soprattutto il vantaggio non di essere sensibile all’umidità e di non aver bisogno di essere riscaldata adeguatamente per suonare. Il musicista appoggia la darbouka su una coscia in orizzontale o la trattiene fra le gambe. Si suona con 2 mani. Il nome deriva dalla radice araba derb, che significa “battere” ed ha numerose varianti nei diversi paesi ( darbouka, darabouka…). E’ importante conoscere la denominazione inglese, cioè doumbek, termine onomatopeico che deriva dalle sonorità principali dello strumento: un suono basso, il dum, e uno più acuto, il tek (o tak).  Il Dum viene dato colpendo la pelle con le dita ,a mano unita , con una rigidità che permette il rimbalzo dalla pelle.  Il Tac viene dato colpendo la cornice, con un solo dito o una coppia di dita , emettendo un suono acuto. Vi sono molte varianti del tac, strappate rullate, molte con l’ausilio dell’altra mano.

Passiamo ai ritmi… Alla famiglia del (Wahda wa noss) MAQSOUM fanno parte il maqsoum, il saidi ed il baladi. Vengono considerati della stessa famiglia perché sono tutti ritmi molto simili ed hanno la struttura di tempo a 4/4: ovvero, la partitura base è divisa in quattro battute ed in queste 4 battute si conclude la struttura del ritmo che verrà ripetuto per tutta la “frase” , per più “frasi” o per tutta la musica, applicando delle varianti. Sicuramente il ritmo più usato e diffuso in tutti i paesi arabi è il maqsum , suonato nei tempi antichi dai cantastorie egiziani e trasmesso ai nostri tempi attraverso il folcklore. ll termine Maqsoum viene dalla radice araba qsm, che significa dividere.                                                                                                            Maqsoum: Dum tak tak a tak dum tak a tak.

Il ritmo Sa’idi proviene dalla regione Sa’id, nella parte sud dell’Egitto. Il ritmo è molto simile al Baladi, del quale può essere considerato una variante più marcata, più energica .Il ritmo Sa’idi nasce per accompagnare il Tahtib, danza di combattimento fra due uomini, eseguita con lunghi bastoni.Dal tahtib si è evoluta una danza più formale, eseguita in forma coreografica dagli uomini e  anche dalle donne, in questo caso usando bastoni più piccoli e con movimenti più aggraziati.                                      Saidi: Dum tak tak a dum dum tak a tak.

Il ritmo Baladi (popolare o “del mio paese”) è diffusissimo in tutto il medio oriente arabo. Viene chiamato anche Masmoudi Sgheir, “piccolo Masmoudi”, poiché richiama il ritmo Masmoudi della musica colta ma ne costituisce una versione semplificata. Si distingue dal ritmo Maqsoum, solo per la presenza di un dum anziché di un tak come secondo accento della frase ritmica e spesso i due ritmi vengono suonati insieme in alternanza.                                                                                            Baladi: Dum Dum tak a tak dum tak a tak.

E’ possibile ascoltarne tantissime versioni in internet e come ci consiglia la nostra maestra Amira, è bene farne una bella scorpacciata , allenare l’orecchio ed avere sempre il movimento pronto!

Romina Zimbardi

Fonti :     http://www.m2video.it/

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