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	<title>Music &#8211; Iris News</title>
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		<title>La Musica Araba : Pillole di Musica &#038; Cultura</title>
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				<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 15:34:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>L’arte musicale araba è forse ciò che subito sovviene nell&#8217;immaginario collettivo, non appena la mente si volge ad oriente. Le atmosfere riscaldate dal sole e dalla sabbia del deserto sembrano veicolare melodie che richiamano una cultura tanto diversa e che come tutte quelle esistenti nel globo terrestre ha usato il medium musicale come proprio primo [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div class="Stile6" align="justify">
<p>L’arte musicale araba è forse ciò che subito sovviene nell&#8217;immaginario collettivo, non appena la mente si volge ad oriente. Le atmosfere riscaldate dal sole e dalla sabbia del deserto sembrano veicolare melodie che richiamano una cultura tanto diversa e che come tutte quelle esistenti nel globo terrestre ha usato il medium musicale come proprio primo mezzo espressivo. Com&#8217;è noto i popoli hanno da sempre preferito prima cantare che recitare, così come hanno scelto di ricordare e tramandare a memoria rispetto che scrivere e divulgare. Forse per motivi logistici (la mancanza di supporti su cui scrivere), forse per istinto le culture arcaiche hanno affidato il proprio ricordo alla memoria collettiva piuttosto che a segni tangibili che evitassero l’oblio. La cultura araba preislamica o nota come “della Jahiliyya” ovverosia dell’Ignoranza dalla parola di Dio, così chiamata dai dotti Musulmani in netta contrapposizione con la rivelazione del profeta Muhammad , è conosciuta proprio tramite testimonianze per così dire musicali. Le prime attestazioni letterarie del patrimonio arabo, geograficamente da posizionarsi nella Jazirat al Arab, la penisola degli Arabi (l’attuale penisola araba) in un tempo che inizia nel 500 circa d.c., sono testi talvolta anche molto lunghi in poesia, dotate già allora di una metrica e di un certo rigore stilistico. Fra questi spiccano le “appese”, le Mu’allaqat, i 7 componimenti di altrettanti poeti professionisti, selezionate per la loro particolare e rara bellezza e “appese” incise a caratteri dorati sopra il tempio della Ka’ba alla Mecca. Tali testi letterari, noti già al poeta Goethe che le raccolse nel suo “West Diwan” erano canti di memoria, grossomodo simili ai miti greci e forse inizialmente agli stessi poemi omerici (laddove si ritengano questi come insiemi di canti inizialmente orali che Omero avrebbe “solo” sistematizzato) ovvero fungevano da catalizzatori del ricordo comune di una tribù e impedivano che certi avvenimenti anche di cronaca, si perdessero nel tempo. Queste “Qasidat” cioè componimenti erano tramandati di generazione in generazione, e mantenevano alto il nome o il ricordo di gruppi, capi guerrieri e principi, che erano i primi protagonisti dei componimenti. Il poeta, che evidentemente doveva essere un portavoce dato che si limitava a raccogliere componimenti già esistenti nel patrimonio collettivo e a versificarli, si esibiva durante le tante feste pagane accompagnati talvolta dal suono del Liuto. I temi di questi carmi ricordano molto la poesia saffica o comunque erotica greca. Il proemio amoroso o Nasib fa parte di un canone che si ripete in tutte le poesie. Una struttura fissa, contenente una serie di tematiche viene dunque musicata sfruttando una caratteristica tipica della lingua araba, ovvero una musicalità intrinseca dovuta alla scontro di sillabe lunghe e sillabe brevi.</p>
</div>
<p class="Stile6" align="justify">La musicalità è rimasta come caratteristica della cultura arabo-islamica.<br />
Se già il popolo arabo-pagano era solito musicare il proprio patrimonio letterario, l’avvento del profeta Muhammad amplifica tale abitudine. Il poeta venne più volte scambiato per un cantore-poeta lungo il corso della sua vita e predicazione dal momento che la profezia e la rivelazione che discendeva su Muhammad veniva da questo trasmessa in forma non esattamente musicale ma salmodiata. Tutt’oggi il Corano viene salmodiato o recitato (più che cantato) e tutta una serie di cantanti appartenenti alla scena musicale araba moderna (anche la famosa Oum Kalthoum) sono o sono stati recitatori del Corano prima che cantanti in senso pieno del termine</p>
<p class="Stile6" align="justify">Ma esattamente la musica araba che caratteristiche possiede, aldilà delle sue radici storiche? Come facente parte del patrimonio culturale arabo, la musica ha avuto nel tempo esiti differenti seppur origini comuni. Come è noto è possibile parlare al contempo di un popolo arabo (inteso come l’etnos arabo) alla stessa maniera con cui è possibile parlare di un popolo tunisino, algerino, libanese etc. Le migrazioni e le commistioni interetniche che hanno interessato il popolo arabo nel corso della sua storia lo hanno portato a contatto con genti diversissime, dai berberi agli indiani e se da una parte il patrimonio culturale fondamentale è rimasto immutato sostrato comune, dall’altra parte spinte particolaristiche hanno impresso la loro influenza così da generare diversificazione. La musica araba oggi è meno omogenea che in passato e forse faremmo bene a parlare di musica marocchina, algerina irachena e così via. Ciò che va sottolineato è quindi il fattore geografico. L’estensione nella Dar al Islam di un patrimonio che oggi a tratti è difficilmente un fattore unificatore. Tutto ciò ovviamente alla luce di una antica somiglianza che esiste ancora in teoria e in struttura. I musicologi tendono a diversificare almeno 3 scuole musicali: la prima è quella maghribina, quella Siro-Egiziana, quella Irachena e una quarta che si può definire Arabo-Africana.<img class="alignright" src="http://www.arab.it/arte/images/musica_araba_ud.jpg" width="240" height="320" border="2" hspace="10" /></p>
<p class="Stile6" align="justify">Le caratteristiche di questo tipo di musica risiedono nell’organizzazione melodica e nella tecnica vocale. Non esiste un sistema temprato e neppure un concetto di armonia. Gli strumenti suonano tutti una medesima linea melodica, differenziandosi per quantità ovverosia alcuni strumenti suonano un’ottava sopra altre sotto rispetto alla linea melodica principale. La notazione della linea melodica non avviene in forma scritta, infatti un musicista arabo non concepirebbe la scrittura del pentagramma. L’organizzazione avviene tutta tramite il manico del liuto arabo, che è infatti lo strumento più importante. Da ciò deriva che le “note”arabe hanno tutte un nome diverso e non si definiscono in base alle ottave. Il concetto principale di questo tipo di musica è il “Maqam” che possiamo tradurre come il luogo entro cui avviene la composizione musicale. Ogni Maqam possiede inoltre una sua specificità un suo contenuto emotivo, ovvero una specifica espressività melodica. I trattati di musica araba sono parecchi e tutti databile in un periodo di tempo che va dal nono al tredicesimo secolo. Non esistono dei materiali cartacei però che accompagnino il musicista durante la sua esibizione, ma è lasciato ampio spazio all’improvvisazione. Un “concerto” può durare diverse ore, durante le quali si avvicendano più esecutori che suonano il repertorio detto anche “Wasla” esso si compone per:</p>
<p class="Stile6" align="justify">&#8211; una serie di brani cantati di diversa velocità<br />
&#8211; un intermezzo strumentale o apertura della seconda parte del concerto<br />
&#8211; l’improvvisazione strumentale o vocale che può avere diversa collocazione nel concerto.</p>
<p class="Stile6" align="justify"><em>Fonte : http://www.arab.it/arte/musica_araba.ht</em></p>
<table style="height: 20px;" border="0" width="957" align="center">
<tbody>
<tr class="Stile6">
<td style="width: 948.021px;">
<div class="Stile6" align="justify">
<table style="width: 9px; height: 5px;" border="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td class="Stile6" style="width: 0.243056px;"></td>
</tr>
<tr>
<td class="Stile6" style="width: 0.243056px;"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p class="Stile6" align="justify">
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Relax d&#8217;Estate</title>
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				<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 12:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;anno Accademico appena terminato, è stato scandito da musiche di vario genere, dal mondo magico e sognante del medio oriente, alla forza della madre terra delle musiche popolari del sud italia e delle percussioni,  fino alle musiche più soft e delicate che hanno accompagnato le lezioni del Pilates. Per Agosto , che stiate al mare, [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno Accademico appena terminato, è stato scandito da musiche di vario genere, dal mondo magico e sognante del medio oriente, alla forza della madre terra delle musiche popolari del sud italia e delle percussioni,  fino alle musiche più soft e delicate che hanno accompagnato le lezioni del Pilates.</p>
<p>Per Agosto , che stiate al mare, in montagna o semplicemente a casa sorseggiando una bevanda fresca, abbiamo selezionato una serie di radio e musiche che possano tenervi compagnia, farvi rilassare per riprendere alla grande a settembre un nuovo, intenso ed emozionante anno accademico&#8230;.musicale :</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ABC LOUNGE RADIO : Radio di origine Francese,trasmette musica ideale per un  drink sulla spiaggia&#8230;ottima per pomeriggi o serate all&#8217;insegna del Relax</p>
<p><a href="http://abclounge.radio.it/">http://abclounge.radio.it/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>DANCE ITALIA : Per chi vuole rimanere sempre aggiornato sulle musiche più attuali <a href="http://www.danceitalia.it/musica-e-canzoni-estate-brani-ricercati/">http://www.danceitalia.it/musica-e-canzoni-estate-brani-ricercati/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per Tutte le Irisine &amp; gli appassionati o curiosi di musica araba , vi segnaliamo due radio on-line , con una vasta selezione di oriental music</p>
<p><a href="http://permillecammelli.blogspot.it/2012/03/per-chi-volesse-ascoltare-un-po-di.html#axzz4Fyis8o3I">http://permillecammelli.blogspot.it/2012/03/per-chi-volesse-ascoltare-un-po-di.html#axzz4Fyis8o3I</a></p>
<p><a href="http://www.liveonlineradio.net/it/lebanon/arabic-music-radio-2.htm">http://www.liveonlineradio.net/it/lebanon/arabic-music-radio-2.htm</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buon Ascolto a tutti</p>
<p>E se vi va potete commentare l&#8217;articolo scrivendoci una vostra recensione sui link proposti e sulle vostre preferenze.</p>
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		<title>La Musica Bollywood &#124; Danza del Cinema Indiano</title>
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				<pubDate>Fri, 06 May 2016 12:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il mondo spettacolare di Bollywood per quanto appartenga alla realtà lontana dell’India, si sta facendo sempre più forte e i protagonisti dello star system locale stanno per bussare alla porta delle nostre case con i loro ritmi travolgenti e video colorati al limite della sopportazione per la vista! Per fare un po’ di storia va [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo spettacolare di Bollywood</strong> per quanto appartenga alla realtà lontana dell’India, si sta facendo sempre più forte e i protagonisti dello star system locale stanno per bussare alla porta delle nostre case con i loro ritmi travolgenti e video colorati al limite della sopportazione per la vista!</p>
<p>Per fare un po’ di storia va detto che <strong>il termine Bollywood nasce dalla fusione di Bombay e Hollywood</strong> e sta ad indicare il<strong> cinema popolare di lingua hindi o, raramente in urdu</strong>. Il momento d’oro per questo tipo di cinema si ha avuto<strong> tra gli anni ’40 e gli anni ’60</strong> quando sono nati i divi e le dive che, ancora oggi, sono modello e fonte di ispirazione per i giovani artisti. Per fare un nome <strong>Dev Anand o il regista Raj Kapoor che ha portato alla luce, tramite Bollywood, le problematiche dell’India dell’epoca.</strong></p>
<p>Passati gli anni ’60 le persone hanno manifestato l’esigenza di una cinematografia più leggera, allegra e romantica ben interpretata da <a title="Shammi Kapoor" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shammi_Kapoor">Shammi Kapoor,  </a> <a title="Sharmila Tagore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sharmila_Tagore">Sharmila Tagore</a>, e <a title="Rajesh Khanna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rajesh_Khanna">Rajesh Khanna.</a></p>
<h2>La musica nei film di Bollywood</h2>
<p><strong>Colori forti, scenografie esotiche, amore, musica e danza.</strong> Sono questi gli elementi caratteristici della cinematografia di Bollywood. Nello specifico della musica, parte integrante da sempre della cultura indiana, i film sono come degli infiniti ed effervescenti musical.</p>
<p><strong>Grazie al cinema di Bollywood sono stati scoperti musicisti e parolieri di grande importanza</strong>. I cantanti inoltre spesso prestano la loro voce agli attori durante le scene di canti e balli oppure sono loro stessi a recitare nella pellicola.  <strong>Spesso le canzoni vengono diffuse prima dell’uscita del film</strong>, sono una sorta di sicurezzaa e garanzia economica per i produttori che hanno così un primo guadagno e, inoltre, il pubblico si affeziona alle canzoni ed è incentivato ad andare al cinema a vedere dove la loro canzone preferita è stata utilizzata.</p>
<h3>L’importanza della danza nei film di Bollywood</h3>
<p>Oltre alla musica la danza è un elemento fondamentale per Bollywood. Ci sono danze classiche come il <a title="Bharatanatyam" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bharatanatyam">Bharatanatyam</a> del sud e il <a title="Kathak" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kathak">Kathak</a> originario dello stato dell’<a title="Uttar Pradesh" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Uttar_Pradesh">Uttar Pradesh</a>. Il più delle volte però si tratta di balli popolari di varie regioni indiane. Accanto a questo si trovano le danze delle cortigiane del passato che si esibivano a Lucknow e Delhi. Sono balli che traggono origine dalla cultura indù senza trascendere nella sensualità esplicita, vietata.</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/download.jpg"><img class="size-full wp-image-1222 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/download.jpg" alt="download" width="294" height="171" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE : http://www.chemusica.it/la-musica-bollywood-origini-tradizioni-futuro/</p>
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		<title>Musica e danza al tempo dei faraoni</title>
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				<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 10:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Molti scrittori e filosofi dell’antica Grecia ci hanno tramandato notizie riguardanti l’importanza della musica e danza nella civiltà egiziana. Secondo Platone gli antichi egizi studiavano fin dalla gioventù danza e musica e l’interesse per queste due arti era dovuto agli effetti benefici che queste avevano sul corpo e sull’anima di ogni individuo. Plutarco era convinto [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<section class="tm-main-top uk-grid" style="display: block; margin: 0px 0px 0px -15px; padding: 0px; list-style: none; color: #5c626b; font-family: Abel; font-size: 14px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 300; letter-spacing: normal; line-height: 24px; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 1; word-spacing: 0px; -webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: #678ca6;" data-uk-grid-match="{target:'&gt; div &gt; .uk-panel'}" data-uk-grid-margin="">
<div align="center"></div>
</section>
<article class="uk-article " data-permalink="http://www.aton-ra.com/egitto/approfondimenti-antico-egitto/arte-egizia/243-musica-danza-faraoni-anrico-egitto.html">
<div class="tm-article-wrapper">
<div class="tm-article-content"></div>
<div class="tm-article-content">Molti scrittori e filosofi dell’antica Grecia ci hanno tramandato notizie riguardanti l’importanza della musica e danza nella civiltà egiziana. Secondo Platone gli antichi egizi studiavano fin dalla gioventù danza e musica e l’interesse per queste due arti era dovuto agli effetti benefici che queste avevano sul corpo e sull’anima di ogni individuo. Plutarco era convinto che il dio Thot avesse donato al popolo egizio la musica.</div>
<div class="tm-article-content" style="text-align: left;"><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/04/musica-.jpg" rel="attachment wp-att-1144"><img class="size-full wp-image-1144 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/04/musica-.jpg" alt="musica )" width="275" height="183" /></a></div>
<div class="tm-article-content" style="text-align: left;">Inizialmente la musica scandiva i momenti più importanti delle attività religiose dei templi, in seguito canti e balli accompagnarono ogni festa reale o banchetto nelle abitazioni private. Tra gli addetti del tempio si contavano molti cantanti, musicisti e ballerini di entrambi i sessi, che operavano durante le principali celebrazioni religiose, erano gruppi più o meno folti di artisti che accompagnavano danze sinuose con il suono della voce, la melodia del flauto, del tamburello o dell’arpa.Nel Museo Egizio di Torino sono conservati i resti di una raffigurazione parietale proveniente da una tomba tebana che rappresenta un banchetto nobiliare rallegrato da una ballerina e due suonatrici di arpa e liuto.</div>
<div class="tm-article-content">
<p>Alla corte del faraone i musicisti godevano di una grande importanza, testi risalenti all’antico regno ricordano i nomi di tre famosi musicisti chiamati “direttori del canto reale”, la loro professione era talmente importante da ricoprire anche la carica di “direttori di tutti i divertimenti reali”. Grazie agli scambi commerciali e alle conquiste effettuate nel Nuovo Regno si diffusero in Egitto molti strumenti di origine asiatica. La stele di Amenhotep II ritrovata a Menfi ricorda come il faraone introdusse presso la propria corte 270 musicisti asiatici provvisti di preziosi strumenti in argento e oro. Molte testimonianze scritte ci permettono di conoscere le parole di alcune canzoni intonate alla corte del faraone anche se rimangono ignote le melodie che accompagnavano le canzoni.Una di queste dice: “Davanti a te ci sia musica e canto, gettati alle spalle crucci e pene e volgi l’animo alla gioia finchè si leverà il giorno in cui dovremo viaggiare verso quella terra che ama il silenzio..”</p>
<figure class="caption multithumb mtCapStyle"><figcaption>Gli strumenti a corde l’arpa è stata la più amata, scavi archeologici hanno restituito numerosi esemplari facendoci capire che questo popolo utilizzata un’arpa ricurva di tipo verticale con sette corde annodate e una cassa di risonanza posta alla base dello strumento che veniva poggiato a terra.</figcaption></figure>
<p>Nel nuovo regno questo strumento fu ulteriormente perfezionato vennero costruiti esemplari di magnifica fattura alti circa due metri con cinque corde che venivano suonate appoggiandole su una spalla.</p>
<p>Il Museo del Louvre conserva un’arpa angolare risalente all’epoca tarda con la singolare lavorazione del legno rivestito in cuoio verde.</p>
<figure class="caption multithumb mtCapStyle"><figcaption>Idiofono a forma di avanbraccio</figcaption></figure>
<p>Nel Nuovo Regno, grazie agli scambi commerciali con il vicino oriente, furono introdotti in Egitto nuovi strumenti musicali come il liuto e la lira. I primi strumenti musicali di cui si trova testimonianza scritta nei testi egiziani sono gli idiofoni, oggetti che producevano un suono simile al battito delle mani ed erano costituiti da due semplici bastoncini a percussione reciproca di legno o avorio.</p>
<figure class="multithumb mtCapStyle"><figcaption>Sistro in bronzo</figcaption></figure>
<p>Nel Museo Egizio del Cairo e in quello di Torino sono conservati bellissimi esemplari di questo strumento riprodotto anche sotto forma di braccio semi curvo con decorazioni di fior di loto e immagini della dea Hathor. Oltre i tamburelli, il flauto obliquo, dritto o doppio ed i clarinetti, uno degli strumenti più utilizzati già dall’antico regno era il sistro, solitamente creato in bronzo era formato da una forcella posta su un manico sopra il quale erano fissate delle piccole aste trasversali, scuotendo lo strumento si otteneva un suono che assomigliava ad un tintinnio.Il sistro suonato dalle sacerdotesse durante le cerimonie religiose veniva chiamato “sekhem”, mentre il sitro “sesheshet” prodotto con materiali preziosi era un semplice oggetto di culto simbolico.</p>
<p>Frequenti raffigurazioni tombali riportano immagini di ballerini ed acrobati che piegavano i loro corpi durante le esibizioni di danza che accompagnavano le processioni religiose o allietavano i banchetti reali. I ballerini si esibivano in coppia o in gruppi più o meno numerosi, la danza era un divertimento indispensabile per rallegrare i banchetti reali ed era considerata l’espressione naturale della gioia. La tomba di Tebe appartenuta a Kheruef, scriba reale sotto Amenhotep III, contiene una pittura che rappresenta il giubileo reale, durante la cerimonia sono raffigurati trenta danzatori che eseguono una complessa coreografia.</p>
<p>La “danza degli specchi” era un ballo che vedeva un gruppo di giovani donne muovere armoniosi passi, le fanciulle erano vestite con lunghi abiti bianchi, gioielli multicolore e un’acconciatura formata da lunghe trecce che terminavano con dischi di metallo colorato, in mano le donne tenevano degli specchi con manici decorati con immagini della dea Hathor.</p>
<p>Le danze facevano parte anche delle cerimonie religiose, nel medio regno alcune celebrazioni funebri erano accompagnate dai “Muu” degli attori / danzatori che accompagnavano i defunti fino all&#8217;ingresso della necropoli. In seguito ai frequenti contatti dell&#8217;Egitto con il vicino oriente la musica e la danza subirono le influenze asiatiche, la danza diventò più sensuale e i movimenti si fecero più flessuosi ed aggraziati, le lunghe vesti delle ballerine si trasformarono in abiti succinti, spesso ridotti a corti e trasparenti gonnelline.</p>
</div>
</div>
</article>
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		<title>Golshifteh Farahani</title>
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				<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 18:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Vi presento Golshifteh Farahani! E&#8217; un&#8217;attrice e cantautrice, icona del mondo medio orientale&#8230; Quest&#8217;artista iraniana oltre ad aver intrapreso prestissimo (all&#8217;età di 14 anni nel film “Derakhte    Golabi”) la carriera cinematografica,aver recitato accanto a personalità come Johnny Depp (nel quinto “Pirati dei Caraibi”), Louis Garrel (nel lungometraggio presentato a Cannes &#8220;Les Deux Amis&#8221;) è anche  [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em></em>Vi presento Golshifteh Farahani! E&#8217; un&#8217;attrice e cantautrice, icona del mondo medio orientale&#8230;</p>
<p>Quest&#8217;artista iraniana oltre ad aver intrapreso prestissimo (all&#8217;età di 14 anni nel film “Derakhte    Golabi”) la carriera cinematografica,aver recitato accanto a personalità come Johnny Depp (nel quinto “Pirati dei Caraibi”), Louis Garrel (nel lungometraggio presentato a Cannes &#8220;Les Deux Amis&#8221;) è anche  un&#8217;eccelsa musicista (laureata alla scuola di musica)!</p>
<p>Non vi nascondo che<em> in primis </em>la sua musica mi ha incuriosita ed in particolare un singolo che parla di sogni e rassegnazione&#8230;di fede in un futuro migliore!</p>
<p>Questo brano si chiama “<em>Jostojouye Sarnevesht</em> “ (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Bt7ctWiD0kA">https://www.youtube.com/watch?v=Bt7ctWiD0kA</a> ) e fa chiaramente riferimento alla condizione storica che vive il suo paese d&#8217;origine, dal quale è attualmente esiliata!</p>
<p>Infatti Golshifteh Farahani è prima di tutto una ribelle, che non ha accettato  passivamente la sua condizione femminile e senza scivolare in scontati “ismi” (femminismi), si è opposta ad un regime opprimente e repressivo, che al ritorno dalle registrazioni del film “<em>Nessuna Verità</em>” (di Ridley Scott)  le sequestra il passaporto, per aver girato senza velo ed aver osato sfilare in dècolettè ad Hollywood!!</p>
<p>Successivamente, con una buona dose di fortuna, riesce a scappare grazie all&#8217;aiuto del marito, cittadino francese&#8230;.e da allora vive in Francia.</p>
<p>Tuttavia la sua “personale lotta” comincia molto prima: in un&#8217;intervista concessa alla rai, l&#8217;attrice iraniana confessa di aver trascorso un periodo di non semplice accettazione, non tanto della sua condizione femminile (afferma infatti che sceglierebbe di rinascere donna!), quanto della violenza gratuita cui è “naturalmente” sottoposta! Racconta, infatti, che anni addietro era un maschiaccio dal temperamento aggressivo ed  arrivava persino a fare a botte. Solo col tempo ha riscoperto la sua femminilità, valorizzandola secondo gli antichi canoni di bellezza propri della cultura medio orientale..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E per concludere vi allego la scena finale d&#8217; uno dei suoi film, pieno di passione per la danza e solidarietà al femminile, lei qui si chiama Mona e si spaccia per la sua amica ad un provino per motivi che non sto qui a raccontarvi, per non togliervi il gusto della scoperta!&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IdnLT8PixBo">   https://www.youtube.com/watch?v=IdnLT8PixBo </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-size: 10pt;">Liberamente rielaborato da un articolo tratto da “La Repubblica”.</span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">                                                                                                    <em>          Flavia Gargiulo</em></p>
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		<title>Musica, Amore Mio!</title>
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				<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 12:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Ebbene si, è Febbraio care Irisine (e non), è il mese che più di tutti associamo all’amore! L’amore… beh, l’amore è sicuramente ciò che fa muovere il mondo, nel bene e nel male, no? Ma cos’è l’amore per me? Sicuramente non è il cioccolatino del 14 febbraio, o non principalmente, è, piuttosto, qualcosa alimentato dalla [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene si, è Febbraio care Irisine (e non), è il mese che più di tutti associamo all’amore! L’amore… beh, l’amore è sicuramente ciò che fa muovere il mondo, nel bene e nel male, no? Ma cos’è l’amore per me? Sicuramente non è il cioccolatino del 14 febbraio, o non principalmente, è, piuttosto, qualcosa alimentato dalla costanza, dall’ impegno e sicuramente dai palpitii del cuore.</p>
<p>Ecco cos’è la musica per me.</p>
<p>Non riesco a immaginare un momento della mia vita che non sia stato accompagnato da una canzone o anche da uno stupido motivetto inventato dalla mia mente… Per me tutto è musica, anche il ticchettio delle unghie troppo lunghe sulla tastiera in questo momento. J</p>
<p>Ho sempre declinato l’amore per quest’arte nel canto, canto da quando ho memoria, non che dica di essere brava o addirittura una cantante, ma so che mi rende felice ed è sempre stato così. L’emozione di lasciare che la musica ti attraversi e riuscire con la voce a trasmettere messaggi, che siano di fede, amicizia, fantasia o proprio d’amore, mi affascina e mi lascia estasiata.</p>
<p>Il segreto per me, non penso sia il cantare in sé, ma piuttosto il momento in cui più voci s’intersecano tra loro, facendo cose diverse, ma che insieme creano una vera e propria magia: il coro.  Il coro, per come la vedo io, è la massima espressione di gioia e amo farne parte. E’anzitutto un’insieme di anime affini, che provano gioia nel cantare assieme, dà una sensazione di piacere che, almeno per quanto mi riguarda, non dà cantare da sola.</p>
<p>Essere parte di un gruppo è un po’ come essere parte di una famiglia, impari a conoscere l’altro nelle sue difficoltà, nei suoi timori, i gusti, cosa riesce a renderlo felice e tutto questo ovviamente si rispecchia nel canto. Ecco quindi che ritorniamo all’amore, non è forse fatta di questo una relazione?</p>
<p>Così arriviamo alla danza, la danza orientale. Se devo essere onesta è un tipo di danza che mi ha sempre affascinata, pur essendo totalmente ignorante in materia.</p>
<p>Il mio approccio è stato del tutto casuale, un po’ per gioco e un po’ perché le mie amiche avevano fatto il corso estivo, così ho deciso di provare. Io e la danza, a dire il vero, non ci eravamo quasi mai frequentate negli anni precedenti per cui non è stato subito amore, ma c’è stato un po’ di “sana frequentazione” iniziale, no?</p>
<p>Ora, a quasi un anno e mezzo dalla mia prima lezione, il mio punto di vista è totalmente cambiato, ovviamente tutto nasce dalla nostra insegnante che di volta in volta mi inietta sicurezza e passione; per sicurezza intendo sicurezza in me stessa e nelle potenzialità del gruppo, la passione è un crescendo nello scoprire nuovi ritmi, nuovi strumenti e, ovviamente nuovi costumi! J</p>
<p>Anche con la danza, come per il canto, quello che più amo è l’idea di gruppo. Non so come spiegare al meglio il nostro “agglomerato di pazze anime”, ma so che ci siamo ritrovate grazie a Valeria, siamo diversissime e probabilmente fuori dall’Accademia Iris non ci saremmo mai beccate però non riuscirei a immaginare il percorso senza di loro, c’è sempre un sorriso, un abbraccio pronto ad accogliere l’altra e questo penso si percepisca anche da fuori.</p>
<p>…è come una ricarica vitale a cui non riesco più a fare a meno!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette. </em></p>
<p><em>(Frank Zappa)</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Sai cos&#8217;è la musica!? È Dio che ci ricorda che esiste qualcos&#8217;altro in questo mondo!</em></p>
<p><em>(August Rush – La musica nel cuore)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Darbouka &#038; la famiglia di ritmi del Maqsum</title>
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				<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 11:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Music]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Lo studio dei Ritmi è un cammino lungo e tortuoso ma decisamente indispensabile per qualsiasi ballerina! Così un passo o uno “shimmy”  alla volta ci immergeremo in questo mondo fantastico! Inizieremo con una rapida presentazione dello strumento base della musica orientale: la Darbouka. E&#8217; costituito da un vaso di ceramica o di terracotta a forma [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio dei Ritmi è un cammino lungo e tortuoso ma decisamente indispensabile per qualsiasi ballerina! Così un passo o uno “shimmy”  alla volta ci immergeremo in questo mondo fantastico!</p>
<p>Inizieremo con una rapida presentazione dello strumento base della musica orientale: la Darbouka. E&#8217; costituito da un vaso di ceramica o di terracotta a forma di clessidra su un lato del quale viene applicata una pelle di montone, di capra o di pesce, incollata o tesa con delle corde. La pelle di pesce è tipica dell&#8217;Egitto e del Medio Oriente e viene considerata la migliore in termini di qualità del suono. Oggi la darbouka viene quasi sempre prodotta con un vaso di metallo e invece della pelle si utilizza uno speciale materiale plastico: il metallo, spesso rivestito di terracotta, è molto meno fragile del vaso tradizionale e la membrana di plastica offre soprattutto il vantaggio non di essere sensibile all&#8217;umidità e di non aver bisogno di essere riscaldata adeguatamente per suonare. Il musicista appoggia la darbouka su una coscia in orizzontale o la trattiene fra le gambe. Si suona con 2 mani. Il nome deriva dalla radice araba derb, che significa &#8220;battere&#8221; ed ha numerose varianti nei diversi paesi ( darbouka, darabouka…). E’ importante conoscere la denominazione inglese, cioè doumbek, termine onomatopeico che deriva dalle sonorità principali dello strumento: un suono basso, il dum, e uno più acuto, il tek (o tak).  Il Dum viene dato colpendo la pelle con le dita ,a mano unita , con una rigidità che permette il rimbalzo dalla pelle.  Il Tac viene dato colpendo la cornice, con un solo dito o una coppia di dita , emettendo un suono acuto. Vi sono molte varianti del tac, strappate rullate, molte con l&#8217;ausilio dell&#8217;altra mano.</p>
<p>Passiamo ai ritmi… Alla famiglia del (Wahda wa noss) MAQSOUM fanno parte il maqsoum, il saidi ed il baladi. Vengono considerati della stessa famiglia perché sono tutti ritmi molto simili ed hanno la struttura di tempo a 4/4: ovvero, la partitura base è divisa in quattro battute ed in queste 4 battute si conclude la struttura del ritmo che verrà ripetuto per tutta la “frase” , per più “frasi” o per tutta la musica, applicando delle varianti. Sicuramente il ritmo più usato e diffuso in tutti i paesi arabi è il maqsum , suonato nei tempi antichi dai cantastorie egiziani e trasmesso ai nostri tempi attraverso il folcklore. ll termine Maqsoum viene dalla radice araba qsm, che significa dividere.                                                                                                            <u>Maqsoum</u>: <strong>Dum tak tak a tak dum tak a tak</strong>.</p>
<p>Il ritmo Sa&#8217;idi proviene dalla regione Sa&#8217;id, nella parte sud dell&#8217;Egitto. Il ritmo è molto simile al Baladi, del quale può essere considerato una variante più marcata, più energica .Il ritmo Sa&#8217;idi nasce per accompagnare il Tahtib, danza di combattimento fra due uomini, eseguita con lunghi bastoni.Dal tahtib si è evoluta una danza più formale, eseguita in forma coreografica dagli uomini e  anche dalle donne, in questo caso usando bastoni più piccoli e con movimenti più aggraziati.                                      Saidi: <strong>Dum tak tak a dum dum tak a tak. </strong></p>
<p>Il ritmo Baladi (popolare o &#8220;del mio paese&#8221;) è diffusissimo in tutto il medio oriente arabo. Viene chiamato anche Masmoudi Sgheir, &#8220;piccolo Masmoudi&#8221;, poiché richiama il ritmo Masmoudi della musica colta ma ne costituisce una versione semplificata. Si distingue dal ritmo Maqsoum, solo per la presenza di un dum anziché di un tak come secondo accento della frase ritmica e spesso i due ritmi vengono suonati insieme in alternanza.                                                                                            Baladi<strong>: Dum Dum tak a tak dum tak a tak.</strong></p>
<p>E’ possibile ascoltarne tantissime versioni in internet e come ci consiglia la nostra maestra Amira, è bene farne una bella scorpacciata , allenare l’orecchio ed avere sempre il movimento pronto!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Romina Zimbardi</strong></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><em>Fonti :     http://www.m2video.it/</em></span></p>
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