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	<title>Cultura &amp; Società &#8211; Iris News</title>
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	<description>Keep Calm and Stay SRALF</description>
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		<title>Baciamoci sotto il vischio</title>
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				<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 19:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>BACIAMOCI SOTTO IL VISCHIO Il Vischio (Viscum album) è una pianta parassita appartenente alla famiglia delle Loranthaceae. Si sviluppa sugli altri alberi, in particolar modo sui  rami legnosi di diverse specie di Quercus, Castanea  sativa e Olea europea. Non possiede vere e proprie radici, con cui ancorarsi al terreno è però dotato di lunghe propaggini, [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><b>BACIAMOCI SOTTO IL VISCHIO<a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/speciale_vischio-3.jpg"><img class="alignnone wp-image-1858" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/speciale_vischio-3-300x96.jpg" alt="" width="366" height="117" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/speciale_vischio-3-300x96.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/speciale_vischio-3.jpg 500w" sizes="(max-width: 366px) 100vw, 366px" /></a></b></h1>
<p>Il Vischio (<i>Viscum album</i>) è una pianta parassita appartenente alla famiglia delle <i>Loranthaceae</i>.</p>
<p>Si sviluppa sugli altri alberi, in particolar modo sui  rami legnosi di diverse specie di Quercus, Castanea  sativa e Olea europea. Non possiede vere e proprie radici, con cui ancorarsi al terreno è però dotato di lunghe propaggini, assai robuste, con cui si avvinghia al tronco delle piante ospiti e attraverso le quali succhia il nutrimento della corteccia. E’ frequente in collina ed è  ampiamente diffuso in Europa.</p>
<p>I fiori sono riuniti in fascetti e le bacche sono globose e contengono un liquido vischioso (da cui prende il suo nome) e biancastro contenenti un solo seme. Si riproduce per disseminazione naturale, oppure mediante inoculazione nel tronco del frutto maturo schiacciato.</p>
<p>Nei tempi antichi, era la pianta magica dei druidi celti, teneva lontano le disgrazie e le malattie<span style="font-weight: 400;">.</span> Oggi la pianta non è solo una popolare decorazione natalizia  ma è conosciuta , anche, per le sue  notevoli doti medicinali.</p>
<p>Il vischio<span style="font-weight: 400;"> </span> torna utile in caso di problemi gastrointestinali, di ipertensione e, recenti ricerche, ne hanno evidenziato delle proprietà immunoterapeutiche: alcuni dei principi attivi contenuti nella pianta  riuscirebbero,infatti,  ad arrestare la proliferazione delle cellule tumorali.</p>
<p>Infusi a base di vischio sono usati per migliorare l’efficienza del sistema circolatorio (per migliorare l’affluenza dell’irrorazione sanguigna al cervello) e per stimolare la diuresi.</p>
<p>Notevole è l’azione antinfiammatoria utile per <a href="http://www.cure-naturali.it/reumatismi/3453">ridurre i dolori reumatici</a> e contro la sciatica.</p>
<p>Il vischio presenta alcune controindicazioni e possiede anche una certa tossicità è perciò necessario  consultare un medico prima di assumere un qualsiasi prodotto da esso derivante.</p>
<p>Ma com’è nata la tradizione natalizia di baciarsi sotto il vischio, pianta simbolo di fortuna e prosperità per l’anno che sta arrivando?</p>
<p>Come la tradizione dell’albero di Natale, anche questa ha origini pagane.</p>
<p>Definita “pianta della Luna” dai Celti, il vischio veniva raccolto in prossimità del giorno del <a href="http://cultura.biografieonline.it/giorno-del-solstizio/">solstizio</a> d’inverno, con particolari cerimonie: i rametti venivano tagliati con un falcetto d’oro, raccolti in un panno candido ed indossando esclusivamente vesti bianche.</p>
<p>La sua sacralità derivava dal fatto che il vischio è una pianta “aerea” cioè che vive attaccata al tronco degli alberi, senza toccare terra. Per questo i druidi , sacerdoti Celti, gli attribuivano una evidente manifestazione della benedizione degli dei. Il succo di vischio era considerato la bevanda della conoscenza, poiché assorbito attraverso la pianta “ospite”, e aveva in sé il beneficio del sapere.</p>
<p>Nella mitologia nordica, il vischio è la pianta sacra di Freyja o Frigg, dea dell’amore, della seduzione e protettrice degli innamorati ,  sposa di Odino, dio della guerra e della sapienza.</p>
<p>Dal loro amore erano nati due figli: Balder ,buono e per questo molto amato da tutti, e Loki irascibile, invidioso e di conseguenza temuto .</p>
<p>Freya, conoscendo le intenzioni del figlio Loki di uccidere il fratello Balder, ovviamente, cercò di proteggerlo in tutti i modi e per questo chiese aiuto agli agenti naturali: Aria, Terra, Acqua, Fuoco, alle piante e agli animali. Si dimenticò però del vischio, una pianta particolare che non vive né sotto né sopra la terra. Naturalmente Loki si servì proprio del vischio per perseguire il suo malvagio scopo. Lo  intrecciò e ne  fece un’arma appuntita con cui, servendosi del dio cieco dell’inverno, colpi a morte il fratello. Tutto il mondo naturale pianse la morte di Balder.</p>
<p>Freya pianse sul corpo del figlio e le sue lacrime caddero sul dardo fatto di vischio: Per magia e per la potenza dell’amore materno le lacrime cadute sul vischio si trasformarono in bacche perlacee che ridonarono la vita a Balder.</p>
<p>Da quel giorno Freya ringrazia chiunque si scambi un bacio passando sotto a un albero su cui cresce del vischio,dandogli la sua protezione nella vita amorosa, perché, almeno nella leggenda, l’amore è riuscito a sconfiggere la morte.<br />
I cristiani assorbirono la tradizione ed è per questo che, ancora oggi, il vischio è simbolo di amore e fortuna ed è di buon augurio per il nuovo anno che si avvicina, baciarsi sotto di esso a <a href="http://www.focusjunior.it/faccio/test/test--natale--lo-ami-alla-follia-o-non-lo-sopporti">Natale</a>.</p>
<p>Auguri e tanti baci sotto il vischio a Tutti.</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/vischio.png"><img class="alignnone wp-image-1859" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/vischio-263x300.png" alt="" width="169" height="193" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/vischio-263x300.png 263w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/vischio.png 430w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><em><b>Lina Cataldo</b></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 10pt;">Fonti:  </span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-weight: 400;">Green me.it; Cultura.biografieonline.it/baciarsi-sotto-il-vischio;  </span><a href="http://www.cure-naturali.it/"><span style="font-weight: 400;">http://www.cure-naturali.it/</span></a></span></p>
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		<title>Il Regalo Giusto !</title>
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				<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 18:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Periodo frenetico quello di dicembre, regali e pensierini , biglietti ed auguri. Cercheremo di facilitarvi il lavoro , con una wishlist di una ballerina e pilatessa. Se non sapete proprio cosa regalare, i sempre utili di una ballerina e di una pilatessa in questo periodo invernale sono senz’altro …gli scaldamuscoli, neutri, colorati, ad altezza polpaccio [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Periodo frenetico quello di dicembre, regali e pensierini , biglietti ed auguri.</p>
<p>Cercheremo di facilitarvi il lavoro , con una <em>wishlist</em> di una <em>ballerina e pilatessa.</em></p>
<p>Se non sapete proprio cosa regalare, i sempre utili di una ballerina e di una pilatessa in questo periodo invernale sono senz’altro …gli <em><strong>scaldamuscoli</strong></em>, neutri, colorati, ad altezza polpaccio o ginocchio, sono fondamentali per lavorare con le articolazioni ed i muscoli al caldo !</p>
<p>Anche se sono passati pochi mesi dall’inizio dell’anno accademico un sempre utile sono le <em><strong>scarpette di danza</strong> </em>o per le pilatesse i <em><strong>calzini antiscivolo.</strong></em></p>
<p>Per coloro che amano praticare anche a casa e non perdere mai l’allenamento un <em><strong>tappetino</strong></em> che segua i trend del momento, è l’ideale.</p>
<p>Per tutte le ballerine medio- orientali, un regalo gradito è una <em><strong>darbuka</strong></em>, per esercitarsi con i ritmi a casa, per divertirsi suonando ed imparando .</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/batteria-percussione-percussione-darbuka-meinl-he-3018.jpg"><img class="wp-image-1855 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/batteria-percussione-percussione-darbuka-meinl-he-3018-300x300.jpg" alt="" width="200" height="200" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/batteria-percussione-percussione-darbuka-meinl-he-3018-300x300.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/batteria-percussione-percussione-darbuka-meinl-he-3018-150x150.jpg 150w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/batteria-percussione-percussione-darbuka-meinl-he-3018-768x768.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/batteria-percussione-percussione-darbuka-meinl-he-3018-125x125.jpg 125w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/batteria-percussione-percussione-darbuka-meinl-he-3018.jpg 960w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
<p>A togliervi tutti i pensieri, infine, ci pensa la nostra <em><strong>GIFT CARD</strong></em> per regalare, una lezione privata, uno stage di danza, un mese di pialtes o di danza , unisce l&#8217;utile al dilettevole !</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/25152291_1495620713891813_3038125104616836706_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-1854 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/25152291_1495620713891813_3038125104616836706_n-300x251.jpg" alt="" width="300" height="251" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/25152291_1495620713891813_3038125104616836706_n-300x250.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/25152291_1495620713891813_3038125104616836706_n-768x644.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/12/25152291_1495620713891813_3038125104616836706_n.jpg 940w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Di idee ve ne abbiamo date, ora resta a voi stupire !</p>
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		<title>Inebriamoci d’autunno!</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/10/09/inebriamoci-dautunno/</link>
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				<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 16:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L’autunno è quella stagione che ci ricorda inesorabile che l’estate è finita e con lei anche le giornate di dolcefarniente e sole, mare, spritz (e chi più ne ha più ne metta). E’ quella stagione che ci riporta agli impegni, alla routine, alle prime piogge, ma, anche se ha un sapore di malinconia per l’estate [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>L’autunno è quella stagione che ci ricorda inesorabile che l’estate è finita e con lei anche le giornate di dolcefarniente e sole, mare, spritz (e chi più ne ha più ne metta). E’ quella stagione che ci riporta agli impegni, alla routine, alle prime piogge, ma, anche se ha un sapore di malinconia per l’estate passata, trovo che abbia una notevole carica di energia e idee per progetti e sogni nel cassetto da realizzare. Addio alla tristezza e diamo il benvenuto ai pensieri positivi!<br />
Ci siamo, quindi, la stagione più romantica dell’anno è arrivata, sfido a dire il contrario: volete mettere una tazza di tè caldo, un bicchiere di vino rosso mordicchiando castagne, con un camino acceso accanto?<br />
Questo è quel periodo dell’anno che si tinge dei toni caldi dell’arancio, in tutte le sue sfumature dal giallo delle foglie più secche al porpora dei melograni. Il sole tramonta molto prima, donandoci quelle stesse sfumature di un incendio che, personalmente, mi incantano… Al mattino l’aria è talmente fresca che tornare sotto le coperte sembra l’alternativa più allettante, le foglie iniziano a cadere, riempiendo le stradine sterrate di colori.</p>
<p>Diamo allora il “Benvenuto” a questa stagione e a tutte le cose meravigliose che possiamo fare in questo</p>
<p style="text-align: left;"> 1. Leggere un buon libro, magari al parco o rannicchiati sul divano.</p>
<p>2. Fare qualche gita nella natura e magari andare per castagne.</p>
<p>3. Bere tisane e/o infusi caldi prima di andare a dormire.</p>
<p>4. Provare a fare una zucca di Halloween (e fare una torta alla zucca con gli avanzi).</p>
<p>5. Invitare le amiche per spettegolare e fare la cioccolata calda.</p>
<p>6. Vedere film avvolta in un plaid “categoricamente a quadri”.</p>
<p>7. Preparare zuppe di verdura (per rimediare alla cioccolata calda).</p>
<p>8. Organizzare un viaggio o un weekend fuori. (Sono davvero tantissimi i posti da visitare in autunno!)</p>
<p>9. Andare per sagre e gustare i prodotti di stagione, magari con un bel bicchiere di vino.</p>
<p>10. Comprare i collant colorati, Niente più gambe nude in autunno, bisogna coprirsi!</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/56ca996a961805cd26b9f099ee450f01.jpg"><img class="alignnone wp-image-1771" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/56ca996a961805cd26b9f099ee450f01-224x300.jpg" alt="" width="81" height="108" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/56ca996a961805cd26b9f099ee450f01-224x300.jpg 224w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/56ca996a961805cd26b9f099ee450f01.jpg 250w" sizes="(max-width: 81px) 100vw, 81px" /></a><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/3842773c7a97a51bb93791738ca244a3.jpg"><img class="alignnone wp-image-1772" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/3842773c7a97a51bb93791738ca244a3-200x300.jpg" alt="" width="73" height="110" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/3842773c7a97a51bb93791738ca244a3-200x300.jpg 200w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/3842773c7a97a51bb93791738ca244a3.jpg 564w" sizes="(max-width: 73px) 100vw, 73px" /></a><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/bcf6984b521fed4001eeb84b216339aa.jpg"><img class="alignnone wp-image-1773" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/bcf6984b521fed4001eeb84b216339aa-200x300.jpg" alt="" width="73" height="110" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/bcf6984b521fed4001eeb84b216339aa-200x300.jpg 200w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/bcf6984b521fed4001eeb84b216339aa.jpg 499w" sizes="(max-width: 73px) 100vw, 73px" /></a><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/ce37ada449dd213c384dc5586c7a6088.jpg"><img class="alignnone wp-image-1774" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/ce37ada449dd213c384dc5586c7a6088-200x300.jpg" alt="" width="73" height="110" 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<p>Beh, poi c’è il “fuori lista”. Non so voi, ma io ogni anno, con l’arrivo dei primi freddi, mi riprometto di imparare a lavorare a maglia! (magari quest’anno è quello decisivo…) xD</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/9788c394e09b381ab24bf32ea175246c.jpg"><img class="wp-image-1782 alignleft" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/9788c394e09b381ab24bf32ea175246c-240x300.jpg" alt="" width="127" height="159" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/9788c394e09b381ab24bf32ea175246c-240x300.jpg 240w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/9788c394e09b381ab24bf32ea175246c.jpg 500w" sizes="(max-width: 127px) 100vw, 127px" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><em> Kate D&#8217;Angelo</em></p>
<p style="text-align: right;">
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		<title>Impariamo ad usare il &#8220;Riscaldamento&#8221;per prevenire traumi</title>
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				<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 16:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Riportiamo in modo integrale l&#8217;interessante articolo scritto dalla dott.ssa Luana Poggini per il giornale della danza.com   &#8221; Il mese di settembre  è già inoltrato e tutte le scuole di danza sono alle prese con le iscrizioni e la programmazione dei corsi e delle lezioni per il nuovo anno. La storia degli studenti di danza si [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riportiamo in modo integrale l&#8217;interessante articolo scritto dalla dott.ssa Luana Poggini per il giornale della danza.com  </em></p>
<p>&#8221; Il mese di settembre  è già inoltrato e tutte le scuole di danza sono alle prese con le iscrizioni e la programmazione dei corsi e delle lezioni per il nuovo anno. La storia degli studenti di danza si ripete apparentemente sempre uguale: classi, prove, rappresentazioni e poi il ciclo ricomincia da capo, con l’obiettivo di raggiungere sempre nuovi traguardi tecnici ed artistici. Le innumerevoli attività scolastiche e ricreative che vengono quotidianamente proposte a bambini e ragazzi, tuttavia, costringono gli studenti di ogni età a ritmi di vita molto serrati per cui, molto spesso, li vediamo arrivare nell&#8217;aula di danza affannati, non ancora completamente vestiti e pettinati per iniziare le loro lezioni senza né preparazione fisica né concentrazione. Questa pessima abitudine può essere considerata non soltanto uno dei tanti fattori predisponenti all&#8217;insorgenza di traumi acuti, come ad esempio strappi/stiramenti muscolari e distorsioni, ma anche come un fattore aggravante di situazioni dolorose croniche come la lombalgia, l’anca a scatto ecc.</p>
<p>Proprio per questi motivi, quando la routine sta per prendere ancora una volta il sopravvento, credo che sia importante fermarsi a riflettere su un aspetto dell’allenamento che viene molto spesso trascurato sia dai danzatori che dagli insegnanti: il <strong>riscaldamento</strong>. In parole semplici, si può dire che il riscaldamento, anche detto <em>“warm-up”</em>, è la pratica preliminare ad una prestazione fisica che consente di poterla svolgere nelle migliori condizioni, preparando il corpo, ma anche la mente, agli sforzi che dovrà affrontare, riducendo così il rischio di  insorgenza di  lesioni che potrebbero verificarsi sollecitando muscoli ed articolazioni “a freddo”. Se paragoniamo il nostro corpo al motore di un’automobile da corsa, ci può riuscire più facile comprendere come, per raggiungere le migliori prestazioni,  ci sia bisogno di alcuni “giri di warm-up”.</p>
<p>Durante il periodo di riscaldamento, infatti, la temperatura corporea si alza di 1-2 gradi in modo da diminuire la viscosità dei tessuti: grazie a questo, le <u>fibre muscolari</u> scorrono con più facilità le une sulle altre mentre i <u>tendini </u>diventano più distendibili e, in questo modo, viene favorita la fluidità della contrazione muscolare. Anche la <u>capsula articolare</u> diviene più distendibile aumentando la mobilità articolare e quindi la flessibilità del corpo. Il <u>ritmo del respiro</u> e il <u>ritmo del cuore</u> aumentano in modo che ci siano più ossigeno e più sangue a disposizione dei distretti coinvolti nell&#8217;attività fisica mentre tutto il corpo aumenta la sua <u>produzione di energia</u> che potrà essere utilizzata dall&#8217;apparato muscolo-scheletrico per produrre il movimento. Non meno importante è il coinvolgimento del <u>sistema nervoso</u> perché, con un buon riscaldamento, gli impulsi nervosi vengono condotti più velocemente lungo i nervi: questo aumento di velocità della conduzione nervosa consente una contrazione muscolare più efficace (con un tempo di reazione minore) ed un maggiore controllo del movimento. Questo significa che il riscaldamento ha un effetto positivo anche sul <u>sistema propriocettore</u>  ovvero sul sistema di controllo della posizione delle singole parti del corpo durante qualsiasi tipo di attività motoria: grazie all&#8217;allenamento costante di questo sistema, dunque, i danzatori riescono ad eseguire esercizi complessi con il minimo sforzo, con accuratezza e con precisione.</p>
<p>Erik Franklin, nel suo libro “Conditioning for Dance” (Human Kinetics, 2004), suggerisce che il riscaldamento prima della lezione di danza sia composto da una prima fase di <em>riscaldamento generale</em>, caratterizzata da qualche minuto di camminata veloce e/o di corsa, che deve essere seguita da una fase di <em>riscaldamento specifico</em>: quest’ultima deve invece contenere i principali elementi tecnici che caratterizzano la lezione o la prova che il soggetto si appresta ad affrontare. A tale riguardo mi sembra utile sottolineare alcuni aspetti fondamentali: prima di tutto bisogna ricordare che la durata del riscaldamento deve essere calcolata in base all’età ed al livello di preparazione dello studente di danza, tenendo presente che più si è allenati e maggiore è il tempo che si dovrebbe dedicare a questa pratica. Una bambina dei corsi di propedeutica, ad esempio, potrà ritenersi pronta ad iniziare la sua lezione dopo 2-5 minuti di riscaldamento mentre uno studente dei corsi avanzati necessita di almeno 15-20 minuti di riscaldamento prima della lezione. Gli esercizi da eseguire dovrebbero essere proposti dall’Insegnante di Danza (almeno agli studenti più giovani che devono “imparare a scaldarsi”) e scelti in funzione della lezione o della prova successiva: il riscadamento che precede una lezione di jazz non potrà mai essere uguale a quello che precede una lezione di danza classica. La fase di riscaldamento specifico, infatti, deve contenere i principali elementi tecnici che dovranno essere affrontati in seguito: non è importante riprodurre la “forma” del movimento ma la sua “sostanza” possibilmente in una posizione più confortevole (ad esempio stando sdraiati invece che in piedi) e con la dovuta lentezza, in modo che il controllo e l’attenzione all’esecuzione possano essere costanti.</p>
<p>Il riscaldamento, dunque, diventa anche il momento in cui si inizia a focalizzare l’attenzione sul proprio corpo e sulle sue necessità: questo processo di <u>“ascolto del corpo”</u> prevede che i ritmi e le modalità del riscadamento siano individuali (ogni corpo è diverso quindi ognuno si scalda in modo differente), che non venga utilizzato accompagnamento musicale e che si tengano in considerazione, giorno per giorno, sia lo stato di salute che lo stato d’animo del danzatore. Un ottimo strumento per favorire la <u>concentrazione</u>, e quindi il rapporto mente-corpo, è rappresentato dagli esercizi per la <u>respirazione</u> che devono diventare il filo conduttore di tutte le sequenze di riscaldamento.</p>
<p>Lo <u>stretching</u> non deve rappresentare la parte preponderante del riscaldamento: per aumentare la mobilità a livello delle principali articolazioni, infatti, bastano 2-3 ripetizioni di allungamento “gentile” (quello esasperato può causare danni a muscoli e legamenti) in cui la posizione non deve essere mantenuta per più di 10-15 secondi. Un eccessivo uso dello stretching prima della lezione e/o della prova potrebbe addirittura avere un effetto negativo sul corpo causandone un eccessivo rilassamento e riducendone la capacità di reagire agli stimoli nervosi (più o meno lo stesso tipo di reazione che abbiamo dopo un bel bagno caldo). L’obiettivo di un buon riscaldamento non è quello di far vedere a chi ci è vicino quanto riusciamo a sollevare la gamba in seconda posizione oppure quanto ci è facile eseguire una spaccata frontale: chi è molto mobile, ad esempio, dovrebbe concentrare il proprio riscaldamento non sulla esasperazione delle qualità che già possiede, ma sullo sviluppo della forza muscolare e del controllo propriocettivo in cui è spesso carente.</p>
<p>Mi sembra giusto ribadire che il lavoro di riscaldamento non deve essere stancante: alla fine delle sequenze praticate per il warm-up, infatti, il danzatore deve essere carico di energia, perfettamente concentrato e motivato per affrontare il lavoro successivo. Solo sapendo dosare le forze e preparando correttamente il corpo, infatti, si potrà ridurre il rischio di infortuni “da fatica” durante la pratica della danza.</p>
<p>Sarebbe auspicabile che le scuole di danza potessero mettere a disposizione dei loro studenti non soltanto il tempo necessario per praticare un buon riscaldamento ma anche un locale adeguato per svolgere in sicurezza e comodità le sequenze di movimento: un ambiente di passaggio, come un corridoio o uno spogliatoio, oppure un pavimento troppo freddo non favoriscono né la concentrazione né le modificazioni fisiologiche del corpo descritte in precedenza. Sempre in relazione alla temperatura ambientale, potrebbe essere utile, soprattutto nei mesi invernali, iniziare a scaldarsi vestendo un abbigliamento morbido e caldo (tuta da ginnastica, scaldamuscoli, ecc.) che andranno poi tolti prima dell’inizio della lezione di danza.</p>
<p>E quando la lezione o la prova finiscono? Così come non è salutare iniziare a muoversi senza un’adeguata preparazione, così il nostro corpo soffre se un esercizio fisico viene interrotto bruscamente. La pratica del <strong>defaticamento</strong>, o <em>“cool-down”</em>, è quasi completamente ignorata nel mondo della danza: nei 5-10 minuti successivi alla fine del lavoro sarebbe utile eseguire una sorta di “riscaldamento al contrario” per permettere al corpo di rallentare gradualmente tutte le funzioni che si erano attivate. Una camminata iniziata velocemente e poi rallentata permetterebbe, ad esempio al ritmo cardio-respiratorio di ritornare ai livelli di base senza stress; qualche minuto di stretching mirato potrebbe aiutare a migliorare la mobilità di specifiche articolazioni e, soprattutto, ripensare a quanto si è sperimentato durante la lezione e/o la prova, potrebbe aiutare il nostro sistema nervoso a fissare nella memoria le sensazioni provate, favorendo l’apprendimento e la capacità di esecuzione dei passi di danza.  &#8221;</p>
<p><strong><em>                                                                                                                                      Dott.ssa Luana Poggini</em></strong></p>
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		<title>Ra &#8211; Divinità dell&#8217;Antico Egitto</title>
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				<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 12:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;Antico Egitto è una parte di storia che affascina gli uomini da sempre. Quello che è arrivato a noi della civiltà egiziana è un insieme di mummie, sarcofaghi, geroglifici e obelischi che, per la maggior parte delle volte, adornano le nostre città mentre noi li osserviamo inconsapevoli dei millenni di storia che avrebbero da raccontarci. [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Antico Egitto è una parte di storia che affascina gli uomini da sempre.</p>
<p>Quello che è arrivato a noi della civiltà egiziana è un insieme di mummie, sarcofaghi, geroglifici e obelischi che, per la maggior parte delle volte, adornano le nostre città mentre noi li osserviamo inconsapevoli dei millenni di storia che avrebbero da raccontarci.</p>
<p>E&#8217; un mondo di cui abbiamo scoperto tanto ma che, sotto molti altri aspetti, resta ancora avvolto nel mistero. Quello che sappiamo, e che voglio raccontare mese per mese, è un mondo fatto di Dei, riti, sovrani immortali, danze e colori, miti che sono arrivati fino a noi con tutto il loro fascino inalterato. I secoli si sono susseguiti, ma noi continuiamo immancabilmente a stupirci davanti ai resti di questa civiltà probabilmente ineguagliata per conoscenze e complessità.<a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/04/images-5.jpg"><img class="size-full wp-image-1734 alignleft" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/04/images-5.jpg" alt="" width="219" height="230" /></a></p>
<p>L&#8217;Uomo è ciò in cui crede. Questo concetto è valido per chiunque in qualsiasi periodo storico, e quindi perché non anche per gli Egiziani? Attraverso la fede di uomini vissuti millenni fa, faremo un viaggio interessantissimo tra le usanze e i costumi di questo popolo straordinario.</p>
<p>La religione egiziana era una religione politeista. Gli Dei, così come per altre civiltà a noi più note, avevano sì dei tratti e delle capacità sovraumani, ma erano mossi da desideri molto umani. E&#8217; per questo che spesso si incontrano lotte di potere tra le divinità, tranelli, tradimenti, vendette, tentativi di uccisione più o meno riusciti. E in base alle diverse influenze subite dal popolo egiziano ad opera di popoli confinanti o che lo conquistarono, le varie divinità incontrarono periodi favorevoli o bui, nessuno escluso. La divinità principale della religione egiziana è il dio Ra, il dio del sole. Poiché gli egiziani vedevano nella luce e nel calore l&#8217;origine di ogni forza positiva e creatrice del mondo, si capisce perché Ra fosse considerato il capo degli dei. Dal suo volere dipendeva il benessere del popolo egiziano intero, ed era opportuno rendergli omaggio con devozione e abbondanza. Centro principale del suo culto era la città di Eliopoli, dove dei buoi venivano sacrificati in onore del dio e poi, per l&#8217;onore che avevano avuto, venivano seppelliti in un cimitero apposito. Ma da cosa derivava tanto potere? Abbiamo già detto che gli egiziani credevano che Ra fosse il dio creatore, e il dio esercitava questo suo potere con la parola: conoscere il nome delle cose, delle persone, degli dei stessi, gli dava il potere di fare di loro ciò che egli voleva.</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/04/egyptian-god-of-the-sun-ra-michal-boubin.jpg"><img class="size-medium wp-image-1733 alignright" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/04/egyptian-god-of-the-sun-ra-michal-boubin-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/04/egyptian-god-of-the-sun-ra-michal-boubin-211x300.jpg 211w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/04/egyptian-god-of-the-sun-ra-michal-boubin.jpg 492w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" /></a>Ra è raffigurato in modi diversi, ciascuno rappresentante un diverso aspetto del sole. La raffigurazione più comune è quella del dio con la testa di falco, col capo sovrastato da un disco (che appunto rappresenta il sole o, in alternativa, l&#8217;occhio stesso del dio) attorno a cui è avvolto un serpente. In questa forma, si credeva che fosse il signore della terra, del cielo e dell&#8217;oltretomba. Egli nasceva ogni giorno ad est, come il sole. Si muoveva a bordo di due barche, la Mandjet (la &#8220;barca di milioni di anni&#8221; o la &#8220;barca del giorno&#8221;), su cui percorreva tutta la volta celeste verso ovest e, passando sulla terra, spariva sull&#8217;orizzonte ad ovest, dove lo attendeva la Mesektet, o barca della notte. A bordo di questa seconda barca, spesso in forma di ariete, Ra attraversava l&#8217;orizzonte e spariva nell&#8217;Oltretomba, dove lo attendeva Apopi, il dio del Caos raffigurato come un serpente. Ogni notte Apopi cercava di fermare il suo viaggio ingoiando Ra con tutta la sua barca o di ipnotizzarlo col suo sguardo, senza però mai riuscirci. Durante il suo percorso nell&#8217;Oltretomba, Ra si univa a Osiride e questo gli dava anche potere sui morti.</p>
<p>Un&#8217;altra raffigurazione diffusa di Ra è quella del dio con la testa di scarabeo, quando il dio era invocato col nome di Khepri, dio della rinascita e dell&#8217;alba. Questo era infatti l&#8217;aspetto del dio Ra al mattino. Opposta a questa raffigurazione vi è quella del dio Khnum,con la testa da ariete, ovvero la sua forma durante il suo viaggio notturno nell&#8217;oltretomba. In questa forma, Ra era detto anche l'&#8221;Ariete dell&#8217;Occidente&#8221; o &#8220;l&#8217;Ariete in cerca del Suo harem&#8221;. In alcuni documenti, Ra è addirittura descritto come un faraone dalla carne d&#8217;oro, le ossa d&#8217;argento e i capelli di lapislazzuli.</p>
<p>Secondo il mito egizio, il dominio di Ra declinò quando la dea Iside, dopo averlo fatto mordere da un serpente velenoso, gli estorse il suo vero nome mentre egli era in preda al dolore provocato dal veleno. Essendo a conoscenza del vero nome del dio, Iside poteva ora assumere su di sé tutti i suoi poteri. Da un punto di vista storico, il culto di Ra si mantenne forte attraverso tutti i regni dell&#8217;Antico Egitto, fondendosi di volta in volta con altre divinità simili che venivano venerate in varie zone dell&#8217;Egitto o confinanti con esso. E&#8217; così che nascono nuove forme del dio, come ad esempio la famosa Amon-Ra, forma in cui Ra è fuso col dio Amon, divinità molto simile ad esso che era venerata nell&#8217;Alto Egitto.</p>
<p>Riti dedicati al dio Ra: dalla quarta dinastia in poi, tra il dio Ra e i faraoni si instaurò una profonda relazione; infatti il faraone aveva l&#8217;appellativo di &#8220;figlio di Ra&#8221;, era considerato l&#8217;intermediario tra il suo popolo e il dio ed era l&#8217;unico a poterlo vedere. Compito del faraone era di offrire ogni giorno Maat, l&#8217;incarnazione dell&#8217;ordine e l&#8217;armonia universale generati da Ra, al dio stesso al termine del suo viaggio nell&#8217;oltretomba, in un rituale che rappresentava la ciclicità dell&#8217;universo e della vita secondo gli antichi Egizi. Spesso questo rituale era compiuto da un sacerdote che faceva le veci del faraone stesso, e in seguito la statua del dio veniva portata fuori dal tempio, purificata, vestita ed unta, e poi riportata all&#8217;interno del tempio. Una volta all&#8217;anno, all&#8217;inizio dell&#8217;estate, la statua usciva dal tempio di Karnak per la Bella Festa della Valle: la rappresentazione del dio veniva posta in una teca dorata e trasportata lungo la riva occidentale del Nilo. In questa occasione, anche il popolo aveva la possibilità di ammirare la statua del dio il quale, viaggiando lungo il fiume, faceva visita anche alle tombe dei vecchi faraoni deceduti e ai santuari di altre divinità.</p>
<p style="text-align: right;">Roberta Capasso</p>
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		<title>La giusta dieta per una ballerina</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/04/03/la-giusta-dieta-per-una-ballerina/</link>
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				<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 12:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;alimentazione nella danza Danzare e ballare sono attività piuttosto impegnative dal punto di vista fisico, sia durante la preparazione e l’allenamento, che può essere anche molto lungo e, in molti casi, costante per tutta la “carriera”, sia in occasione dell’esibizione, che può essere uno spettacolo o una tournée, un saggio o un provino. Uno degli [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;alimentazione nella danza</strong></p>
<p>Danzare e ballare sono attività piuttosto impegnative dal punto di vista fisico, sia durante la preparazione e l’allenamento, che può essere anche molto lungo e, in molti casi, costante per tutta la “carriera”, sia in occasione dell’esibizione, che può essere uno spettacolo o una tournée, un saggio o un provino. Uno degli aspetti più importanti della preparazione di un ballerino, di qualunque stile, deriva dalla qualità dell’alimentazione: si può tranquillamente dire che una bella carriera nasca a tavola, dove si sceglie cosa e quanto mangiare e bere. La prestanza fisica richiesta ad un ballerino è del tutto simile a quella di uno sportivo e l’alimentazione deve essere calibrata esattamente sulle caratteristiche dell’atleta, sul tipo di danza praticata, sulla durata e l’intensità dell’allenamento, sul grado di preparazione e sugli obiettivi.</p>
<p><strong>Né troppo, né troppo poco: giusto</strong></p>
<p>Mangiare troppo è di solito il problema più comune, ma nel mondo della danza esiste anche il problema contrario, di chi mangia troppo poco, alla ricerca di un corpo esile in modo innaturale e inarrivabile. Un corpo tonico e muscoloso è l’ideale per raggiungere le prestazioni che si desiderano, anche per un ballerino. Deficit alimentari, di vitamine, sali minerali e calorie, portano ad una maggiore fatica nel compiere qualunque attività, danza compresa, danneggiando persino il percorso di crescita &#8211; per bambini e adolescenti &#8211; e la salute in generale. Per contro, un peso eccessivo derivato da un’alimentazione con troppe calorie o con proporzioni sbagliate di nutrienti &#8211; come, ad esempio, troppi grassi o troppi carboidrati rispetto alle proteine &#8211; affatica il fisico, danneggia ginocchia e caviglie e impedisce prestazioni adeguate, rendendo anche in questo caso difficile l’attività di ballare. In generale, mangiate poco ma spesso e NON saltate mai una buona colazione, che è uno degli errori più frequenti. Ogni giorno, dovreste mangiare a colazione, pranzo e cena; inoltre fate due spuntini leggeri a metà mattina e a metà pomeriggio, magari con latte o spremute di frutta, che contengono acqua per reidratare il corpo, sali minerali per le ossa e vitamine per il miglior funzionamento degli organi.</p>
<p><strong>La colazione perfetta? Frutta, latte e cereali</strong></p>
<p>Seguire una dieta bilanciata non è molto difficile, ma occorre sempre un po’ di costanza.</p>
<p><strong>Ricordate:</strong></p>
<ul>
<li>mangiate di meno nei periodi dove si fa meno esercizio, ma con la stessa frequenza;</li>
<li>riducete per qualche giorno i consumi se avete mangiato troppo ad una festa o un pranzo speciale, oppure, meglio, aumentate l’attività fisica;</li>
<li>se avete in previsione uno sforzo particolare, come un provino o uno spettacolo, un pizzico di zuccheri in più ci sta: una barretta di cioccolato prima e un bel bicchiere di latte dopo, sono davvero perfetti!</li>
<li>la colazione rappresenta il pasto principale della giornata e dovete fare il pieno di energia: un bel bicchiere di latte, una fetta di pane e marmellata e per finire un buon frutto di stagione!</li>
</ul>
<p><strong>Quanto alimentarsi?</strong></p>
<p>Per calcolare la quantità di calorie necessarie ad ogni persona occorre valutare età, peso, altezza, sesso, ma anche caratteristiche e intensità della danza praticata.<br />
In genere, le donne hanno bisogno di meno calorie, mentre bambini e adolescenti hanno bisogno di risorse per “costruire” il proprio corpo.<br />
Il rapporto fra peso e altezza serve, in modo semplice ma piuttosto schematico, a stabilire il peso forma ideale.<br />
In linea generale, per restare nel peso forma, le calorie che vi servono ogni giorno sono:</p>
<p>femmine: circa 40 calorie per chilo di peso</p>
<p>maschi: circa 40/45 calorie per chilo di peso</p>
<p>Se svolgete un’intensa attività fisica, come molti tipi di danza, bisogna aumentare un po’ le calorie. La ricetta del corpo perfetto non esiste, ma seguire le buone regole di alimentazione garantisce sempre un ottimo risultato. Se invece emerge qualche problema di sovrappeso o sottopeso, è utile anche consultare un nutrizionista, un dietologo o un dottore in medicina sportiva</p>
<p><strong>Calcola il tuo IMC (Indice di Massa Corporea)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/IMC.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1680" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/IMC-256x300.jpg" alt="" width="256" height="300" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/IMC-256x300.jpg 256w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/IMC.jpg 340w" sizes="(max-width: 256px) 100vw, 256px" /></a></p>
<p><strong>Calcola il tuo IMC (Indice di Massa Corporea)</strong><br />
Unisci con un righello i valori della tua statura e del tuo peso: il punto di incontro con la linea bianca centrale, mostrerà indicativamente la tua massa corporea.</p>
<p><strong>Quante calorie di consumano, danzando?</strong></p>
<p>Dipende dalla danza e dal ballo, naturalmente, e dalla sua intensità e durata. Alcuni esempi?</p>
<p>Danzare, in genere = 4 kcal/h*</p>
<p>Balli veloci = 5 kcal/h*</p>
<p>Balli aerobici = 6 kcal/h*</p>
<p>Danza più lente = 3 kcal/h*</p>
<p><em>*da moltiplicare per i kg di peso corporeo</em></p>
<p>Un esempio? Se pesate 52 kg e danzate un balletto non troppo impegnativo per mezz’ora, consumate circa 104 kcal/h (4 kcal x 52 kg x ½ ora = 104)</p>
<p><strong>Le regole d&#8217;oro</strong></p>
<p>&#8211; BEVETE sempre molta acqua, anche se non avete sete: non restate a secco!<br />
&#8211; VARIATE molto gli alimenti, per coprire tutti i principi nutritivi;<br />
&#8211; SCEGLIETE frutta di stagione e verdure fresche, ricchi di sali minerali e vitamine, almeno 2 o 3 volte al giorno;<br />
&#8211; RIDUCETE i cibi preconfezionati: contengono spesso conservanti o quantità eccessive di grassi e zuccheri;<br />
&#8211; MANGIATE con regolarità, ad orari costanti;<br />
&#8211; MANGIATE lentamente, masticando bene;<br />
&#8211; EVITATE di eccedere con i pasti e con stravizi per lunghi periodi, come durante le vacanze;<br />
&#8211; NON SALTATE I PASTI, perché poi il corpo compensa accumulando più grassi;<br />
&#8211; SCEGLIETE latte oppure succhi di frutta senza zucchero aggiunto;<br />
&#8211; NON SALTATE MAI LA COLAZIONE: è il pasto più importante della giornata, dopo molte ore di digiuno;<br />
&#8211; MANGIATE poco e spesso; per gli spuntini sono perfetti latte e frutta;<br />
&#8211; SCEGLIETE carni bianche, pesce e legumi;<br />
&#8211; EVITATE gli integratori, servono davvero solo in casi veramente limite.</p>
<p><strong>Riassumendo</strong></p>
<p><strong>Spesso</strong>: frutta, verdura, legumi, pesce,latte e derivati, carni bianche, olio extra vergine, cereali, acqua</p>
<p><strong>Raramente</strong>: merendine confezionate, alimenti fritti, bevande gassate o troppo zuccherate, caffè, the</p>
<p><strong>Poco</strong>: carne rossa, cibi piccanti, salumi, dolci</p>
<p style="text-align: left;"><em>   Fonte:  www.ballettobianco.it</em></p>
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		<title>Egitto &#124; Scoperta statua gigante di Ramses II al Cairo</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/03/10/egitto-scoperta-statua-gigante-ramses-ii-al-cairo/</link>
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				<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 14:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>E&#8217; emozionante ed incredibile la notizia recentissima sulla scoperta, in una barracopoli al Cairo di un reperto archeologico affascinante &#38; spettacolare come la statua di Ramses II . &#160; &#160; Riportiamo, allora , un articolo tratto da TgLa7 : &#8220;In un quartiere popolare della capitale egiziana, a el-Matariya, archeologi egiziani e tedeschi hanno ritrovato una statua [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; emozionante ed incredibile la notizia recentissima sulla scoperta, in una barracopoli al Cairo di un reperto archeologico affascinante &amp; spettacolare come la statua di Ramses II .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/112607243-29aa0d7f-3e9a-42d7-bdee-396013189a58.jpg"><img class="size-medium wp-image-1676 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/112607243-29aa0d7f-3e9a-42d7-bdee-396013189a58-300x173.jpg" alt="" width="300" height="173" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/112607243-29aa0d7f-3e9a-42d7-bdee-396013189a58-300x173.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/112607243-29aa0d7f-3e9a-42d7-bdee-396013189a58-768x442.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/112607243-29aa0d7f-3e9a-42d7-bdee-396013189a58.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riportiamo, allora , un articolo tratto da TgLa7 :</p>
<p>&#8220;In un quartiere popolare della capitale egiziana, a el-Matariya, archeologi egiziani e tedeschi hanno ritrovato una statua gigante, lunga otto metri, che raffigura probabilmente il Faraone Ramses II , forse il più conosciuto e amato faraone d&#8217;Egitto,  vissuto tra il 1303 e il 1216 a.Cr, alla guida del paese per più di 30 anni, nella leggenda contemporaneo di Mosè.</p>
<p>I resti di questo grande colosso, fatto di quarzite, sono stati scoperti in quella che probabimente era la sacra Heliopolis, l&#8217;antica città dedicata al dio Sole, uno dei santuari più importanti e conosciuti della storia egiziana.</p>
<p>Il ministro delle Antichità Khaled al-Anani ha spiegato che si tratta di una delle più importanti scoperte avvenute nel paese.  &#8220;Abbiamo trovato il busto della statua e la parte inferiore della testa, la corona e l&#8217;orecchio destro e un frammento di occhio destro&#8221;, ha detto ancora Anani.</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/Ramses-990x544.png"><img class="size-medium wp-image-1677 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/Ramses-990x544-300x165.png" alt="" width="300" height="165" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/Ramses-990x544-300x165.png 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/Ramses-990x544-768x422.png 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/Ramses-990x544.png 990w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Accanto alla statua gigante anche un&#8217;altra di circa 80 cm, in calcalre, di Seti II, nipote di Ramses II.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 8pt;">Fonte : </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">http://tg.la7.it/cultura-e-societa/egitto-scoperta-statua-gigante-di-ramses-ii-nella-baraccopoli-del-cairo-10-03-2017-113665</span></p>
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		<title>TEODORA: L’IMPERATRICE CORAGGIOSA</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/02/04/teodora-limperatrice-coraggiosa/</link>
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				<pubDate>Sat, 04 Feb 2017 14:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>“Anche se adesso la fuga potrebbe salvarci, la ritengo inopportuna. Come ogni uomo per instinto difende la propria vita, tanto più un sovrano deve ad ogni costo difendere il proprio regno. Io non sarei più nulla senza la mia corona, non potrei più vivere se il mio popolo non mi chiamasse sovrana! Dunque, imperatore Giustiniano, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it/2017/02/04/teodora-limperatrice-coraggiosa/">TEODORA: L’IMPERATRICE CORAGGIOSA</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it">Iris News</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Anche se adesso la fuga potrebbe salvarci, la ritengo inopportuna. Come ogni uomo per instinto difende la propria vita, tanto più un sovrano deve ad ogni costo difendere il proprio regno. Io non sarei più nulla senza la mia corona, non potrei più vivere se il mio popolo non mi chiamasse sovrana! Dunque, imperatore Giustiniano, ecco le navi che già ti attendono per condurti in salvo… ma chiediti se una volta in salvo non ti vergognerai del tuo gesto. Quanto a me, preferisco morire piuttosto che abbandonare il mio trono!”</em></p>
<p>Teodora nacque nel 500 d.C. a Bisanzio, l’attuale Instanbul da una famiglia di umili origini. Attrice di teatro, lavorava come danzatrice in una taverna. Poi Teodora si convertì e decise di cambiare vita.</p>
<p>Giustiniano, futuro imperatore di Bisanzio, si innamorò di lei e tre anni dopo la sposò. Nel 527 Giustiniano e Teodora furono incoronati imperatori d’Oriente. I suoi nemici dicevano che Lei fosse senza scrupoli: qualunque sia la verità, Teodora era una vera regina. Lo dimostrò nel 532, quando l’insurrezione di Nika portò all&#8217;incendio della capitale.</p>
<p>Si era giunti alla guerra civile: Giustiniano rischiava di perdere il trono e già meditava di abbandonare tutto per mettersi in salvo. Ma Teodora, in presenza della corte già pronta ad abbandonare Bisanzio, disse che preferiva la morte alla fuga. Giustiniano e i suoi generali, vergognandosi della loro vigliaccheria, decisero di essere coraggiosi quanto la regina. La rivolta fu sedata. Teodora, che aveva un carattere fiero e grandi ambizioni, da allora dominò la politica del paese. Giustiniano infatti si occupò sempre meno del governo, lasciando che fosse Lei a varare riforme ed occuparsi delle relazioni con i paesi stranieri.</p>
<p>La sua immagine risplende ancora nei mosaici della chiesa di San Vitale a Ravenna.</p>
<p><em>                                                                                                                                                                                                                                         Wanda Simeoli</em></p>
<p>Da Vita Avventurosa delle Donne Famose</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it/2017/02/04/teodora-limperatrice-coraggiosa/">TEODORA: L’IMPERATRICE CORAGGIOSA</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it">Iris News</a>.</p>
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		<item>
		<title>La dolce tradizione napoletana</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/01/06/la-dolce-tradizione-napoletana/</link>
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				<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 15:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La dolce tradizione napoletana Natale è un periodo magico ovunque, ma a Napoli, se possibile lo è di più. E’ un tripudio di colori, di luci, di suoni e di profumi, soprattutto profumo di dolci. Il panettone ed il pandoro, simboli della tradizione natalizia per eccellenza, a Napoli si affiancano a preparazioni e dolci tipici [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>La dolce tradizione napoletana</p>
<p>Natale è un periodo magico ovunque, ma a Napoli, se possibile lo è di più.</p>
<p>E’ un tripudio di colori, di luci, di suoni e di profumi, soprattutto profumo di dolci.</p>
<p>Il panettone ed il pandoro, simboli della tradizione natalizia per eccellenza, a Napoli si affiancano a preparazioni e <strong>dolci tipici</strong> che non possono mancare su una tavola partenopea degna di questo nome.</p>
<p>Presenti in tutte le case, panettone e pandoro sono come ospiti, i veri padroni di casa, le vere delizie, il godimento dei palati napoletani, che accompagneranno e scalderanno  le serate trascorse in casa giocando a tombola, sono : <strong>i roccocò</strong>, <strong>i susamielli, </strong>, <strong>i mustacciuoli o mostaccioli, i raffaioli e gli struffoli; fanno da contorno innumerevoli altri dolci di varie origini. </strong></p>
<p><strong>L’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione segna l’inizio delle festività natalizie. </strong></p>
<p>Tradizionalmente in questo giorno si allestiscono presepe ed albero di natale e con il pranzo dell’Immacolata  inizia la maratona culinaria che terminerà all&#8217;Epifania.</p>
<p>Fanno la loro comparsa in questo giorno i <strong>“roccoco’</strong>” che tradizionalmente  vengono consumati alla fine del pranzo dell’Immacolata.</p>
<p>Il termine roccocò deriva dal francese<em> “roccaille” </em><em>per la loro forma rotondeggiante.</em><strong> La prima ricetta risale al 1320 e </strong><strong> </strong>le monache del Real Convento della Maddalena furono le prime a preparali.</p>
<p>Era, infatti, usanza delle monache offrire dei dolci in dono ai benefattori che si recavano a far loro visita.</p>
<p>Sempre in un convento nasce un altro dei dolci tradizionali natalizi tipici della pasticceria napoletana,  il “<strong>susamiello o sapienza</strong>”.</p>
<p>Questi dolci a forma di “<strong>S</strong>” venivano preparati con <strong>sesamo e miele</strong> (<em>sesamon </em>e <em>mel</em>).</p>
<p>Pare che la loro forma abbia origine dalla <strong>S</strong> dell’antico <strong>Monastero della Sapienza</strong> dove venivano confezionati.</p>
<p>Anticamente venivano preparati anche in base alla <em>destinazione d’uso</em> e si distinguevano in “<strong>sosamiello nobile</strong>”, preparato con farina bianca e offerto a nobili ed a persone di riguardo; “<strong>sosamiello per zampognari</strong>”, impastato con farina ed ingredienti di scarto, donato ai domestici ai contadini in visita ed  agli zampognari che andavano a suonare nelle case. C’erano, infine, ì  “<strong>sosamielli del buon cammino</strong>”, ripieni di marmellata alle amarene che veniva offerto ai soli religiosi.</p>
<p>I <strong>mostaccioli </strong>sono  dolci dalla forma romboidale, ricoperti di glassa al cioccolato e ripieni di pasta morbida al miele e frutta candita. Il  termine “<strong>mustacciuoli</strong>” deriva, probabilmente,  dal <strong>mosto</strong> che i contadini utilizzavano  nella loro preparazione per renderli più dolci, secondo altri, invece, dalla parola “<strong>mustacchi</strong>”, i baffi folti e lunghi molto in voga durante il secolo scorso, di cui ricordano la forma.</p>
<p>Dolci dalla forma ellittica a base di pan di Spagna e ricoperti di glassa bianca o marmellata di albicocche, i <strong>raffaiuoli,</strong> hanno una farcitura che comprende anche ricotta, scorza di cedro candita, cioccolato e pistacchi. <em>La ricetta del raffiolo classico è antichissima e piuttosto laboriosa.</em></p>
<p>Ma il dolce natalizio per eccellenza e che per me è l’anima del Natale sono gli <strong>STRUFFOLI.<a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/photo-max_566eedfdfb5ab9710f00002b.jpg"><img class="size-medium wp-image-1562 alignright" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/photo-max_566eedfdfb5ab9710f00002b-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/photo-max_566eedfdfb5ab9710f00002b-300x278.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/photo-max_566eedfdfb5ab9710f00002b.jpg 540w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> </strong></p>
<p>Quanti dolci ricordi riaffiorano alla mia mente mentre li preparo. Mi rivedo bambina in cucina con mia Nonna Anna che mi dava un pezzetto di impasto per farmi stare tranquilla. Eccomi ragazza che li preparo con mia madre e le mie sorelle ed ora che  io sono  mamma li preparo con le mie figlie.</p>
<p>Penso di aver fatto della preparazione degli struffoli un mio rito personale, propiziatorio, ben augurante che rasserena il mio cuore e crea l’atmosfera calda e romantica dei giorni di festa . Un legame con il mio passato che spero le mie figlie continueranno a tenere in vita.</p>
<p>Queste piccole palline di pasta dolce, fritte e successivamente immerse nel miele e guarnite con confettini colorati e frutta candita sono, forse, il dolce più antico della nostra tradizione e risalirebbe addirittura al tempo degli <strong>antichi Greci</strong> che li introdussero nella città .</p>
<p>Proprio dal greco, infatti, deriverebbe anche la parola “struffolo”, più precisamente dal termine “strongoulos”, che significa “dalla forma arrotondata”.</p>
<p>Come gli altri dolci anche gli struffoli trovarono i loro centri d’eccellenza nei conventi dove venivano preparati dalle pazienti suore e portati in dono a Natale alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità.</p>
<p>Un dolce fatto con ingredienti semplici, ricco di numerosi simbolismi, a partire dal miele.</p>
<p>Il miele, elemento essenziale che ne garantisce la conservazione oltre a conferirne sapore e profumo, da <em>cibo degli Dei</em> giunge fino a Gesù che alla sua nascita   viene definito &#8220;<em>roccia che dà miele</em>&#8220;.</p>
<p>I confettini con cui sono ornati sono detti “diavulilli” forse perché prima di essere intrappolati dal miele, sfuggono da tutte le parti, ma la dolcezza e la bontà li imprigionano e li rendono docili.</p>
<p>Elementi indispensabili sono, infine,  l’ arancia , cedro  e la zucca candita, detta cucuzzata.</p>
<p>Per la loro forma tonda al pari di lenticchie, uva e chicchi di melagrana ricordano le monete perciò sulla tavola di Capodanno non possono mancare come auspicio di fortuna, prosperità  e ricchezza nell’anno che sta per iniziare.</p>
<p>Ogni pallina corrisponde a una moneta, quindi più se ne mangiano più soldi arriveranno, e il miele addolcirà i giorni futuri mentre il colore dei confettini e della “cucuzzata” li renderà allegri.</p>
<p>Il mio presepe e l’albero sono pronti,  gli struffoli anche…..e che la magia del Natale pervada i nostri cuori e li ricolmi di dolcezze culinarie e non….</p>
<p>Auguri Iris ed Irisine Tutte</p>
<p style="text-align: right;"><em>Lina Cataldo</em></p>
<table style="height: 10px;" width="1531">
<tbody>
<tr style="height: 4.74658px;">
<td style="width: 934.688px; height: 4.74658px;"></td>
<td style="width: 324.688px; height: 4.74658px;"></td>
<td style="width: 251.354px; height: 4.74658px;"></td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Natale : Magia d&#8217;Inverno!!</title>
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				<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 21:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>NATALE: MAGIA D’INVERNO L’inverno è una stagione particolarmente ricca di feste, fin dai tempi più lontani. Il clima così rigido e ostile, le lunghe notti buie, hanno spinto uomini e donne a praticare riti propiziatori per il ritorno della luce e della bella stagione. Da questi antichissimi riti è poi derivata la festa per eccellenza: [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NATALE: MAGIA D’INVERNO</strong></p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/albero-di-Natale-218x300-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1428 alignright" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/albero-di-Natale-218x300-1-218x300.jpg" alt="albero-di-natale-218x300-1" width="218" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">L’inverno è una stagione particolarmente ricca di feste, fin dai tempi più lontani. Il clima così rigido e ostile, le lunghe notti buie, hanno spinto uomini e donne a praticare riti propiziatori per il ritorno della luce e della bella stagione. Da questi antichissimi riti è poi derivata la festa per eccellenza: il NATALE!<br />
<em><strong>L’ALBERO</strong></em>: non solo l’abete, ma anche altri sempreverdi sono rappresentativi di questo periodo dell’anno. L’agrifoglio è la pianta più tipica di questa stagione: simboleggia l’anno che finisce, e si dice che le ghirlande fatte con i suoi rami offrono riparo agli spiriti degli alberi. Per questo vengono appese alle porte: dando riparo agli spiriti buoni della natura, nessuno spirito maligno oserà entrare in casa. L’altra pianta tradizionale di queste feste è il vischio, sacro ai druidi celti e antico simbolo di prosperità. Nel linguaggio dei fiori, il vischio significa “dammi un bacio”; e infatti, quanti baci bene augurali si danno sotto le sue foglie!<br />
<em><strong>RITI E DECORAZIONI INVERNALI:</strong></em> in questo periodo, le decorazioni non solo abbelliscono la casa, ma rappresentano anche il ritorno della luce; sono insomma un buon augurio per l’anno che finisce e quello che comincia. L’ORO del sole e l’ARGENTO del ghiaccio sono i colori più adatti, insieme al ROSSO ( il colore della vita, porta fortuna per eccellenza) e al VERDE scuro dei sempreverdi. Per dare un’atmosfera magica alla casa, è consigliabile accendere dell’incenso profumato e non far mai mancare delle candele. La candela del giorno di Natale è rossa; se volete, potete accenderne non solo una, ma ben dodici, a simboleggiare le dodici notti magiche che vanno dal Natale all’Epifania. Preparate per queste dodici candele un sostegno fatto con le vostre mani, se non avete dei candelabri. Un’altra decorazione classica è una corona di sempreverdi, magari impreziosita da cristalli rossi, verdi o dorati, e illuminata da piccole luci o candeline verdi. Al centro, una grande candela dorata, che rappresenta il sole che rinasce.<br />
Le feste più antiche si celebravano per il Solstizio d’Inverno ( 21 dicembre), ovvero la notte più lunga dell’anno. Per incoraggiare il sole a tornare a splendere, si accendevano dei fuochi: venivano appesi dei sempreverdi, per incitare anche gli altri alberi a mettere di nuovo le foglie. Anche i rami degli alberi erano decorati con simboli solari, come piccole lanterne, candeline, mele dipinte d’oro, pasticcini a forma di sole, luna e stelle. Alcuni usavano accendere una speciale lanterna, la Lampada Solstiziale; in essa, la candela accesa all&#8217;interno simboleggiava il sole debole e vinto dalla notte. A mezzanotte del Solstizio, però, la candela veniva spostata in cima alla lampada, per annunciare il ritorno del sole. Questa festa, infatti, era chiamata dai romani “Nascita del Sole Invitto”, cioè invincibile.</p>
<p><em>                                                                                                                                                                                                                                  Wanda Simeoli</em></p>
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