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	<title>Food &#8211; Iris News</title>
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	<description>Keep Calm and Stay SRALF</description>
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		<title>Etichette alimentari a semaforo: cosa sono  e come funzionano.</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 15:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Etichette alimentari a semaforo: cosa sono  e come funzionano. Negli ultimi anni è aumentata in noi consumatori la consapevolezza di quanto l’alimentazione incida sulla nostra salute. L’elemento che ci permette di distinguere prodotti alimentari più salubri è proprio l’etichetta. Grazie al Reg. UE 1169 del 2011 infatti, ogni prodotto alimentare è identificato attraverso un’etichetta sulla [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Etichette alimentari a semaforo: cosa sono  e come funzionano.</strong></p>
<p>Negli ultimi anni è aumentata in noi consumatori la consapevolezza di quanto l’alimentazione incida sulla nostra salute. L’elemento che ci permette di distinguere prodotti alimentari più salubri è proprio l’etichetta. Grazie al Reg. UE 1169 del 2011 infatti, ogni prodotto alimentare è identificato attraverso un’etichetta sulla quale vengono riportate diverse informazioni tra cui lista degli ingredienti (in ordine decrescente da quello presente in quantità maggiore a quello presente in quantità minore) e una tabella contenente i valori nutrizionali. Tutte informazioni che tradotte in un bel po’ di cifre numeriche possono generare  confusione in chi le legge. Ad esempio ci si chiede quanto zucchero apporta questo prodotto rispetto a quanto dovrei assumerne giornaliermente in una dieta corretta? Proprio per cercare di dare una risposta a questa domanda, Inghilterra e Francia hanno prima ideato e poi messo in uso l’etichetta a semaforo. In entrambi casi, l’intento è quello di aiutare il consumatore nella scelta dei prodotti alimentari. Il principio alla base però varia nei due casi.</p>
<p>Le etichette ideate in <strong>Francia</strong>, anche definite Nutri-Score, sono rappresentate da un logo contenente le prime cinque lettere dell’alfabeto (dalla A alla E). Ad ogni lettera è assegnato un colore: si parte dal verde scuro della A passando per il colore verde chiaro e il giallo rispettivamente della B e della C, per arrivare al colore arancione e rosso delle lettere D ed E. Ovviamente, la lettera A sarà assegnata ad un prodotto con un  elevato tenore di nutrienti considerati positivi per la salute (quali fibre, proteine, vitamine e  minerali) ed un basso contenuto di nutrienti da limitare (quali ad esempio zuccheri, sale e grassi saturi), mentre per la lettera E il discorso è esattamente opposto.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/11/semaforo-francese.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1840" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/11/semaforo-francese-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/11/semaforo-francese-300x198.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/11/semaforo-francese.jpg 310w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Per quanto riguarda invece le etichette a semaforo utilizzate in <strong>Inghilterra</strong>, il principio cambia quasi del tutto. Infatti in questo caso il semaforo è costituito da tre colori: rosso, giallo e verde, e si riferisce solo all’apporto dei nutrienti da limitare (ovvero energia, grassi, grassi saturi, zucchero e sale) rapportate al fabbisogno giornaliero di un adulto, tenendo in considerazione le raccomandazione nutrizionali utilizzate a livello europeo . Ad ogni nutriente citato viene assegnato  un colore in base alla sua percentuale. Il colore rosso viene utilizzato nel caso in cui per quel nutriente si superi il 25% rispetto alla soglia giornaliera di assunzione per una persona adulta.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/11/semaforo-inglese.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1841" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/11/semaforo-inglese.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/11/semaforo-inglese.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/11/semaforo-inglese-150x150.jpg 150w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/11/semaforo-inglese-125x125.jpg 125w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Bisogna dire che entrambi i principi appena descritti presentano dei limiti. Infatti mentre nel caso delle etichette inglesi ci si limita a considerare i nutrienti “da assumere con moderazione” senza far riferimento al tenore di nutrienti positivi dell’alimento in questione; nel caso delle etichette Nutri-score francesi, identificando un prodotto con una lettera ed un colore, si rischia che il consumatore preferisca alimenti di categoria A mettendo da parte altri alimenti che non rientrano in questa categoria ma che in ogni caso non sono da meno perché contenenti ingredienti e nutrienti di qualità (è il caso di alcuni prodotti tipici italiani).</p>
<p>Tirando le somme è importante ricordare il concetto che gli alimenti non vanno considerati in assoluto, bensì come tanti tasselli di un’alimentazione equilibrata.</p>
<p>E dovrebbe essere proprio questo il ruolo dell’etichetta: aiutare il consumatore a scegliere prodotti che gli permettano di costruire autonomamente un’alimentazione equilibrata.</p>
<p><i>                                                                                                                                                          Roberta Capezzuto</i></p>
<p><em>Fonte: Il Fatto alimentare</em></p>
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		<title>Stay Iris…Stay Healthy!</title>
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				<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 16:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Stay Iris…Stay Healthy! Care Irisine (e non) ecco che torna la rubrica di ricette light. Mentre scorrevo la home di Facebook ho notato questa video ricetta e, incuriosita, ho deciso di provarla giusto il giorno dopo. E’ un semplice pane (dolce) alla cannella. Se questa spezia non è di vostro gradimento potete tranquillamente sostituirla con [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Stay Iris…Stay Healthy!<br />
Care Irisine (e non) ecco che torna la rubrica di ricette light.<br />
Mentre scorrevo la home di Facebook ho notato questa video ricetta e, incuriosita, ho deciso di provarla giusto il giorno dopo.<br />
E’ un semplice pane (dolce) alla cannella. Se questa spezia non è di vostro gradimento potete tranquillamente sostituirla con una marmellata o una composta di frutta a vostro piacimento.<br />
Cominciamo con la farcitura:<br />
Mescolate:<br />
50 gr di zucchero di canna integrale (io ho usato il Moscovado)<br />
1 cucchiaio di cannella<br />
2 cucchiai di latte vegetale (io lo preferisco ma voi potete usare anche il latte vaccino)<br />
Una volta mescolato per bene aggiungete infine 10 gr di farina.<br />
Mettete questo composto a parte, è giunto il momento di impastare!<br />
Procuratevi una ciotola di vetro e spazio per spianare<br />
Per l’impasto:<br />
300 gr di farina integrale<br />
1 cucchiaino di zucchero<br />
1 bustina di cremor tartaro (o semplice lievito per dolci)<br />
30 gr di olio evo<br />
E aggiungete poco per volta 200 gr di acqua tiepida.<br />
A questo punto iniziate a lavorare il tutto sul ripiano, fin quando l’impasto non vi sembra omogeneo.<br />
Lasciate lievitare per 30 minuti nella ciotola.<br />
Potete ora prendere il vostro panetto e iniziare a stenderlo, cercando di formare un rettangolo. Lo spessore non deve superare il mezzo cm.<br />
Ora, prendete la salsina alla cannella e, cucchiaio dopo cucchiaio, (un po’ alla Pollock) stendetela su tutta la superficie.<br />
Arrotolare procedendo da destra verso sinistra in modo da formare un rotolo. Dividetelo in due.<br />
Ora inizia la parte creativa: prendete delle forbici da cucina e, tenendole a forma di V, fate dei taglietti all’impasto, che direzionerete verso l’alto,destra, sinistra, centro e così via fino alle fine.<br />
Ecco una foto dimostrativa</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/foto-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1797 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/foto-1-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/foto-1-216x300.jpg 216w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/foto-1.jpg 577w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></a></p>
<p>Verrà un motivo “ a spiga” molto carino una volta che l’impasto sarà cotto.<br />
Fate di nuovo riposare il tutto per altri 30 minuti, dopodiché infornate su carta da forno a 200 ° C per venti minuti.</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/foto-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1798 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/foto-2-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/foto-2-300x235.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/10/foto-2.jpg 735w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong><em> Rossana Galdi </em></strong></p>
<p><em>Fonte foto e ricetta: Il Goloso Mangiar Sano</em></p>
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		<title>OTTOBRE : tempo di castagne&#8230;.non solo da mangiare!!!</title>
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				<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 15:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Ottobre, tutto riparte, riaprono le scuole, ripartono i corsi dell’Accademia Iris, le giornate si accorciano, i tramonti si colorano di rosso e arancio come le foglie degli alberi, nell’aria fresca si sente il profumo delle castagne arrosto che riempie il cuore prima che lo stomaco. Frutti del castagno, maestoso albero dei nostri monti, emblema della [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Ottobre, tutto riparte, riaprono le scuole, ripartono i corsi dell’Accademia Iris, le giornate si accorciano, i tramonti si colorano di rosso e arancio come le foglie degli alberi, nell’aria fresca si sente il profumo delle castagne arrosto che riempie il cuore prima che lo stomaco.<br />
Frutti del castagno, maestoso albero dei nostri monti, emblema della stagione autunnale, sono le amatissime CASTAGNE.<br />
Conosciamolo meglio questo stupendo frutto autunnale di cui fin da piccoli abbiamo imparato a conoscerne la generosità: <em>“ho il riccio spinoso ma il cuor generoso, vengo dalla montagna e mi chiamo castagna”.</em><br />
Ricche di carboidrati complessi come i cereali, le castagne sono state per secoli la principale fonte alimentare delle popolazioni montane durante l&#8217;autunno e l&#8217;inverno, dette per questo anche &#8220;pane dei poveri&#8221;. La farina di castagne, priva di glutine, è un ottimo sostituto per chi soffre di celiachia.<br />
Dal sapore molto gradevole, le castagne possiedono una grande percentuale di sali minerali quali: <em>potassio</em> che funge da antisettico e rinforza muscoli; <em>fosforo</em> essenziale per la formazione della cellula nervosa; <em>zolfo,</em> antisettico, disinfettante, particolarmente importante per la robustezza delle ossa; <em>sodio,</em> utile alla digestione ed essenziale per l’assimilazione dei cibi; <em>magnesio</em>, vero e proprio equilibratore dell’umore rigeneratore del sistema nervoso; <em>calcio,</em> essenziale per la formazione delle ossa, del sangue e dei nervi;<em> cloro,</em> importante per la salute dei denti e dei tendini ed infine il <em>ferro</em> per una buona circolazione del sangue. Questi frutti, proprio per la ricchezza dei loro nutrienti , sono molto consigliati a chi pratica sport o è sottoposto a stress psicofisico. Consigliate in gravidanza, in virtù del loro apporto di<em> acido folico</em> (notoriamente consigliato per prevenire alcune malformazioni fetali). La presenza di zuccheri indica le castagne come alimento alternativo per i bambini allergici al lattosio.<br />
Gradite a grandi e piccini, sono un prodotto versatile che si può utilizzare per preparare ricette stuzzicanti ed inconsuete. Dai risotti alle torte, sono usate in preparazioni dolci o salate o gustate semplicemente arrostite o bollite.<br />
Ma le castagne trovano il loro utilizzo anche in semplici ed efficaci ricette cosmetiche fai da te, rivelandosi straordinari alleati per la rigenerazione dei tessuti.<br />
Grazie al<em> potassio</em> e agli altri elementi essenziali in esse contenuti, le castagne rendono la pelle più idratata, tonica ed elastica. Per preparare una maschera anti age basta aggiungere alla polpa delle castagne bollite, un cucchiaio di miele ed uno di olio di mandorla, si otterrà così un composto omogeneo che potrà essere applicato direttamente sul viso deterso e lasciato in posa per una decina di minuti prima di procedere al risciacquo. Se alla polpa delle castagne bollite si aggiungeranno, invece, due cucchiai di yogurt magro bianco ed una goccia di olio essenziale di limone si otterrà una maschera per levigare la pelle del viso.<br />
Ottime alleate, anche per la cura dei capelli ,in virtù delle loro proprietà emollienti, rigeneranti e illuminanti. L‘acqua in cui sono state bollite la castagne può essere utilizzata dopo lo shampoo per esaltare i riflessi più chiari della chioma che risulterà più luminosa, morbida e forte.<br />
<em>                                                                                                                                                       Lina Cataldo</em></p>
<p><em>bellezza.pourfemme.it/articolo/castagne-usi-cosmetici-e-proprieta</em><br />
<em> alimentipedia.it/castagna.html</em><br />
<em> http://www.cure-naturali.it/</em></p>
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		<title>La giusta dieta per una ballerina</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/04/03/la-giusta-dieta-per-una-ballerina/</link>
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				<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 12:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;alimentazione nella danza Danzare e ballare sono attività piuttosto impegnative dal punto di vista fisico, sia durante la preparazione e l’allenamento, che può essere anche molto lungo e, in molti casi, costante per tutta la “carriera”, sia in occasione dell’esibizione, che può essere uno spettacolo o una tournée, un saggio o un provino. Uno degli [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;alimentazione nella danza</strong></p>
<p>Danzare e ballare sono attività piuttosto impegnative dal punto di vista fisico, sia durante la preparazione e l’allenamento, che può essere anche molto lungo e, in molti casi, costante per tutta la “carriera”, sia in occasione dell’esibizione, che può essere uno spettacolo o una tournée, un saggio o un provino. Uno degli aspetti più importanti della preparazione di un ballerino, di qualunque stile, deriva dalla qualità dell’alimentazione: si può tranquillamente dire che una bella carriera nasca a tavola, dove si sceglie cosa e quanto mangiare e bere. La prestanza fisica richiesta ad un ballerino è del tutto simile a quella di uno sportivo e l’alimentazione deve essere calibrata esattamente sulle caratteristiche dell’atleta, sul tipo di danza praticata, sulla durata e l’intensità dell’allenamento, sul grado di preparazione e sugli obiettivi.</p>
<p><strong>Né troppo, né troppo poco: giusto</strong></p>
<p>Mangiare troppo è di solito il problema più comune, ma nel mondo della danza esiste anche il problema contrario, di chi mangia troppo poco, alla ricerca di un corpo esile in modo innaturale e inarrivabile. Un corpo tonico e muscoloso è l’ideale per raggiungere le prestazioni che si desiderano, anche per un ballerino. Deficit alimentari, di vitamine, sali minerali e calorie, portano ad una maggiore fatica nel compiere qualunque attività, danza compresa, danneggiando persino il percorso di crescita &#8211; per bambini e adolescenti &#8211; e la salute in generale. Per contro, un peso eccessivo derivato da un’alimentazione con troppe calorie o con proporzioni sbagliate di nutrienti &#8211; come, ad esempio, troppi grassi o troppi carboidrati rispetto alle proteine &#8211; affatica il fisico, danneggia ginocchia e caviglie e impedisce prestazioni adeguate, rendendo anche in questo caso difficile l’attività di ballare. In generale, mangiate poco ma spesso e NON saltate mai una buona colazione, che è uno degli errori più frequenti. Ogni giorno, dovreste mangiare a colazione, pranzo e cena; inoltre fate due spuntini leggeri a metà mattina e a metà pomeriggio, magari con latte o spremute di frutta, che contengono acqua per reidratare il corpo, sali minerali per le ossa e vitamine per il miglior funzionamento degli organi.</p>
<p><strong>La colazione perfetta? Frutta, latte e cereali</strong></p>
<p>Seguire una dieta bilanciata non è molto difficile, ma occorre sempre un po’ di costanza.</p>
<p><strong>Ricordate:</strong></p>
<ul>
<li>mangiate di meno nei periodi dove si fa meno esercizio, ma con la stessa frequenza;</li>
<li>riducete per qualche giorno i consumi se avete mangiato troppo ad una festa o un pranzo speciale, oppure, meglio, aumentate l’attività fisica;</li>
<li>se avete in previsione uno sforzo particolare, come un provino o uno spettacolo, un pizzico di zuccheri in più ci sta: una barretta di cioccolato prima e un bel bicchiere di latte dopo, sono davvero perfetti!</li>
<li>la colazione rappresenta il pasto principale della giornata e dovete fare il pieno di energia: un bel bicchiere di latte, una fetta di pane e marmellata e per finire un buon frutto di stagione!</li>
</ul>
<p><strong>Quanto alimentarsi?</strong></p>
<p>Per calcolare la quantità di calorie necessarie ad ogni persona occorre valutare età, peso, altezza, sesso, ma anche caratteristiche e intensità della danza praticata.<br />
In genere, le donne hanno bisogno di meno calorie, mentre bambini e adolescenti hanno bisogno di risorse per “costruire” il proprio corpo.<br />
Il rapporto fra peso e altezza serve, in modo semplice ma piuttosto schematico, a stabilire il peso forma ideale.<br />
In linea generale, per restare nel peso forma, le calorie che vi servono ogni giorno sono:</p>
<p>femmine: circa 40 calorie per chilo di peso</p>
<p>maschi: circa 40/45 calorie per chilo di peso</p>
<p>Se svolgete un’intensa attività fisica, come molti tipi di danza, bisogna aumentare un po’ le calorie. La ricetta del corpo perfetto non esiste, ma seguire le buone regole di alimentazione garantisce sempre un ottimo risultato. Se invece emerge qualche problema di sovrappeso o sottopeso, è utile anche consultare un nutrizionista, un dietologo o un dottore in medicina sportiva</p>
<p><strong>Calcola il tuo IMC (Indice di Massa Corporea)</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/IMC.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1680" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/IMC-256x300.jpg" alt="" width="256" height="300" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/IMC-256x300.jpg 256w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/IMC.jpg 340w" sizes="(max-width: 256px) 100vw, 256px" /></a></p>
<p><strong>Calcola il tuo IMC (Indice di Massa Corporea)</strong><br />
Unisci con un righello i valori della tua statura e del tuo peso: il punto di incontro con la linea bianca centrale, mostrerà indicativamente la tua massa corporea.</p>
<p><strong>Quante calorie di consumano, danzando?</strong></p>
<p>Dipende dalla danza e dal ballo, naturalmente, e dalla sua intensità e durata. Alcuni esempi?</p>
<p>Danzare, in genere = 4 kcal/h*</p>
<p>Balli veloci = 5 kcal/h*</p>
<p>Balli aerobici = 6 kcal/h*</p>
<p>Danza più lente = 3 kcal/h*</p>
<p><em>*da moltiplicare per i kg di peso corporeo</em></p>
<p>Un esempio? Se pesate 52 kg e danzate un balletto non troppo impegnativo per mezz’ora, consumate circa 104 kcal/h (4 kcal x 52 kg x ½ ora = 104)</p>
<p><strong>Le regole d&#8217;oro</strong></p>
<p>&#8211; BEVETE sempre molta acqua, anche se non avete sete: non restate a secco!<br />
&#8211; VARIATE molto gli alimenti, per coprire tutti i principi nutritivi;<br />
&#8211; SCEGLIETE frutta di stagione e verdure fresche, ricchi di sali minerali e vitamine, almeno 2 o 3 volte al giorno;<br />
&#8211; RIDUCETE i cibi preconfezionati: contengono spesso conservanti o quantità eccessive di grassi e zuccheri;<br />
&#8211; MANGIATE con regolarità, ad orari costanti;<br />
&#8211; MANGIATE lentamente, masticando bene;<br />
&#8211; EVITATE di eccedere con i pasti e con stravizi per lunghi periodi, come durante le vacanze;<br />
&#8211; NON SALTATE I PASTI, perché poi il corpo compensa accumulando più grassi;<br />
&#8211; SCEGLIETE latte oppure succhi di frutta senza zucchero aggiunto;<br />
&#8211; NON SALTATE MAI LA COLAZIONE: è il pasto più importante della giornata, dopo molte ore di digiuno;<br />
&#8211; MANGIATE poco e spesso; per gli spuntini sono perfetti latte e frutta;<br />
&#8211; SCEGLIETE carni bianche, pesce e legumi;<br />
&#8211; EVITATE gli integratori, servono davvero solo in casi veramente limite.</p>
<p><strong>Riassumendo</strong></p>
<p><strong>Spesso</strong>: frutta, verdura, legumi, pesce,latte e derivati, carni bianche, olio extra vergine, cereali, acqua</p>
<p><strong>Raramente</strong>: merendine confezionate, alimenti fritti, bevande gassate o troppo zuccherate, caffè, the</p>
<p><strong>Poco</strong>: carne rossa, cibi piccanti, salumi, dolci</p>
<p style="text-align: left;"><em>   Fonte:  www.ballettobianco.it</em></p>
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		<item>
		<title>Ricette : Uovo di Pasqua Artigianale</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/04/03/ricette-uovo-pasqua-artigianale/</link>
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				<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 12:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[DIY (Fai da Te)]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Non c’è sorpresa più bella che regalare qualcosa di realizzato con le proprie mani: che ne dite di un buonissimo uovo di cioccolata fatto in casa con ingredienti genuini? La sua preparazione è meno difficile di quanto sembri  ma bisogna munirsi dello  stampo idoneo . Ingredienti 500 g di cioccolato (a scelta fondente, al latte, [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<h2><em><span style="font-size: 12pt;">Non c’è sorpresa più bella che regalare qualcosa di realizzato con le proprie mani: che ne dite di un buonissimo uovo di cioccolata fatto in casa con ingredienti genuini? La sua preparazione è meno difficile di quanto sembri  ma bisogna munirsi dello  stampo idoneo .</span></em></h2>
<h3>Ingredienti</h3>
<ul>
<li>500 g di cioccolato (a scelta fondente, al latte, alla nocciola o bianco)</li>
<li>un termometro per dolci</li>
</ul>
<h3>Preparazione                                                            <a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/04/images.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1723" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/04/images.jpg" alt="" width="160" height="126" /></a></h3>
<p>1- La prima cosa da fare è scegliere il tipo di cioccolato: fondente, al latte, alla nocciola o bianco (ne servono circa 500 gr).<br />
2- Una volta superato questo difficile step potete procedere e iniziare a sciogliere il cioccolato rigorosamente a bagno-maria per evitare che si bruci o si attacchi al fondo del tegame fino ad una temperatura di 45°.</p>
<p>3- Comincia adesso una fase cruciale per la buona riuscita della ricetta: il temperaggio del cioccolato, ovvero il procedimento che consente di portare il        cioccolato al giusto grado di cristallizzazione. Per attuarlo, togliete la pentola dal fuoco, prendete i 3/4 del cioccolato fuso e versatelo su una superficie      liscia (in marmo, vetro o ceramica), lasciando il cioccolato restante a bagnomaria.<br />
4-   Fate raffreddare il cioccolato sulla superficie, girandolo con un cucchiaio di legnoo una spatola  fino a quando raggiungerà la temperatura di 30° (verificate sempre     col termometro per dolci).<br />
5-   Adesso, versate il cioccolato temperato nel pentolino insieme alla parte restante. Verificate che la temperatura del cioccolato nel pentolino non sia           inferiore ai 35°: se così fosse, rimettete il pentolino a bagnomaria fino a quando la temperatura sarà arrivata a quel livello.<br />
6- Arriva adesso il momento di stampaggio. Prendete una delle metà dello stampo e versateci dentro il cioccolato fino a riempirlo completamente.<br />
7- Svuotate poi lo stampo dal cioccolato in eccesso, rimettendolo nella ciotola, e lasciatelo colare.<br />
8- Fate lo stesso per l’altro stampo e poi riponete le due metà in frigorifero per circa 30 minuti. Una volta rappreso il cioccolato, fate pressione sull&#8217;esterno degli stampi e ricavatene  le due metà dell&#8217;uovo.<br />
9- Prendete ora un po’di cioccolato fuso e con una tasca da pasticcere disponetelo lungo il bordo come fosse una colla.<br />
Inserite la sorpresa che volete far trovare all&#8217;interno e fate combaciare le due metà.<br />
10- Lasciate che il cioccolato si rapprenda e poi potrete decorarlo : guardate la vostra opera soddisfatti.</p>
<p>11-  Per la confezione provate a utilizzare invece delle stoffe colorate magari cucite o ricamate da voi stessi. Vedrete che sorpresa.</p>
<p>L’uovo di Pasqua è pronto!</p>
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		<title>Preparare il tè matcha &#124; Il Re dei The Verdi</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/03/10/preparare-matcha-re-dei-the-verdi/</link>
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				<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 14:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Evviva il tè matcha, o tè verde giapponese, perché quando siamo sfiniti e giù di tono, basta berne un tazza per tornare pimpanti e non soccombere alle tentazioni della fame. Le star per questo ne vanno pazze (Gwyneth Paltrow è in cima alla lista) ma in realtà è un trucchetto tramandato dai monaci zen: non se [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Evviva il <strong>tè matcha</strong>, o <strong>tè verde giapponese, </strong>perché quando siamo sfiniti e giù di tono, basta berne un tazza per tornare pimpanti e <strong>non soccombere alle tentazioni della fame.</strong> Le star per questo ne vanno pazze (<a href="http://www.vanityfair.it/viaggi-traveller/viaggi-mondo/the-best/15/02/20/5-week-end-con-gwyneth-paltrow" target="_blank">Gwyneth Paltrow </a>è in cima alla lista) ma in realtà è un trucchetto tramandato dai<strong> monaci zen</strong>: non se lo fanno mai mancare durante lunghe sedute di meditazione a digiuno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/download.jpg"><img class=" wp-image-1669 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/download-300x123.jpg" alt="" width="356" height="146" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/download-300x123.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/download.jpg 351w" sizes="(max-width: 356px) 100vw, 356px" /></a></p>
<p><strong>Il SUPERTÈ</strong><br />
In effetti <strong>questo tè è una potenza:</strong> le sue foglie hanno <strong>137 volte più antiossidanti del normale tè verde, perciò le sue </strong><strong>proprietà benefiche sono amplificate:</strong> combatte i radicali liberi, lo stress, la ritenzione idrica, trattiene il senso di fame e, appunto, ci tiene anche molto <strong>svegli e concentrati a lungo </strong>(ancora meglio del caffè perché l&#8217;effetto è duraturo). Contiene infatti una concentrazione particolarmente alta anche di <strong>teina:</strong> ecco perché non bisogna nemmeno esagerare.</p>
<h3>Proprietà e benefici</h3>
<p>Questa polvere viene ottenuta dalle foglie – interamente presenti nella bevanda e nella polvere – della migliore qualità di Gyokuro sbriciolate in appositi frantoi. La modalità di preparazione di tè matcha – per <strong>sospensione</strong> e non per infuso (la polvere, infatti, viene unita in una larga ciotola all&#8217;acqua) – gli conferisce una maggiore concentrazione di sostanze rispetto all&#8217;usuale infusione.</p>
<p>In particolare, il tè matcha è<strong> ricco di vitamine B1, B2 e C, beta-carotene,</strong> sali minerali, polifenoli e caffeina, che favorisce uno stato di vigile attenzione. Al pari dei monaci buddisti che lo utilizzavano durante la meditazione, allora, un po&#8217; di tè matcha vi farà rimanere belli svegli, ma attenzione se siete particolarmente sensibili alla caffeina!</p>
<p><strong>Pelle</strong>. Tè matcha è sinonimo di <strong>antiossidanti</strong>: il Matcha contiene <strong>70 mg al grammo di catechine</strong>, una quantità decisamente superiore a quella contenuta nei tè verdi in bustina. È dunque un ottimo <strong>rimedio antinvecchiamento</strong>, <strong>drenante</strong> e <strong>disintossicante</strong>e non solo: il tè matcha si rivela essere anche un rimedio per <strong>prevenire le scottature solari</strong> e in grado di proteggere la nostra pelle dai possibili danni causati dai raggi ultravioletti. La sua azione protettiva sarebbe dovuta all&#8217;elevato contenuto di polifenoli presenti nelle foglie da cui si ricava la polvere.</p>
<p><strong>Digestione</strong>. Calma le mucose dello stomaco e dell&#8217;intestino ed è utile nella <strong>cura di malattie di origine nervosa o infiammatoria</strong> che riguardano l&#8217;apparato digerente. In più, è un efficace rimedio contro l&#8217;iperacidità gastrica e protegge il fegato.</p>
<p><strong>Diete dimagranti</strong>. Il tè matcha è in grado di ridurre la sensazione di fame, per cui può essere utilizzato in regimi alimentari ipocalorici, anche grazie al suo effetto diuretico che aiuta nella perdita di peso.</p>
<p>Infine, il matcha sarebbe in grado di prevenire infarti o colpi apoplettici, tenere a bada diabete e ipertensione e di ridurre il livello di colesterolo nel sangue.</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/the-matcha-benefici.jpg"><img class="wp-image-1670 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/the-matcha-benefici-300x189.jpg" alt="" width="348" height="219" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/the-matcha-benefici-300x189.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/the-matcha-benefici-400x250.jpg 400w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/the-matcha-benefici.jpg 594w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" /></a></p>
<h3>Controindicazioni</h3>
<p>Ovviamente, neanche di tè matcha si può abusare. Il tè contiene molta caffeina e polifenoli e berne troppo o troppo concentrato potrebbe causare tremori e palpitazioni o indigestione. Accertatevi inoltre che il tè non interferisca con medicine o integratori che state già assumendo. Alcuni componenti del tè potrebbero interagire con determinate sostanze.</p>
<h3>Dove si trova</h3>
<p>Il matcha migliore, solo in polvere e di qualità più pregiata, proviene dalla regione dell&#8217;Uji Tawara, che sembra abbia le condizioni di terreno e climatiche ottimali per la coltivazione del tè. Lo si trova in erboristeria, nei negozi di alimentazione naturale oppure facilmente online.</p>
<p>Scegliete il<strong> matcha biologico di grado 1</strong> per il quale vengono impiegati solo i primi germogli, mentre nei matcha più economici (dal grado 2 in poi) vi sono mescolate anche foglioline di seconda e terza raccolta. Qui un sito dove vendono il <strong>MATCHA UJI biologico Grado 1</strong> gr. 20: <strong><a href="http://www.spaziomusa.com/" target="_blank" rel="nofollow">www.spaziomusa.com</a></strong></p>
<p>Il matcha viene utilizzato anche come<strong> colorante alimentare naturale</strong>, come spezia, nella preparazione di dolci tradizionali giapponesi e di cioccolatini e biscotti.</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/cerimonia-del-te.jpg"><img class="size-medium wp-image-1671 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/cerimonia-del-te-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/cerimonia-del-te-300x224.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/cerimonia-del-te-80x60.jpg 80w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/03/cerimonia-del-te.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">Fonti : </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">http://www.vanityfair.it/vanityfood/food-news/16/12/05/te-verde-matcha-come-si-fa </span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">https://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/11191-te-matcha-benefici-usi-proprieta</span></p>
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		<item>
		<title>L’olio di palma (questo sconosciuto).</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/01/06/lolio-palma-sconosciuto/</link>
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				<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 16:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Questo mese abbiamo deciso di trattare un argomento che ha diviso intere popolazioni, nazioni, studiosi, medici e che ha avuto ripercussioni sull’alimentazione mondiale: L’olio di palma (questo sconosciuto, aggiungerei). C’è chi ha detto che è nocivo per la nostra salute, chi ha detto che invece non lo è; chi ha affermato che tutta questa bufera [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Questo mese abbiamo deciso di trattare un argomento che ha diviso intere popolazioni, nazioni, studiosi, medici e che ha avuto ripercussioni sull’alimentazione mondiale:</p>
<p>L’olio di palma (questo sconosciuto, aggiungerei).<a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/Elaeis_guineensis_MS_3467.jpg"><img class="size-medium wp-image-1576 alignleft" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/Elaeis_guineensis_MS_3467-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/Elaeis_guineensis_MS_3467-300x200.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/Elaeis_guineensis_MS_3467.jpg 310w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>C’è chi ha detto che è nocivo per la nostra salute, chi ha detto che invece non lo è; chi ha affermato che tutta questa bufera sia stata dettata da meccanismi stabiliti dai colossi mondiali dell’alimentazione che non possiamo nemmeno immaginare, e chi si è battuto per l’aspetto ambientale considerando quest’olio colpevole di un vero e proprio disastro. Insomma, di punti di vista ce ne sono davvero tanti, forse anche troppi, e il guaio è che rispetto a qualche decennio fa, grazie e per colpa di internet, siamo esposti a tutte queste teorie che spesso tendiamo a considerare verità. Per questo motivo oggi, non ho la minima intenzione di darvi la mia personale opinione sulla questione perché credo che servirebbe solo ad aumentare il grado di confusione, ma ho pensato di darvi, per quanto possibile, degli elementi oggettivi su questo prodotto alimentare per capire cos’è, come si ottiene e qual è la sua composizione.</p>
<p>L’olio di palma è ricavato dalla <em>Elaeis oleifera</em> più comunemente conosciuta come palma da olio originaria di una vasta zona dell&#8217;Africa inclusa tra il Gambia e l&#8217;Angola di fronte al vasto Golfo di Guinea, da cui deriva il suo nome scientifico.  Oggi è diffusa e coltivata in vaste zone tropicali anche del continente americano e soprattutto del Sud-est asiatico. La palma, alta fino a 30 metri, produce frutti raggruppati in grossi grappoli sferici molto compatti che contengono fino a 2.000 frutti l&#8217;uno i quali hanno un nocciolo duro e una polpa morbida composta per il 40-65% di olio. Dai frutti si ricava un denso olio di colore rosso, l’olio di palma appunto, mentre dai noccioli (semi) si ricava una sostanza burrosa nota come olio di palmisto.</p>
<p>L&#8217;olio di palma è un olio vegetale prevalentemente costituito da trigliceridi con alte concentrazioni di acidi grassi saturi. Per intenderci, i grassi sono costituiti da aggregati molecolari chiamati trigliceridi, in cui una molecola di glicerolo è legata a 3 molecole di acidi grassi. Questi ultimi, o meglio la loro natura chimica, influenza l’aspetto fisico del grasso che li contiene: se gli acidi grassi sono saturi e quindi privi di doppi legami, la materia grassa che li contiene avrà una consistenza quasi solida e verrà detta grasso; mentre se gli acidi grassi sono insaturi e quindi posseggono doppi legami, allora la materia grassa che li contiene avrà un aspetto quasi liquido e verrà definita olio. L’olio d’oliva e tutti gli oli di semi contengono prevalentemente acidi grassi insaturi, mentre lo strutto contiene maggiormente acidi grassi saturi. Gli acidi grassi saturi solitamente hanno origine animale. L’olio di palma rappresenta quindi un’eccezione perché, pur essendo un grasso di origine vegetale, è composto per la maggior parte da acidi grassi saturi che gli conferiscono un aspetto molto denso, quasi solido, che da a questo prodotto delle proprietà tecnologiche che gli altri grassi vegetali non posseggono. Ed è proprio per questo che viene utilizzato nella maggior parte dei prodotti alimentari.</p>
<p>L’olio di palma è prodotto nei mulini e mediante raffinazione; prima si procede al frazionamento, con processi di cristallizzazione e separazione per ottenere due componenti: stearina solida e oleina liquida. Con un&#8217;ulteriore raffinazione per liquefazione si rimuovono le impurità e si ottiene l&#8217;olio filtrato. Quindi attraverso un processo di decolorazione (con argilla smectica, carbone attivo o silice) eventualmente preceduta da decerazione e neutralizzazione degli acidi grassi liberi, si toglie il colore, prevalentemente dovuto ai carotenoidi. In un ulteriore processo con vapore sotto vuoto viene deodorato formando olio di palma sbiancato e deodorato (in inglese refined bleached deodorized palm oil o RBDPO). Le sostanze estratte per chemoassorbimento o stripping durante i processi di decolorazione e deodorazione (carotenoidi, tocoli, squalene ecc.) possono essere purificate e fornite all&#8217;industria alimentare, cosmetica e farmaceutica. L&#8217;olio di palma sbiancato e deodorato è il prodotto oleoso di base che può essere venduto nel mercato globale delle materie prime, prevalentemente per la produzione di oli o grassi alimentari o di sapone.</p>
<p>Ma la produzione di olio di palma, come qualsiasi processo di trasformazione, ha degli effetti ambientali, infatti, la monocoltura di palme da olio può produrre considerevoli emissioni di carbonio. In Indonesia e Papua Nuova Guinea, per esempio, il terreno per la coltivazione è stato preparato spesso drenando e dando alle fiamme aree di foresta palustre e torbiera, con un conseguente rilevante danno ambientale, ed è stato valutato che anche in seguito a questi fenomeni l&#8217;Indonesia sia diventata il terzo emettitore mondiale di gas serra. Inoltre la deforestazione minaccia d&#8217;estinzione gli oranghi, diffusi solo in quelle aree.</p>
<p>Ma veniamo all’aspetto che più ha suscitato scalpore: l’olio di palma e la salute.</p>
<p>Diversi sono gli studi sull’argomento, ma tutti sono concentrati sulla composizione in acidi grassi di questo olio e sull’impatto che gli acidi grassi saturi da esso contenuti abbiano su colesterolemia ed altri fattori di rischio cardiovascolare.</p>
<p>Alcuni studi, hanno dimostrato che l’olio di palma, così come burro o strutto, possono aumentare il rischio di colesterolemia. Nel 2013 Fattore e Fanelli dell&#8217;Istituto Mario Negri pubblicano una rassegna sulla letteratura scientifica inerente alle prove di correlazione tra olio di palma ed effetti negativi sulla salute, evidenziando come ci siano pochi studi che analizzino gli effetti negativi dell&#8217;olio in sé e che principalmente gli effetti negativi delineati dagli studi esistenti riguardino il relativamente alto livello di acidi grassi saturi presenti nell&#8217;olio, in particolare l&#8217;acido palmitico, che sono stati correlati all&#8217;aumento di problematiche coronariche e all&#8217;insorgenza di alcuni tumori; tuttavia, indicano come alcuni recenti studi sull&#8217;argomento riconsiderino il ruolo negativo degli acidi grassi saturi nella dieta come fattore di rischio cardiovascolare, individuando non solo il tipo di grasso, ma che anche la struttura dei trigliceridi gioca un ruolo fondamentale nella colesterolemia. Per quanto riguarda la possibile insorgenza di tumori a causa dell&#8217;assunzione di olio di palma, gli studi sono scarsi e non vi sono prove convincenti.</p>
<p>Potrei stare qui a citare altri mille studi che evidenzino i pro e i contro di questo prodotto ma credo che il risultato sarebbe solo di aumentare il grado di confusione ed allarmismo senza alcuna necessità.</p>
<p>Ognuno è libero e padrone di crearsi una propria idea sull’argomento ma credo che, in ogni caso, sia meglio cercare di avere tutti gli elementi possibili in tal senso.</p>
<p>Impariamo ad avere fame di sapere ed evitiamo di fermarci e prendere come verità, la prima cosa che ascoltiamo in tv o leggiamo su un sito internet, anche se si tratta di una testata famosa o di una trasmissione di una certa importanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>                                                                                                                                                                                                             Roberta Capezzuto</em></p>
<p>Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Olio_di_palma</p>
<p>https://it.wikipedia.org/wiki/Elaeis_guineensis</p>
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		<item>
		<title>La dolce tradizione napoletana</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/01/06/la-dolce-tradizione-napoletana/</link>
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				<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 15:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La dolce tradizione napoletana Natale è un periodo magico ovunque, ma a Napoli, se possibile lo è di più. E’ un tripudio di colori, di luci, di suoni e di profumi, soprattutto profumo di dolci. Il panettone ed il pandoro, simboli della tradizione natalizia per eccellenza, a Napoli si affiancano a preparazioni e dolci tipici [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>La dolce tradizione napoletana</p>
<p>Natale è un periodo magico ovunque, ma a Napoli, se possibile lo è di più.</p>
<p>E’ un tripudio di colori, di luci, di suoni e di profumi, soprattutto profumo di dolci.</p>
<p>Il panettone ed il pandoro, simboli della tradizione natalizia per eccellenza, a Napoli si affiancano a preparazioni e <strong>dolci tipici</strong> che non possono mancare su una tavola partenopea degna di questo nome.</p>
<p>Presenti in tutte le case, panettone e pandoro sono come ospiti, i veri padroni di casa, le vere delizie, il godimento dei palati napoletani, che accompagneranno e scalderanno  le serate trascorse in casa giocando a tombola, sono : <strong>i roccocò</strong>, <strong>i susamielli, </strong>, <strong>i mustacciuoli o mostaccioli, i raffaioli e gli struffoli; fanno da contorno innumerevoli altri dolci di varie origini. </strong></p>
<p><strong>L’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione segna l’inizio delle festività natalizie. </strong></p>
<p>Tradizionalmente in questo giorno si allestiscono presepe ed albero di natale e con il pranzo dell’Immacolata  inizia la maratona culinaria che terminerà all&#8217;Epifania.</p>
<p>Fanno la loro comparsa in questo giorno i <strong>“roccoco’</strong>” che tradizionalmente  vengono consumati alla fine del pranzo dell’Immacolata.</p>
<p>Il termine roccocò deriva dal francese<em> “roccaille” </em><em>per la loro forma rotondeggiante.</em><strong> La prima ricetta risale al 1320 e </strong><strong> </strong>le monache del Real Convento della Maddalena furono le prime a preparali.</p>
<p>Era, infatti, usanza delle monache offrire dei dolci in dono ai benefattori che si recavano a far loro visita.</p>
<p>Sempre in un convento nasce un altro dei dolci tradizionali natalizi tipici della pasticceria napoletana,  il “<strong>susamiello o sapienza</strong>”.</p>
<p>Questi dolci a forma di “<strong>S</strong>” venivano preparati con <strong>sesamo e miele</strong> (<em>sesamon </em>e <em>mel</em>).</p>
<p>Pare che la loro forma abbia origine dalla <strong>S</strong> dell’antico <strong>Monastero della Sapienza</strong> dove venivano confezionati.</p>
<p>Anticamente venivano preparati anche in base alla <em>destinazione d’uso</em> e si distinguevano in “<strong>sosamiello nobile</strong>”, preparato con farina bianca e offerto a nobili ed a persone di riguardo; “<strong>sosamiello per zampognari</strong>”, impastato con farina ed ingredienti di scarto, donato ai domestici ai contadini in visita ed  agli zampognari che andavano a suonare nelle case. C’erano, infine, ì  “<strong>sosamielli del buon cammino</strong>”, ripieni di marmellata alle amarene che veniva offerto ai soli religiosi.</p>
<p>I <strong>mostaccioli </strong>sono  dolci dalla forma romboidale, ricoperti di glassa al cioccolato e ripieni di pasta morbida al miele e frutta candita. Il  termine “<strong>mustacciuoli</strong>” deriva, probabilmente,  dal <strong>mosto</strong> che i contadini utilizzavano  nella loro preparazione per renderli più dolci, secondo altri, invece, dalla parola “<strong>mustacchi</strong>”, i baffi folti e lunghi molto in voga durante il secolo scorso, di cui ricordano la forma.</p>
<p>Dolci dalla forma ellittica a base di pan di Spagna e ricoperti di glassa bianca o marmellata di albicocche, i <strong>raffaiuoli,</strong> hanno una farcitura che comprende anche ricotta, scorza di cedro candita, cioccolato e pistacchi. <em>La ricetta del raffiolo classico è antichissima e piuttosto laboriosa.</em></p>
<p>Ma il dolce natalizio per eccellenza e che per me è l’anima del Natale sono gli <strong>STRUFFOLI.<a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/photo-max_566eedfdfb5ab9710f00002b.jpg"><img class="size-medium wp-image-1562 alignright" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/photo-max_566eedfdfb5ab9710f00002b-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/photo-max_566eedfdfb5ab9710f00002b-300x278.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2017/01/photo-max_566eedfdfb5ab9710f00002b.jpg 540w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> </strong></p>
<p>Quanti dolci ricordi riaffiorano alla mia mente mentre li preparo. Mi rivedo bambina in cucina con mia Nonna Anna che mi dava un pezzetto di impasto per farmi stare tranquilla. Eccomi ragazza che li preparo con mia madre e le mie sorelle ed ora che  io sono  mamma li preparo con le mie figlie.</p>
<p>Penso di aver fatto della preparazione degli struffoli un mio rito personale, propiziatorio, ben augurante che rasserena il mio cuore e crea l’atmosfera calda e romantica dei giorni di festa . Un legame con il mio passato che spero le mie figlie continueranno a tenere in vita.</p>
<p>Queste piccole palline di pasta dolce, fritte e successivamente immerse nel miele e guarnite con confettini colorati e frutta candita sono, forse, il dolce più antico della nostra tradizione e risalirebbe addirittura al tempo degli <strong>antichi Greci</strong> che li introdussero nella città .</p>
<p>Proprio dal greco, infatti, deriverebbe anche la parola “struffolo”, più precisamente dal termine “strongoulos”, che significa “dalla forma arrotondata”.</p>
<p>Come gli altri dolci anche gli struffoli trovarono i loro centri d’eccellenza nei conventi dove venivano preparati dalle pazienti suore e portati in dono a Natale alle famiglie nobili che si erano distinte per atti di carità.</p>
<p>Un dolce fatto con ingredienti semplici, ricco di numerosi simbolismi, a partire dal miele.</p>
<p>Il miele, elemento essenziale che ne garantisce la conservazione oltre a conferirne sapore e profumo, da <em>cibo degli Dei</em> giunge fino a Gesù che alla sua nascita   viene definito &#8220;<em>roccia che dà miele</em>&#8220;.</p>
<p>I confettini con cui sono ornati sono detti “diavulilli” forse perché prima di essere intrappolati dal miele, sfuggono da tutte le parti, ma la dolcezza e la bontà li imprigionano e li rendono docili.</p>
<p>Elementi indispensabili sono, infine,  l’ arancia , cedro  e la zucca candita, detta cucuzzata.</p>
<p>Per la loro forma tonda al pari di lenticchie, uva e chicchi di melagrana ricordano le monete perciò sulla tavola di Capodanno non possono mancare come auspicio di fortuna, prosperità  e ricchezza nell’anno che sta per iniziare.</p>
<p>Ogni pallina corrisponde a una moneta, quindi più se ne mangiano più soldi arriveranno, e il miele addolcirà i giorni futuri mentre il colore dei confettini e della “cucuzzata” li renderà allegri.</p>
<p>Il mio presepe e l’albero sono pronti,  gli struffoli anche…..e che la magia del Natale pervada i nostri cuori e li ricolmi di dolcezze culinarie e non….</p>
<p>Auguri Iris ed Irisine Tutte</p>
<p style="text-align: right;"><em>Lina Cataldo</em></p>
<table style="height: 10px;" width="1531">
<tbody>
<tr style="height: 4.74658px;">
<td style="width: 934.688px; height: 4.74658px;"></td>
<td style="width: 324.688px; height: 4.74658px;"></td>
<td style="width: 251.354px; height: 4.74658px;"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>TORTINI CIOCCOLATO E CANNELLA AL PROFUMO DI ARANCIA</title>
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				<pubDate>Thu, 08 Dec 2016 14:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>  TORTINI CIOCCOLATO E CANNELLA AL PROFUMO DI ARANCIA Ingredienti: 150g di Farina 150g di Zucchero di canna 150 ml di Latte 75g di Cacao Amaro 75g di Burro 3 Uova Lievito per Dolci Cannella in polvere Buccia di Arancia grattugiata Un pizzico di SaleProcedimento:Montare i bianchi dell’ uovo a neve con un pizzico di [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-size: 12pt;"><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/1Tortino-caldo-al-cioccolato-fondente-con-cuore-di-biscotti-cioccolato-e-arancia1-1060x600.jpg"><img class="alignnone wp-image-1483" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/1Tortino-caldo-al-cioccolato-fondente-con-cuore-di-biscotti-cioccolato-e-arancia1-1060x600-300x170.jpg" alt="" width="379" height="215" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/1Tortino-caldo-al-cioccolato-fondente-con-cuore-di-biscotti-cioccolato-e-arancia1-1060x600-300x170.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/1Tortino-caldo-al-cioccolato-fondente-con-cuore-di-biscotti-cioccolato-e-arancia1-1060x600-768x435.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/1Tortino-caldo-al-cioccolato-fondente-con-cuore-di-biscotti-cioccolato-e-arancia1-1060x600-1024x580.jpg 1024w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/1Tortino-caldo-al-cioccolato-fondente-con-cuore-di-biscotti-cioccolato-e-arancia1-1060x600.jpg 1060w" sizes="(max-width: 379px) 100vw, 379px" /></a>  TORTINI CIOCCOLATO E CANNELLA AL PROFUMO DI ARANCIA </span></h1>
<h1><span style="font-size: 12pt;"><strong>Ingredienti:</strong></span><u><br />
</u></h1>
<ul>
<li>150g di Farina</li>
<li>150g di Zucchero di canna</li>
<li>150 ml di Latte</li>
<li>75g di Cacao Amaro</li>
<li>75g di Burro</li>
<li>3 Uova</li>
<li>Lievito per Dolci</li>
<li>Cannella in polvere</li>
<li>Buccia di Arancia grattugiata</li>
<li>Un pizzico di Sale<strong><u>Procedimento</u>:</strong>Montare i bianchi dell’ uovo a neve con un pizzico di sale.<br />
In un’altra ciotola capiente montare i rossi con lo zucchero, poi aggiungere il burro precedentemente fuso in un pentolino. Quando il composto risulta omogeneo, si aggiunge il cacao, il latte, la farina setacciata ed il lievito. Fare attenzione a non formare grumi!  Continuando a mescolare, si aggiunge la buccia grattugiata di un’arancia ed un cucchiaino abbondante di cannella.<br />
Infine incorporare i bianchi montati a neve al composto ottenuto, con l’aiuto di una spatola con movimenti dal basso verso l’alto per evitare che smonti!!!!!<br />
Versare il tutto negli stampi per tortini precedentemente imburrati ed infarinati.<br />
Infornare a 160°C per circa 20 minuti.<a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4285.jpg"><img class="size-medium wp-image-1484 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4285-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4285-300x225.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4285-768x576.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4285-1024x768.jpg 1024w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4285-80x60.jpg 80w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4285.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<u><br />
Consigli:</u><br />
E’ fondamentale la prova stuzzicadenti:  verso la fine della cottura prendete uno stuzzicadenti e introducetelo nei tortini. Se, nell&#8217;estrarlo, si presenta asciutto e pulito, la cottura è terminata.Servirli con una spolverata di zucchero a velo e delle striscioline di buccia di arancia caramellate. Per caramellare la buccia di arancia basterà mettere, in un pentolino antiaderente, qualche cucchiaino di zucchero, poche gocce di acqua e la buccia di arancia precedentemente tagliata a strisce. Cuocere a fuoco lento. Quando tutto lo zucchero sarà sciolto e avrà assunto il tipico colore del caramello , le arance caramellate saranno pronte per decorare i nostri tortini!</p>
<p style="text-align: right;"><em>                                                                                                                                                                                         <a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4284.jpg"><img class="size-medium wp-image-1485 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4284-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4284-225x300.jpg 225w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4284-768x1024.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/12/thumbnail_IMG_4284.jpg 960w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>                                     </em></p>
</li>
<li>
<p style="text-align: right;"><em>  Maria Anna Accardo</em></p>
</li>
</ul>
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		<title>QUINOA: RICETTE INVERNALI</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2016/11/11/quinoa-ricette-invernali/</link>
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				<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 09:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Sapevate che la quinoa appartiene alla stessa famiglia di spinaci e barbabietole? Dal punto di vista botanico non è un cereale, ma in cucina la si utilizza come se lo fosse. A differenza di cereali veri e propri, come grano, farro e orzo, la quinoa è senza glutine. Proprio la quinoa potrà diventare uno degli ingredienti da utilizzare in [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Sapevate che la <strong>quinoa</strong> appartiene alla stessa famiglia di<strong> spinaci e barbabietole</strong>? Dal punto di vista botanico non è un cereale, ma in cucina la si utilizza come se lo fosse. A differenza di cereali veri e propri, come grano, farro e orzo, la quinoa è<strong> senza glutine</strong>.</p>
<p>Proprio la quinoa potrà diventare uno degli ingredienti da utilizzare in cucina per preparare le vostre ricette invernali, insieme agli ortaggi di stagione e ai legumi, come lenticchie, ceci e fagioli. Abbiamo raccolto per voi <strong>qualche ricetta invernale a base di quinoa</strong> a cui potrete ispirarvi.</p>
<p><strong>1) Quinoa con funghi porcini e nocciole</strong></p>
<p>Dal blog FantasticaMente Veg ecco una ricetta che vi permetterà di <strong>abbinare alla quinoa i funghi</strong> e la frutta secca, con particolare riferimento alle nocciole. Vi serviranno anche aglio, prezzemolo e vino bianco, quasi come per fare un risotto. <b>Di seguito </b>la ricetta completa.</p>
<p><strong>INGREDIENTI</strong>  per 4 persone:</p>
<p>&#8211; 200 gr di quinoa<br />
-1 spicchio d&#8217;aglio piccolo<br />
-dado vegetale senza glutammato                                                                    <a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/quinoa.jpg"><img class="size-medium wp-image-1361 alignright" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/quinoa-300x225.jpg" alt="quinoa" width="300" height="225" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/quinoa-300x225.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/quinoa-80x60.jpg 80w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/quinoa.jpg 320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
&#8211; 3 funghi porcini ( oppure funghi surgelati al naturale)<br />
-1 pugno di nocciole tostate<br />
-un po&#8217; di vino bianco<br />
-prezzemolo<br />
-olio<br />
-sale integrale<br />
-pepe</p>
<p>Fate cuocere la Quinoa in acqua con il dado per 15-20 minuti  fino a quando non l&#8217;avrà completamente assorbita.(ovvero l&#8217;acqua dev essere il doppio del suo peso).<br />
Nel frattempo preparate i funghi, lavateli e asciugateli con cura, tagliateli a lamelle e fateli cuocere in una padella antiaderente dove avrete già preparato e soffritto dell&#8217;aglio e del prezzemolo con l&#8217;olio per qualche minuto. (se usate funghi surgelati il procedimento è identico).<br />
Salateli e sfumate con del vino bianco.<br />
Completate la cottura e infine aggiungete la Quinoa e le nocciole tostate e tritate.<br />
Fate insaporire qualche minuto e servite.</p>
<p><strong> Polpette di quinoa con radicchio e cavolfiore</strong></p>
<p>Cavolfiore e radicchio, ecco due ingredienti utili per preparare le vostre<strong> polpette di quinoa</strong> in versione invernale. <strong>Di seguito la</strong> ricetta</p>
<p><strong>                                                                     INGREDIENTI</strong></p>
<p>150 gr di quinoa                                                                                                                                  <a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/polpette.jpg"><img class=" wp-image-1362 alignleft" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/polpette-300x300.jpg" alt="polpette" width="263" height="263" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/polpette-300x300.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/polpette-150x150.jpg 150w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/polpette-768x768.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/polpette-1024x1024.jpg 1024w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/polpette-125x125.jpg 125w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/polpette.jpg 1600w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></a><br />
200 gr di cavolfiore<br />
200 gr di radicchio<br />
1 cipolla piccola<br />
40 gr di parmigiano grattugiato<br />
1 uovo<br />
pan grattato q.b.<br />
olio, sale, pepe</p>
<p>Pulite il cavolfiore, dividetelo in cimette e cuocetelo a vapore per 10 minuti. Sbucciate la cipolla e stufatela con 2 cucchiai di olio evo e uno d&#8217;acqua. Unite il radicchio lavato, asciugato e tagliato a striscioline, salate, pepate, mescolate e cuocete a fiamma vivace fino a quando sarà appassito. Lasciatelo raffreddare e mescolatelo al cavolfiore schiacciato con una forchetta. Sciacquate bene la quinoa, trasferitela in una casseruola con 300 ml di acqua (la proporzione è 1:2; 1 volume di quinoa e 2 volumi di acqua) e cuocetela per circa 15-20 minuti, fino a quando l&#8217;acqua sarà assorbita. Fate raffreddare e unite l&#8217;uovo, il parmigiano e il composto di verdure. Con le mani inumidite formate tante polpettine, passatele nel pan grattato e fatele riposare 30 minuti in frigo. Friggetele su fiamma alta in una padella con mezzo dito d&#8217;olio fino a che risultino dorate e croccanti. Scolatele su carta da cucina e servite ben calde.</p>
<p><strong> </strong><strong>Zuppa di quinoa, ceci e lenticchie</strong></p>
<p>Che ne dite di preparare una bella <strong>zuppa di quinoa</strong>, ceci e lenticchie per cena? Una ricetta che scalderà le vostre serate invernali, come suggerisce il blog La Zucca Capricciosa. Preparate la zuppa con brodo di verdure, zenzero e curry. <b>  Di seguito  </b>la ricetta</p>
<p><strong>INGREDIENTI:</strong></p>
<ul>
<li>100 gr di lenticchie rosse a cottura rapida</li>
<li>100 gr di ceci in scatola<a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/ceci-e-lenticchie.jpg"><img class="size-medium wp-image-1363 alignright" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/ceci-e-lenticchie-200x300.jpg" alt="ceci-e-lenticchie" width="200" height="300" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/ceci-e-lenticchie-200x300.jpg 200w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/ceci-e-lenticchie.jpg 600w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></li>
<li>100 gr di quinoa</li>
<li>misto per soffritto senza sale (cipolla, sedano, carote)</li>
<li>aglio</li>
<li>un cucchiaino di curry</li>
<li>un cucchiaino di zenzero in polvere</li>
<li>peperoncino tritato qb</li>
<li>4-5 pomodirini di Pachino</li>
<li>sale (se necessario)</li>
<li>olio extravergine d&#8217;oliva</li>
<li>1 litro di brodo vegetale</li>
</ul>
<p>In una capiente pentola profumate l&#8217;olio con ilsoffritto , aggiungete l&#8217;aglio, lo zenzero, il curry, il peperoncino, i pomodorini tagliati a piccoli tocchetti, le lenticchie sciacquate, i ceci sgocciolati e la quinoa, avendo cura di sciacquarla per bene, pena un retrogusto amarognolo che non vi piacerà. Mescolate bene tutto e aggiungete il brodo vegetale.<br />
Lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 45 minuti.</p>
<p><strong>Il consiglio:</strong> se preferite una zuppa più corposa, lasciate sul fuoco fino a far assorbire un po&#8217; di più il brodo, se la preferite più &#8220;brodosa&#8221;, aggiungete quando necessario qualche mestolo di acqua calda.<br />
Aggiustate di sale solo se necessario e una volta nei piatti, aggiungete un filo d&#8217;olio extravergine a crudo.</p>
<p>Buon appetito! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><em>                                                                                                                                                                                           Dal sito https://www.greenme.it</em></p>
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