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	<title>Interviste &#8211; Iris News</title>
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	<description>Keep Calm and Stay SRALF</description>
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		<title>Intervista a Ilenia Borrelli</title>
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				<pubDate>Sat, 04 Feb 2017 14:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L’IRIS Intervista di questo mese ci permetterà di conoscere l&#8217; insegnante di Flamenco Arabo : Ilenia Borrelli in arte Sahyra Nur. Prima di iniziare quest’intervista, avrei voluto fare una breve introduzione sulle origini di questa disciplina, ma documentandomi mi sono resa conto che non sarebbe possibile essere brevi perché il “flamenco arabo” ha origini antichissime [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>L’IRIS Intervista di questo mese ci permetterà di conoscere l&#8217; insegnante di Flamenco Arabo : Ilenia Borrelli in arte Sahyra Nur.<br />
Prima di iniziare quest’intervista, avrei voluto fare una breve introduzione sulle origini di questa disciplina, ma documentandomi mi sono resa conto che non sarebbe possibile essere brevi perché il “flamenco arabo” ha origini antichissime .<br />
Personalmente e semplicisticamente ritenevo che il flamenco arabo fosse una moderna fusione tra il flamenco e la belly dance. Lo stile arabo-andaluso, invece, affonda le sue origini nell&#8217;antico Maghreb. Successivamente nel XV secolo furono i Gitani che, dopo aver attraversato Egitto e Turchia, si stanziarono in Andalusia e diedero avvio alla fusione.<br />
Guardando, quindi, solo all’anima di questa danza possiamo affermare che il flamenco arabo è un mix travolgente tra l’energia ed il vigore proprie del flamenco e la sensualità della danza orientale.<br />
Ilenia Borrelli, insegnante di grande esperienza e talento, che da qualche anno tiene i suoi corsi all’Accademia Iris, sembra incarnare alla perfezione questo mix.<br />
Minuta, i lineamenti dolci e gli sguardi teneri, le movenze sinuose personifica l’ideale della danzatrice araba ma allo stesso tempo, i lunghi capelli rossi, il portamento fiero e l’energia che sprigiona , fanno di Lei la classica “bailaora” andalusa.<br />
La prima domanda di quest’intervista è quasi scontata:<br />
<strong>quando nasce l’amore per la danza ed in particolare la passione per il flamenco arabo?</strong><br />
&#8211; Il mio amore per la danza inizia con la danza araba circa tredici anni fa, grazie alla Maestra Flora De Caro, che oggi ritengo oltre che Maestra, amica e sorella. Successivamente, circa otto anni fa, ho iniziato il flamenco arabo con la Maestra Raffaella Caianiello. E’ stata quasi una ”sfida”. Raffaella dal primo momento mi ha spinta a cimentarmi in questa disciplina. Prima di tutti ha visto dentro di me le doti necessarie per esprimersi al meglio in questa danza. Io neanche credevo che sarei riuscita a tirar fuori la grinta e la forza di cui lei mi parlava. Oggi, Le sono grata per avermi spronata e per aver creduto in me.<br />
<strong>Quante ore alla settimana dedichi allo studio?</strong><br />
&#8211; tra lezioni come insegnante e lezioni da allieva, almeno 12 ore. Da tre anni sto prendendo lezioni di Flamenco classico;<br />
<strong>C’è uno stile nel quale ti senti di essere maggiormente espressiva?</strong><br />
&#8211; dipende dal momento, dal luogo e dall&#8217;umore. La danza in quanto espressione artistica è mossa quasi esclusivamente dai moti dell’anima.<br />
<strong>Com&#8217;è nata la tua amicizia e la collaborazione con Amira Perizad?</strong><br />
&#8211; Con Valeria/Amira ci siamo conosciute molti anni fa alla Vox Mundi, ma avevamo percorsi diversi, caratteri similmente “tosti” e questo non ci ha permesso di iniziare una vera amicizia. Fortunatamente ci siamo rincontrate: non solo è nata una bella collaborazione ma anche e soprattutto una bellissima amicizia. Ci siamo scoperte ed è bello vedere quante cose ci uniscono oltre, ovviamente, all&#8217;amore per la danza.<br />
<strong>Qual è il tuo sogno come ballerina?</strong><br />
&#8211; il mio sogno, che è anche il mio più grande impegno ed obiettivo, è quello di riuscire ad esprimermi nel flamenco così come mi esprimo nella danza orientale;<br />
<strong>Qual è la cosa che ti ha insegnato la danza e che non ti saresti aspettata?</strong><br />
&#8211; la complicità tra le donne, è bello vedere che quando si danza non si è competitive, non è una gara ma un modo di esprimersi e ciascuna si esprime a suo modo. E poi il divertimento di scegliere un abito, un accessorio, il trucco. Il confortarsi a vicenda quando preparando una coreografia capita il momento di scoraggiamento.<br />
<strong>Cosa consigli alle tue allieve del corso dell’Accademia Iris?</strong><br />
&#8211; alle mie allieve del corso di quest’anno ed anche a quelle ragazze e donne che inizieranno un corso con me, consiglio di buttarsi e di sperimentare. Tirare fuori quello che si ha dentro e provare in tutti i modi a divertirsi. La parola d’ordine è divertirsi, la costanza e l’impegno faranno il resto.<br />
Grazie Ilenia,ci vediamo a lezione!</p>
<p><em>                                                                                                                                                                                                                            Lina Cataldo</em></p>
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		<title>Un&#8217;esempio per tutti !</title>
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				<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 12:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>ROBERTO BOLLE, FORMA PERFETTA TRA DANZA E ALIMENTAZIONE Étoile della Scala di Milano, Principal Dancer dell’ABT di Ny, Cavaliere della Repubblica Italiana, Medaglia Unesco per l’alto valore culturale universale della sua opera artistica e ancora molto altro. Roberto Bolle è molto più di un semplice uomo, di un grandissimo ballerino o di un formidabile atleta. [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<header>
<h1><span style="font-size: 14pt;">ROBERTO BOLLE, FORMA PERFETTA TRA DANZA E ALIMENTAZIONE</span></h1>
<h2 class="text-large"><span style="font-size: 10pt;">Étoile della Scala di Milano, Principal Dancer dell’ABT di Ny, Cavaliere della Repubblica Italiana, Medaglia Unesco per l’alto valore culturale universale della sua opera artistica e ancora molto altro. Roberto Bolle è molto più di un semplice uomo, di un grandissimo ballerino o di un formidabile atleta.</span></h2>
</header>
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<div class="img-thumb">
<div class="title-ribbon title-ribbon-brand"><a class="title-ribbon-label" href="http://www.cure-naturali.it/vita-naturale/337">Vita Naturale</a> <a class="title-ribbon-label" href="http://www.cure-naturali.it/allenamento-corpo/1944">Allenamento  e  ginnastica</a><a class="title-ribbon-label" href="http://www.cure-naturali.it/fisioterapia/3472">Corpo e movimento</a></div>
<p><img title="Roberto Bolle, forma perfetta tra danza e alimentazione" src="http://www.cure-naturali.it/site/image/hotspot_article_first/13827-roberto-bolle-forma-perfetta-tra-danza-e-alimentazione.jpg" alt="Roberto Bolle, forma perfetta tra danza e alimentazione" width="660" /></p>
</div>
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<p>Bolle è un monumento vivente, una di quelle prestigiose opere d’arte che i paesi di tutto il mondo si contendono e ci invidiano. il 29 luglio sarà al Festival Pucciniano, intanto si racconta in esclusiva a <a class="external" href="https://www.facebook.com/gianluca.giusti.355" rel="nofollow">SPORT U VERSILIA</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Finalmente torna ad esibirsi in Versilia, come si trova qui da noi?</h3>
<p>La Versilia è un luogo estremamente suggestivo, ricco di fascino e intriso di storia, arte e cultura. Sono molto felice di tornarvi. Ero stato a Torre del Lago nel 2011 ed era stata una grande emozione. L’anno scorso ho partecipato ad un incontro del Festival Gaber. Sto infittendo le mie presenze in Versilia, spero di riuscire a venirci anche in vacanza prima o poi, ho diversi amici qui, quello che mi manca è sempre e solo il tempo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il  NY Times l’ha definito ‘il Di Caprio della danza’ è stato paragonato ai Bronzi di Riace, alle statue di Michelangelo, ma come si ottiene e si mantiene un corpo come il suo?</h3>
<p>Il corpo è il nostro strumento di lavoro e per questo va <strong>tenuto sempre in perfetta forma</strong>. Io mi alleno circa 7/8 ore al giorno. Iniziamo la mattina con <strong>stretching</strong> ed esercizi di <strong>allungamento</strong>, poi c’è la lezione, poi le prove.</p>
<p><strong>Tutto movimento aerobico</strong>, niente pesistica. I nostri ‘pesi’ sono le ballerine! Serve una grande disciplina, non ci si può fermare mai.</p>
<p>Anche in vacanza non rinuncio ad alcuni esercizi e al moto. Su un ballerino anche due giorni di inattività pesano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.cure-naturali.it/site/image/article_long/13830.jpg" alt="roberto bolle" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Che ruolo gioca l’alimentazione?</h3>
<p><strong>Una buona alimentazione è fondamentale</strong> per avere un fisico sano e performante. <strong>Gli alimenti sono il carburante del corpo e dei muscoli</strong>, e la loro qualità è fondamentale per garantire delle alte prestazioni fisiche. Io sono molto attento a quello che mangio. Non dal punto di vista della quantità – con otto ore di allenamento al giorno posso permettermi di mangiare quello che voglio! – ma della qualità sicuramente.</p>
<p>Evito il più possibile la carne, prediligo il <strong>pesce</strong>, <strong>tanta verdura e frutta,</strong> anche quella secca, alla pasta preferisco il <strong>riso</strong>, bevo moltissima <strong>acqua</strong>.</p>
<h3>Non è goloso? Non le costa rinunciare?</h3>
<p><strong>Una buona alimentazione diventa una buona abitudine.</strong> E quando ho delle voglie particolari le assecondo: un bel piatto di pasta, il cioccolato, un bicchiere di buon vino. Magari evito prima degli spettacoli per non appesantirmi. Siamo degli atleti, è consigliabile nutrire bene la macchina.</p>
<h3>Ecco appunto, la danza negli ultimi anni si è molto evoluta, è diventata più atletica, performante, oserei dire più “fisica”….</h3>
<p>Si è vero, oggi è molto più fisica, quasi atletica. Ci sono più salti, estensioni. E’ richiesta una <strong>maggiore elasticità</strong>. Ma non bisogna dimenticare che è un’arte. Non si comunica solo con la prestanza o con il gesto atletico, ma con il <strong>sentimento dell’interpretazione</strong>. Il ballerino è un artista e deve <strong>trasmettere e suscitare emozioni</strong>.</p>
<h3>Ha più volte dichiarato che se non fosse diventato un ballerino probabilmente sarebbe stato uno sportivo.</h3>
<p>Ho un fisico naturalmente portato per lo <strong>sport</strong> ed anche la <strong>mentalità dello sportivo</strong>. In un’altra vita probabilmente sarei stato un nuotatore. L’acqua è il mio elemento naturale. Il mare mi rilassa, mi sento a casa. Qui mi rifugio appena ho qualche giorno libero. Le mie vacanze sono sempre al mare.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Intervista al Nostro Steve&#8230;La Chance non la da !</title>
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				<pubDate>Mon, 13 Jun 2016 07:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>In questi mesi, sono state pubblicate diverse interviste a insegnanti dell’Accademia per cercare di dare un punto di vista diverso da quello di noi allieve; per capire come nascono le loro passioni e come cercano, ognuno a modo proprio, di trasmetterle a noi. Questo mese, mi sembrava giusto aggiungere un ulteriore punto di vista, quello [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>In questi mesi, sono state pubblicate diverse interviste a insegnanti dell’Accademia per cercare di dare un punto di vista diverso da quello di noi allieve; per capire come nascono le loro passioni e come cercano, ognuno a modo proprio, di trasmetterle a noi. Questo mese, mi sembrava giusto aggiungere un ulteriore punto di vista, quello di chi segue l’Accademia giorno dopo giorno pur non indossando pailettes o ballando con piatti e bastoni;pur svolgendo tutt&#8217;altro lavoro ma è presente a gare, saggi e a qualsiasi altro evento senza limitarsi semplicemente ad assistere, ma come parte attiva nella loro organizzazione; di chi ha sempre una battuta pronta per ognuna di noi; del nostro giudice di fiducia (Steve La Chance non la da!). Il punto di vista di Francesco.</p>
<p><strong>Allora, partirei con il farti la domanda che tutti si sono posti almeno una volta subito dopo avervi conosciuto: ma tu e Valeria siete fratello e sorella?</strong></p>
<p>Si siamo fratelli e ci piace fare gli incesti! No, non siamo fratelli, siamo fidanzati e presto altro. ( dadadadada&#8230;.)</p>
<p><strong>Passando alle vere domande: sapevi qualcosa della danza orientale prima di conoscere Valeria?</strong></p>
<p>No, non la conoscevo e l’ho fatto grazie a Valeria perché quando eravamo ancora amici ho assistito ad alcuni dei suoi saggi.</p>
<p><strong>Che impressione ti hanno fatto, da spettatore, questi saggi?</strong></p>
<p>I saggi che non erano organizzati da Valeria, e non lo dico perché sono di parte, erano  tremendamente lunghi, dalle 3 alle 5 ore; praticamente dei sequestri di persona.</p>
<p><strong>Non conoscendo questo tipo di danza, stando con Valeria sei riuscito a farti un’idea precisa della danza orientale e del suo mondo. In che modo è cambiata dall&#8217;inizio ad oggi?</strong></p>
<p>Il mondo della danza orientale è molto vasto considerando che, soprattutto negli ultimi anni, questa danza si è diffusa molto rapidamente. Come in tutti gli ambienti, anche in questo, ci sono persone disposte a tutto pur di farsi strada. Fortunatamente Valeria non appartiene a queste, dal momento che cerca di trasmettere alle sue allieve uno dei principi fondamentali dello sport in generale, ovvero l’unione di più persone accomunate dalla stessa passione. Assistendo a diversi stage e spettacoli, mi sono reso conto che invece, molte altri non fanno lo stesso, creando un clima di falsità da cui Valeria riesce a tenersi fuori  proprio perché, rimane se stessa anche nel suo lavoro.</p>
<p><strong>Dato che noi conosciamo Valeria come insegnante, tu puoi darci un’altra prospettiva, puoi dirci com&#8217;è da allieva, dato che sei il suo accompagnatore ufficiale agli stage, e com&#8217;è quando ogni anno si fa in quattro per l’organizzazione del saggio.</strong></p>
<p>Non potendo assistere interamente agli stage, posso darti un’idea di com&#8217;è Valeria da allieva in base ai pochi minuti di lezione a cui ho assistito ogni volta che l’ho accompagnata agli stage, e posso dirti che è molto attenta e mette passione anche nella fase di apprendimento; anche perché, se non hai passione nell&#8217;apprendere difficilmente riesci a trasmetterla ai tuoi allievi quando insegni.  Per quanto riguarda l’organizzazione del saggio, i dettagli sono  top secret (ahahahah), ma posso dire che, sicuramente c’è un lavoraccio alle spalle fatto di notti insonni e stress alle stelle, un po’ per entrambi ma soprattutto per lei poiché a partire da dicembre-gennaio entra in modalità saggio. Ci sono tante ansie e molto stress, perché l’organizzazione del saggio comprende dai contatti continui con il teatro, con ballerini esterni, adempimenti burocratici e seguire tutte le allieve che a loro volta avranno giustamente le loro ansie. Io le do una mano per quanto riguarda il taglio delle musiche, che non è una cosa da niente, essendo Valeria molto esigente, precisa e attenta. Lo dico da ex dj che sa distinguere le tracce tagliate o unite per bene e con criterio, da altre fatte con superficialità e approssimazione. In questo senso è molto importante essere estremamente precisi nel tagliare le tracce o unirle sulla nota giusta. Quindi l’attenzione non è solo concentrata sulle coreografie, ma anche sulla musica, sulle scenografie, sui vestiti e soprattutto sulle allieve che Valeria segue attentamente sotto tutti i punti di vista; sia da quello economico, cercando di non pesare troppo per quanto riguarda l’acquisto dei vestiti riuscendo allo stesso tempo a scegliere abiti consoni e di qualità, sia dal punto di vista relazionale  creando momenti di condivisione.</p>
<p><strong>Come ultima cosa, vorrei sapere come si è evoluta, dal tuo punto di vista,  la famiglia dell’Accademia da quando è stata creata ad oggi.</strong></p>
<p>Se penso a quando abbiamo iniziato questo percorso, quasi mi commuovo (eheheheh). Soprattutto per quanto riguarda ad esempio la struttura che è stata profondamente modificata rispetto al principio con diverse aggiunte nel corso degli anni. Inizialmente dal punto di vista delle discipline, oltre alla danza orientale che è sempre stata quella principale, avevamo diversi corsi che spaziavano dalle danze tradizionali, alla salsa e al pilates, mentre ora ci siamo concentrati su un numero inferiore di discipline che però ci occupano un’intera settimana.</p>
<p>In quattro anni personalmente ho notato un miglioramento sempre maggiore  c’è stato un vero e proprio boom di iscrizioni sia per la danza orientale ma anche il pilates.</p>
<p><strong>Secondo te questo da cosa è dipeso?</strong></p>
<p>È dipeso certamente dall&#8217;entusiasmo e la passione che Valeria riesce a trasmettere per questa danza, e tu che sei passata da una danza come la salsa alla danza orientale, ne sei l’esempio; come anche altre allieve che da discipline totalmente diverse , si sono avvicinate a questa danza. E questo è successo quando avete avuto la possibilità di capire la dedizione che c’è nell&#8217;organizzazione del saggio e l’umanità con cui Valeria tratta tutte le sue allieve, oltre alla capacità che ha di riuscire a trasmettere la tecnica. In generale, il boom d’iscrizioni c’è stato perché Valeria riesce a far conoscere alle persone anche il suo lato umano. Infatti, rispetto ad una palestra qualsiasi,in accademia c’è un clima totalmente diverso. Le ragazze, o le persone in generale, vengono qui perché sanno che è un posto dove rilassarsi, fare lezione, e prendersi un attimo di pausa dallo stress e dai pensieri giornalieri. E quest’atmosfera di condivisione si è creata grazie all&#8217;infinita voglia di fare di Valeria, che organizza continuamente eventi diversi, sia legati alla danza orientale come stage, sia semplici momenti di aggregazione per tutti gli allievi dell’accademia.</p>
<p><strong>Francesco, anzi Checco, ti ringrazio per esserti prestato a quest’intervista.</strong></p>
<p>Grazie a te. Posso salutare tutti?</p>
<p>Ciaoo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Intervista all&#8217;Insegnante di Danze Polpolari &#124; Angela Esposito</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2016/05/25/intervista-allinsegnante-danze-polpolari-angela-esposito/</link>
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				<pubDate>Wed, 25 May 2016 15:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Energica, passionale, precisa, empatica e creativa. Questi sono alcuni degli aggettivi che possono descrivere il profilo di Angela Esposito, insegnante di danze tradizionali del sud Italia presso l’Accademia Iris di Portici diretta da Valeria Schiano. L’intervista di oggi ci farà conoscere meglio la nostra maestra, la sua collaborazione con l’accademia e la sua visione della [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Energica, passionale, precisa, empatica e creativa. Questi sono alcuni degli aggettivi che possono descrivere il profilo di Angela Esposito, insegnante di danze tradizionali del sud Italia presso l’Accademia Iris di Portici diretta da Valeria Schiano. L’intervista di oggi ci farà conoscere meglio la nostra maestra, la sua collaborazione con l’accademia e la sua visione della danza. Quello con l’accademia è un sodalizio giovane ma intenso che ha portato negli anni tanto entusiasmo nelle sue allieve nell&#8217;approfondire la conoscenza delle danze e delle radici culturali a cui esse ci legano. Grazie al talento di Angela Esposito, il corso di danze tradizionali del sud Italia si pone come un percorso per conoscere le proprie origini e se stessi attraverso la danza, ma diventa anche l’opportunità di creare legami e collezionare insieme al gruppo esperienze emozionanti e sempre più appassionanti.<br />
Scopriamo il mondo dell’insegnamento e della danza attraverso le sue stesse parole.<br />
<strong>Buon pomeriggio Angela</strong><br />
<strong>Descrivi come è nata la tua passione per le danze tradizionali del Sud Italia, fino all&#8217;insegnamento e la collaborazione con l’Accademia Iris.</strong></p>
<p>Sono nata nella zona vesuviana, terra di ricche ed arcaiche tradizioni popolari. Alcuni dei miei parenti sono di Somma Vesuviana. Fin da bambina, quindi, ho avuto modo di partecipare ed assistere alle festività di Somma Vesuviana, in particolar modoi festeggiamenti del 3 maggio, in onore della Madonna di Castello. Anche se la passione della danza popolare l’ho scoperta verso l’adolescenza. Partecipando con costanza ed interesse alle festività dell’area vesuviana e agro nocerino sarnese.<br />
Nel 2008 ho partecipato ad un laboratorio di danze della Puglia, presso l’associazione culturale TARANTA POWER, diretta da Eugenio Bennato, scoprendo quindi la mia passione per la pizzica. Da quel momento ho continuato i miei studi sulle altre danze del sud Italia, sulle altre varie espressioni della Tammurriata: dell’area dei monti Lattari e zona Domizia, dalla Pizzica dell’Alto Salento allo stile ostunese della Bassa Murgia, dalla Tarantella Cilentana al Sonu a Ballu Riggitano.<br />
Dal 2011 ho iniziato ad insegnare presso numerose strutture del territorio campane e nel 2013 approdo all’Accademia Iris .<br />
<strong>Puoi spiegarci come le danze tradizionali possano essere veicolo per riscoprire le radici della nostra cultura?</strong><br />
Non si può spiegare, bisogna viverla. Per me è estremamente importante questa ricerca delle radici culturali, scoprire da dove si viene, le proprie origini e radici, in quanto “Scienziata Politica”, mi permette di capire meglio la società contemporanea.<br />
La danza popolare, la sua cultura, è strettamente collegata alla società anzi ne è lo specchio e, come essa, si trasforma. Mi piace molto, nei miei laboratori, far emerge questo concetto o rapporto tra origine e contemporaneità.<br />
Scoprendo ed analizzando gli aspetti e simboli arcaici, ancora presenti nella nostra società ma con una maschera diversa, o altra, e quindi non solo la danza, fine a se stessa, è possibile far emergere e far lavorare insieme al corpo anche la mente ma soprattutto l’emotività di una persona.<br />
Mi piace far emergere la bellezza delle persone, e non quella estetica, ma delle movenze e dell’espressività,abbattendo e denunciando lo stereotipare incombente, l’egocentrismo, la rigidità mentale e culturale, tanto presenti nella società e nel mondo popolare, purtroppo.<br />
È innanzitutto una ricerca per abbattere il perfezionismo, egocentrico e narcisistico, snaturato dell’essenza della radici culturali e di un simbolismo.È una ricerca del Sé, della “Presenza”, consapevole e non convenzionale. &gt;&gt;<br />
Tra le varie espressioni di danze del sud Italia qual è la tua preferita? E di questa quale stile ami di più?<br />
&lt;&lt; Essendo Campana, e Vesuviana, la risposta è abbastanza chiara.<br />
La tammurriata è tra le espressioni coreutiche più affascinanti, e non lo dico perché sono di parte.<br />
Sono tante le espressioni ed i “Cerchi” che mi coinvolgono, ma se proprio devo fare una scelta, ammetto che la tammurriata dei monti lattari, la Pimontese, è quella che mi appassiona di più, sia dal punto di vista strumentale che coreutico. Ma le danze del sud Italia sono belle tutte, infatti con il tempo ho scoperto un’altra danza che è capace di travolgermi come la tammurriata, ed è la tarantella calabrese, dell’area reggina, ossia “O sonu a ballu”. &gt;&gt;<br />
<strong>Qual è la cosa più importante che vuoi trasmettere alle tue allieve che si approcciano a questa danza.</strong></p>
<p>Il rispetto e la condivisione. Queste sono le cose più importanti. Le danze e tradizioni popolari non sono affatto folklore e basta. Ci sono delle regole, un’ etica, ed un rispetto fra le parti, ma soprattutto condivisione e comunità. Concetti che purtroppo oggi si stanno perdendo.<br />
<strong>Insieme a tutti gli altri gruppi di danza dell’Accademia Iris ci stiamo avvicinando al saggio finale. A cosa si ispirano le coreografie e come nascono le varie contaminazioni?</strong><br />
Il tema innanzitutto, l’Aida , scelto dalla maestra Valeria Schiano, direttrice dell’Accademia Iris.<br />
Le mie coreografie nascono dalla passione per il teatro danza. E quando parlo di teatro danza non posso non citare Pina Bausch. La sua passione e le sue opere sono state di grande Ispirazione per anni.<br />
Il mio approccio al teatro danza e teatro corporeo è iniziato proprio nel 2008, durante il laboratorio organizzato da TARANTA POWER, in cui ho maturato un profondo lavoro sul corpo e sulla presenza scenica. Proseguito nel tempo, con una serie di laboratori, in particolar modo sono stati molto importanti la conoscenza di due grandi insegnanti:Anna Dego (nel suo laboratorio “Tarantella: il pericolo dell’anima”) ed Eugenio Ravo (nel workshop intensivo di mimo e teatro corporeo “il corpo che vibra”).<br />
Ma le mie coreografie sono anche contaminazione, ed in questo caso non posso non citare Ashai Lombardo Arop, straordinaria artista nonchè grande collega, con cui collaboro nel workshop “Tammurriate Nera”, che organizzo ogni anno a Napoli,dove si uniscono due grandi danze: la Tammurriata e la danza Afro.<br />
Sono stata sempre aperta alle contaminazioni tra le danza. Quest’anno infatti è nato il progetto “Grande Madre”, laboratorio sulla visione contemporanea della danza popolare. Progetto curato da me e Alessia Tudda, mie ex allieva, oggi valida collaboratrice ed insegnante, in cui fondiamo danza tradizionale e danza contemporanea.<br />
Non posso non citare anche Maristella Martella, grande danzatrice e coreografa, che ho ospitato, per altro, per la prima volta a Napoli il 22 Maggio con il suo laboratorio di Danza Teatrale sugli aspetti simbolici, iconografici, letterari, coreografici e rituali del Tarantismo e della Pizzica salentina.<br />
Insomma di ispirazioni ne ho tante<br />
La danza tradizionale non è danza da palco. Nel momento in cui si porta su di esso, il codice cambia e tutto allora è concesso.<br />
Quest’anno ci saranno momenti molto intensi e perché no emozionanti. Non resta che venirci a vedere. &gt;&gt;<br />
Non resta che lasciarsi incuriosire, venire a scoprire come prende forma sul palco la danza popolare nelle sue contaminazioni e lasciarsi travolgere dal ritmo, dalla passione che essa trasmette.<br />
Il percorso di danza popolare volge al termine annuale, ma allieve già aspettano di scoprire come si articolerà il prossimo anno accademico per ballare.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Principia Brancaccio</em></p>
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		<title>Intervista a Vanesa Moreno</title>
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				<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 16:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Vanesa è un’artista a tutto tondo, sprizza carisma da tutti i pori. Ha un metodo di insegnamento molto efficace, punta a mettere a proprio agio le studentesse e nel giro di cinque minuti ha imparato un sacco di termini in italiano per rendere la lezione ancora più efficace. Sono davvero felice di aver seguito i [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Vanesa è un’artista a tutto tondo, sprizza carisma da tutti i pori. Ha un metodo di insegnamento molto efficace, punta a mettere a proprio agio le studentesse e nel giro di cinque minuti ha imparato un sacco di termini in italiano per rendere la lezione ancora più efficace. Sono davvero felice di aver seguito i suoi stage e questa è l’intervista lampo che ne è seguita…Enjoy!</p>
<p>Puoi parlare del tuo metodo di insegnamento?</p>
<p><em>Ho studiato musica sin da piccola, quindi metto insieme queste due cose: musica e ballo. Poi procedo per livelli; all&#8217;inizio in modo molto semplice,così che ci si abitui e si acquisti familiarità col ritmo della musica e poi proseguo con passi più complicati così come abbiamo fatto oggi allo stage, cosicché ogni allieva abbia la capacità di capire dove inizia e provare ed esercitarsi prima di passare al livello successivo.</em></p>
<p>Essere una musicista ti ha aiutata ad essere una danzatrice del ventre, una bellydancer?</p>
<p><em>Sì, tantissimo. Per me ballare è come tradurre in movimenti ciò che dice la musica, quindi quando c’è un tempo musicale un “Tabla Solo”, su un foglio mi segno tutti i punti e i ritmi e poi penso alla coreografia e la costruisco appunto sulla musica.</em></p>
<p>Descrivi in poche parole te stessa e il tuo stile di ballo.</p>
<p><em>Direi che sono elegante quando la musica è classica e divertente quando il Tabla solo o lo Shabi o la musica folkloristica lo richiede e delicata in generale (perché di solito così sono io nella vita di tutti i giorni).</em></p>
<p>Raccontaci come hai conosciuto Valeria e come è iniziato il vostro rapporto di amicizia e lavoro.</p>
<p><em>L’ho conosciuta tramite Teresa Tomas, una ballerina di Valencia (Ospite della prima edizione di Zaghareet). Stavo per partecipare allo Sharkti Rome con Eleonora e due settimane prima che Eleonora mi invitasse ero con Teresa. Teresa era stata sia qui a Napoli che in molti altri posti in Italia, quindi le chiesi se conosceva qualcuno che poteva ospitarmi. Lei mi parlò molto bene di Amira e Roma non è poi così lontana da Napoli ed è in questo modo che l’ho conosciuta. È stata mia ospite a Gennaio con Francesco e con lei è nata una bella alchimia sin da subito, a volte conosci una persona e nasce subito una connessione in modo spontaneo. Anche con Francesco si è instaurato un bel rapporto, è una persona molto disponibile e cara.</em></p>
<p>Come sono andati gli stage oggi e qual è stata la reazione delle nuove allieve?</p>
<p><em>Mi è piaciuta tantissimo l’energia delle ragazze, ho notato che avevano tutte livelli diversi ma cercavano di dare il meglio di loro stesse. Nello Shabi poi erano tutte molto sorridenti, ed anche se a volte era un po’ difficile, sono entrate nel “mood” dello Shabi. Con i cimbali anche se per molte di loro era la prima volta, ci hanno provato e sono andate molto bene. Mi sono sentita subito a mio agio con loro ed anche se non parlo italiano hanno cercato di aiutarmi.</em></p>
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		<title>Intervista del Mese : Perla Elias Nemer</title>
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				<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 15:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Bentornata a Napoli, Perla. È la seconda volta che collabori con l’Accademia Iris, lo scorso ottobre hai tenuto il corso di “Ladies Dabke” in occasione del Festival Zaghareet . Qual è stata la tua impressione e com’è stato il riscontro delle stagiste? &#160; L’Accademia Iris mi ha dato l’impressione di essere un luogo professionale, tenuto [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Bentornata a Napoli, Perla. È la seconda volta che collabori con l’Accademia Iris, lo scorso ottobre hai tenuto il corso di “Ladies Dabke” in occasione del Festival Zaghareet . Qual è stata la tua impressione e com’è stato il riscontro delle stagiste?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Accademia Iris mi ha dato l’impressione di essere un luogo professionale, tenuto insieme dall’armonia e caratterizzato da un tratto molto personale. Sicuramente coloro che si avvicinano all’Accademia hanno una marcia in più per quanto riguarda la socialità. Valeria è una persona molto cordiale, rispettosa, ha tutti quei requisiti che fanno sì che si possa lavorare bene con lei.</p>
<p>Le persone che hanno partecipato allo stage avevano già un’idea del tipo di insegnante e del corso che avrebbero seguito; questo mi ha fatto capire che l’informazione circola e che le scelte professionali che Valeria fa sono incentrate ad arricchire la formazione delle allieve non solo a livello pratico ma anche a livello emozionale, unendo così la professionalità al piacere dell’insegnamento e dell’apprendimento di cose nuove.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parlaci della tua visione di “Ladies Dabke”,</p>
<p>In quanto terza generazione di libanese ho sentito in un certo senso il dovere di portare avanti la musica e la danza, essendo il Dabke la danza nazionale e folkloristica del Libano, essa è molto utilizzata come mezzo per integrarsi nella società. Ho fatto quindi una ricerca sulle mie radici: essendo una bellydancer “ribelle”, quando ho iniziato a far Dabke, mi piaceva molto l’energia maschile, energia che per molto anni ho tentato di acquisire. Essendo però “ solo una femmina” sono riuscita nel Ladies Dabke a integrare una sorta di potenza tutta femminile.         In questo consiste questa danza, far cose che fanno i maschi ma mettendoci dentro quel che sei. La ballerina quindi potenzierà le gambe, acquisendo un “grounding” un contatto con la terra completamente diverso; inoltre imparerà a disarticolare le spalle, a stare in gruppo e poi a guadagnarsi l’assolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da che cosa trai ispirazione per le coreografie di Dabke?</p>
<p>Dai Cavalli (ride, ndr). Quella dei cavalli è una natura indomabile, che può essere addomesticata ma fino ad un certo punto. Il cavallo è un animale intelligente, impara a stare nel mondo. Quindi tutto sta nel riuscire a trovare un’intesa tra quella parte di te che è molto istintiva. Il Dabke è una vera e propria esplosione di energia, di gioia; inoltre, nelle coreografie, c’è questa parte che segue una linea molto diritta apollinea . Le coreografie devono essere perfette, in modo tale da non farsi male, si lavora in completa e totale sintonia.  Il gruppo diventa un unico organismo, si lavora come se il tuo corpo appartenesse anche al corpo accanto e così via; così, ad esempio, se tu salti insieme salta tutto un corpo, se invece salta una sola persona, ci si fa male.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Consiglieresti questo tipo di danza anche a ballerine non di danza orientale?</p>
<p>Assolutamente sì. Innanzitutto, siamo tutti novellini in qualsiasi altra danza, le bellydancer ad esempio sul palco del Dabke si troveranno ad avere a che fare con un tipo di energia completamente diversa, con un modo diverso di vedere la femminilità. Si cerca la migliore situazione estetica per quanto riguarda un  gruppo, non l’individuo.  Non è detto che l’insegnante sia al centro della coreografia in quanto tale, conduce la ballerina più brava, quella che più merita. Nel teatro, nella danza, quando si vuole che una coreografia sia eseguita bene, si può avere un senso democratico ma ci deve essere comunque qualcuno che tenga le redini in mano, una guida.</p>
<p>Hai alle tue spalle un lungo e ricco percorso di studi. Cos’è per te la danza? Quale consiglio sentiresti di dare alle allieve?</p>
<p>Sono un po’ atipica, ho un tipo di approccio con la danza che è tutto “musicale”, molto medio-orientale: parto cioè dalla musica, ed è questa che mi fa fare le cose. Spesso invece, nelle discipline sviluppate, nella danza, certi approcci sono un po’ diversi.  In Occidente, ad esempio, c’è la scoperta del movimento per il movimento stesso.  Il consiglio che io do alle danzatrici per collegarsi alla natura della danza orientale è di smettere di contare e cantare di più. Quando si fa una coreografia, arriva il momento in cui si devono fare queste quadrature che sono molto arabe. Quando tu balli, se impari la coreografia anche cantandola tu vai a toccare una parte del cervello che non è la stessa che utilizzi quando conti. Ovviamente la memoria è un fattore completamente diverso, in questo modo essa si “attacca” al suono e non si attacca a un’entità astratta (anche se la musica lo è, in un certo senso) ma è un’entità più viva e più mobile. Il numero può far scomparire una serie di sentimenti, emozioni.</p>
<p>“Non contare, canta. Anche se canti male.”</p>
<p style="text-align: right;"><em>Rossana Galdi</em></p>
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		<title>Intervista alla Maestra di Bollywood &#8211; Veronica Aishanti</title>
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				<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 15:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Veronica è gentile,introversa, di poche parole.  Bella, con gli occhi scuri che le si illuminano immensamente quando inizia a parlare della sua grande passione: la Bollywood Dance. La danza Bollywood o “danza delle emozioni” è un mix di danza classica indiana e folk indiano, un’ esplosione di colori attraverso cui vengono narrate storie di vita, [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/02/Veronica-foto.jpg" rel="attachment wp-att-1032"><img class="alignnone size-medium wp-image-1032" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/02/Veronica-foto-200x300.jpg" alt="Veronica foto" width="200" height="300" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/02/Veronica-foto-200x300.jpg 200w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/02/Veronica-foto.jpg 640w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Veronica è gentile,introversa, di poche parole.  Bella, con gli occhi scuri che le si illuminano immensamente quando inizia a parlare della sua grande passione: la Bollywood Dance.</p>
<p>La danza Bollywood o “<em>danza delle emozioni</em>” è un mix di danza classica indiana e folk indiano, un’ esplosione di colori attraverso cui vengono narrate storie di vita, di amori di passioni. La danzatrice con aggraziati movimenti del corpo, unendo tecnica e sentimento, deve mimare una storia e trasmetterne le più intime emozioni. Come nel linguaggio dei segni, fondamentali sono i gesti delle mani, le espressioni del volto, i movimenti degli occhi. Per far sentire lo spettatore parte della danza e coinvolgerlo emotivamente non è sufficiente sapersi  muovere a tempo di musica, occorre che tutto parta da dentro, dal cuore, dall’amore per questa danza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>¨ Quando e com’è nata in te la passione per la danza Bollywood?</em></p>
<p>© Fin da piccola sono stata attratta dal ritmo e dalla musica. Ho ereditato da mia nonna la grande passione per il ballo, che lei non ha potuto realizzare. Da mia madre, invece, ho appreso l’amore per la musica. Sebbene, come ho detto, fin da piccola avevo questa passione, ho iniziato a danzare relativamente tardi. I miei esordi di danzatrice si devono alla danza araba. Con un saggio di danza del ventre ho calcato per la prima volta un palco, avevo circa diciotto anni. Poi un giorno, per caso, mi sono imbattuta nella  scena di un film con Madhuri Dixit, più nota come “the queen of Bollywood dance” . E’ stato un amore a prima vista, un colpo di fulmine, una folgorazione. Con lei ho scoperto un mondo magico che ho sentito subìto mio. Anche l’aspetto estetico ha fatto la sua parte, essendo io una bilancia, ho un innato senso estetico e nella Bollywood dance i costumi sono stupefacenti, i gioielli bellissimi. Ho capito subito che quella sarebbe stata la mia strada. Ho iniziato a cercare ogni sorta di notizia, ho visto tanti films, ho iniziato a studiare con grandissimo impegno. I risultati, di tanto impegno,  non sono tardati ad arrivare: ho vinto numerose competizioni, ho danzato in prestigiose manifestazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>¨ Recentemente hai danzato alla “Festa della cultura indiana” al cospetto di personalità quali l’Ambasciatore dell’India a Roma ed il 1° Segretario dell’Ambasciata, eri emozionata, spaventata?</em></p>
<p>© Ero emozionatissima, sentivo una grande responsabilità, rappresentavo la Bollywood dance italiana. Non è semplice danzare con la consapevolezza che chi ti guarda conosce benissimo quello che gli offri. Il momento più emozionante e bello è stato alla fine dell’esibizione, quando l’Ambasciatore mi ha fatto molti complimenti e mi ha detto che mai aveva visto al di fuori del suo Paese danzare così bene. Ha, persino,  letto sulle mie labbra le parole delle canzoni ed ha esclamato “excellent!!!”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>¨ Come danzatrice hai un desiderio che speri di riuscire a realizzare?</em></p>
<p>© Ovviamente, mi piacerebbe ballare in un film, magari con la grande Madhuri, sarei contenta anche di essere una delle tantissime danzatrici che la circondano, è un sogno…..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>¨ <em>Sei mai stata in India, ovvero pensi di andarci?</em></p>
<p>© Non sono ancora stata in India, è un progetto che ho in cantiere e che sto coltivando un po’ alla volta, ogni giorno è più vicino, ma per scaramanzia preferisco non parlarne ora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>¨ Prima di concludere questa piacevolissima intervista ti chiedo un consiglio per chi vuole avvicinarsi a questa splendida danza ed in particolare per le tue allieve dell’Accademia Iris.</em></p>
<p>© Chi si avvicina alla danza Bollywood deve sapere che è una danza divertente, aiuta a dimagrire, fa lavorare tutto il corpo, è allegra ma è una danza e nella danza occorre disciplina. La danza Bollywood che affonda le sue radici nella danza classica indiana ha ormai più di cento anni e poco lascia all’improvvisazione ed approssimazione. Tutte possono imparare divertendosi ma occorre impegno e sacrificio. Se poi si avvicina il saggio di fine anno il consiglio diventa un imperativo: ripetete, ripetete, ripetete.</p>
<p>A questo punto dell’intervista non posso che ringraziare Veronica che mi ha fatto conoscere il suo mondo e il suo amore per la danza e corro a ripetere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Lina Cataldo</em></p>
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		<title>Intervista alla M° Valeria Schiano ( Amira Perizad )</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2015/11/17/intervista-alla-m-valeria-schiano-amira-perizad/</link>
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				<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 12:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Ecco a voi la prima edizione del Mensile targato Accademia Iris Siamo ben lieti, di presentarvi il primo numero del giornalino di Iris a cura delle allieve del corso di danze orientali. Questa simpatica idea nasce in una serata come tante, quando un gruppo di allieve assieme alla propria Maestra si riunisce per trascorrere del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it/2015/11/17/intervista-alla-m-valeria-schiano-amira-perizad/">Intervista alla M° Valeria Schiano ( Amira Perizad )</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it">Iris News</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2015/11/logoNewsX2.png"><img class="size-medium wp-image-569 alignleft" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2015/11/logoNewsX2-300x81.png" alt="Logo Iris News" width="300" height="81" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2015/11/logoNewsX2-300x81.png 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2015/11/logoNewsX2.png 520w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ecco a voi la prima edizione del Mensile targato Accademia Iris</p>
<p>Siamo ben lieti, di presentarvi il primo numero del giornalino di Iris a cura delle allieve del corso di danze orientali.</p>
<p>Questa simpatica idea nasce in una serata come tante, quando un gruppo di allieve assieme alla propria Maestra si riunisce per trascorrere del tempo insieme.  Tra chiacchiere e confronti vari, sorge l’idea di creare una sorta di giornalino, dove cercheremo di coinvolgere ancora di più coloro che fanno parte di questa grande famiglia.</p>
<p>Dove si condivide non solo la passione per la danza orientale e per altre discipline, ma anche progetti come questi e magari coinvolgendo il pubblico esterno, per far conoscere meglio l’Accademia Iris.</p>
<p>Abbiamo voglia di parlarvi di tante cose:  delle attività che faremo nel corso dell’anno; degli  insegnanti dei singoli corsi presenti  in Accademia , tramite delle piccole interviste e come tocco artistico, pubblicheremo le simpatiche vignette a cura delle allieve più creative.</p>
<p>Per inaugurare questo primo numero, non potevamo che mettere in rilievo l’intervista fatta alla nostra bravissima Maestra di Danze Orientali,  Valeria in arte Amira Perizad, che in cinque domande  ci descrive cosa è per lei  questa disciplina e l’importanza di insegnare.</p>
<p>Buona lettura a tutti e alla prossima intervista.</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2015/11/Immagine2-e1447883725462.png"><img class="wp-image-654 size-medium alignright" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2015/11/Immagine2-e1447883725462-300x203.png" alt="Valeria Schiano" width="300" height="203" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2015/11/Immagine2-e1447883725462-300x203.png 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2015/11/Immagine2-e1447883725462.png 554w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>1) <i>Come e quando la danza orientale è entrata a far parte della tua vita?</i></p>
<p><i> </i>La danza in genere da sempre, anche se la mia formazione è ginnica, e il mio primo amore è stata la ginnastica artistica, alla fine del liceo ben 10 anni fa questa danza era molto poco diffusa, ed io che amo tutto ciò che è inusuale e diverso dalla massa, ho provato, mi sono innamorata e mi sono lasciata coinvolgere da questa magia chiamata oriente, chiamata danza medio orientale !</p>
<p>2) <i>Quali sono i benefici che porta questa danza ?</i></p>
<p>Purtroppo tantissime persone , condizionate da  preconcetti e pregiudizi non conoscono questa meravigliosa danza ma soprattutto i suoi benefici Psico &#8211; Fisici, se fatta bene, con un&#8217;insegnante preparata e che segue i propri allievi la danza orientale porta solo miglioramenti e benefici. Allevia i dolori mestruali lavorando su muscoli che non utilizziamo spesso , migliora la postura  correggendo  errori posturali , migliora la circolazione , per non parlare dei benefici psicologici, ci si diverte, si crea gruppo, si stingono amicizie, migliora il rapporto con il proprio corpo, ci si ritaglia del tempo tutto per se stessi.</p>
<p>3) <i>Cosa ti motiva di più a continuare il tuo lavoro da insegnante ?</i></p>
<p>in primis perché rappresenta la risposta alla domanda che mi facevano da bambina  &#8221; cosa vorresti fare da grande?! &#8221; poi perché mi piace trasmettere ad altri le mie passioni i, sil mio grande amore per lo sport , la danza e per i principi che sono alla loro base ! Durante gli anni di insegnamento molti allievi mi hanno chiesto&#8230;.ma chi te lo fa fare?! &#8230;.io non desisto perché ho tanti allievi che mi caricano con il loro entusiasmo, il loro senso di appartenenza alla scuola, la loro voglia di imparare con costanza, sacrificio e passione ! Hanno abbracciato i miei principi di vita e di insegnamento e questo è un transfer di carica pazzesco !</p>
<p><i> 4) Cosa consigli per chi vuole approcciarsi per la prima volta alla danza orientale?</i></p>
<p>Di liberarsi da preconcetti , di non sentirsi inadeguati, perché è una danza come tutte le altre, anzi mille volte più antica ! Di non aver timori e di non avere vergogna, è una disciplina, non è un&#8217;attività frivola ed è democratica adatta a tutte le fisicità , età &amp; sesso !</p>
<p><i> 5) Cosa vorresti dire alle tue nuove allieve e non riguardo a quest&#8217;anno accademico iniziato da poco?</i></p>
<p>Alle nuove preparatevi a scoprire un mondo nuovo, magico ed infinito di cultura, tecnica &amp; nozioni ! preparatevi ad essere smentite sui luoghi comuni, a sudare in sala, a lavorare sodo e a sorridere, sempre ! Alle mie Irisine, dico che ogni anno sempre di più SRALF sempre di più AD MAIORA SEMPER , loro capiranno bene <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><i>A cura di Rosa Isernia</i></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it/2015/11/17/intervista-alla-m-valeria-schiano-amira-perizad/">Intervista alla M° Valeria Schiano ( Amira Perizad )</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it">Iris News</a>.</p>
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