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	<title>Diario di un&#8217;Allieva &#8211; Iris News</title>
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		<title>Zaghareet &#8230;&#8230;anch&#8217;io</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 15:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade all'Accademia]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Anche questa edizione dello Zaghareet Festival è giunta al termine. Ogni anno mi sento sempre piu felice e grata di poter prendere parte attivamente ad un evento di tale calibro. Sono grata Perché ho una maestra in grado di offrirci ogni anno la possibilità di studiare con maestri e artisti di calibro internazionale proprio a [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Anche questa edizione dello Zaghareet Festival è giunta al termine.<br />
Ogni anno mi sento sempre piu felice e grata di poter prendere parte attivamente ad un evento di tale calibro. Sono grata Perché ho una maestra in grado di offrirci ogni anno la possibilità di studiare con maestri e artisti di calibro internazionale proprio a due passi da casa. Ed è una cosa davvero rara. Il tutto con la massima organizzazione e professionalità; dando tanta fiducia a noi Irisine sempre onorate di poter contribuire alla buona riuscita del festival. Sono felice per il primo premio vinto alla competition insieme alle mie Iris Flow Roberta Kate e Benedetta ( e Rossana che ci sosteneva dalla platea) e di essermi messa alla prova ancora con impegno cercando di andare avanti e di migliorare passo dopo passo. Sono felice di aver condiviso tutti questi giorni con tutte le irisine e le altre partecipanti a workshop. Sono grata per aver avuto la possibilità di studiare con maestri come<em><strong> Perla EliasNemer,</strong> <strong>Julia Farid, Wael Mansour e Kahina Mashati</strong> </em>e di averli visti danzare durante il Gala: ognuno di voi è stato in grado di trasmettermi il proprio amore per questa danza, in un modo molto personale che mi ha arricchito davvero tanto.<br />
La cosa che più mi piace di questo festival è il sentirsi a casa, il fatto che durante la competizione e durante il Gala il tifo più grande è stato quello delle altre partecipanti, il sostenersi a vicenda senza nemmeno conoscersi, sostenere le altre senza pensare a chi è più brava o più bella ma sapendo di condividere la stessa passione, le stesse ansie e le stesse paure. E questa è una vera rarità ed è forse uno dei punti di forza di Zaghareet Festival che tutte le partecipanti hanno sicuramente apprezzato.<br />
Devi essere davvero fiera di tutto questo Maestra Amira Perizad, perché è merito tuo.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/2764.png" alt="❤" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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<p><em>                                                                                                                                                                 Roberta Capezzuto</em></p>
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		<title>Stramilano &#8230;&#8230;anch&#8217;io</title>
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				<pubDate>Mon, 03 Apr 2017 12:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>“ Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni. Jesse Owens ” Nel “ Diario di un’allieva” di questo mese ,che è anche il mese della Zaghareet Spring Edition On The Road &#8211; Napoli &#38; Milano, vi parlerò della Stramilano, corsa [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>“ Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle tue sole forze. Sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni. Jesse Owens ”</em></p>
<p style="text-align: right;">Nel “ Diario di un’allieva” di questo mese ,che è anche il mese della Zaghareet Spring Edition On The Road &#8211; Napoli &amp; Milano, vi parlerò della Stramilano, corsa stracittadina tra le più famose d’Italia.<br />
Quest’anno per la seconda volta, orgogliosa di essere una tartarunner, ho partecipato alla 10 KM non competititva.<br />
Giunta alla sua 46esima edizione questa manifestazione incarna , a mio modestissimo avviso, il volto autentico dello sport. Una giornata di sport, competizione, solidarietà , spettacolo e socializzazione. Chiunque può partecipare facendo rivivere lo spirito di P. de Coubertin secondo cui “<em> Lo sport deve essere patrimonio di tutti gli uomini e di tutte le classi sociali” .</em><br />
Come tradizione, il programma prevede tre gare: <strong>la Stramilano</strong> 10 Km non competitiva , aperta quindi a tutti;<strong> la Stramilanina</strong> 5 Km per le famiglie con bambini e la <strong>Half Marathon</strong> (competitiva) che rappresenta la mezza maratona cittadina fra le più veloci al mondo ed a cui prendono parte atleti di ogni nazionalità.<br />
La 10 Km è la prima delle tre corse a prendere il via da Piazza Duomo alle ore 9,00.<br />
I partecipanti che hanno voluto assicurarsi un posto sotto la linea di partenza sono già in attesa da almeno un’ora. Personalmente alle 8,20 sono riuscita ad assicurarmi un posto tra le prime file approfittando di un varco che qualcuno ha aperto nelle transenne . Quest’anno sono sola, gli amici con cui solitamente corro non ci sono, né c’è mio nipote Andrea che si è infortunato alla vigilia della corsa. Mia figlia mi ha accompagnata alla partenza e mi aspetta all’arrivo nell’Arena tra circa un’ora.<br />
Durante l’attesa dei due colpi di cannone che daranno il via alla corsa, l’ansia e l’adrenalina dei circa 70.000 partecipanti in magli azzurra, sono tenute a bada dalla parte di spettacolo che precede le corse. Sul palco personaggi del mondo dello sport, politica e cultura si alternano per incitare ed incoraggiare i runners, intanto, la fanfara dei bersaglieri intona allegri motivi.<br />
Ho fatto amicizia con una coppia di ragazzi milanesi , ci siamo scambiati qualche battuta, molte risate ed abbiamo fatto delle foto. Quando ho detto che venivo da Napoli si sono dimostrati ancora più simpatici. Proprio avanti a noi c’è un gruppo di ragazzi che indossano una pettorina speciale con la scritta&#8221;Nessuno è illegale&#8221; sono i giovani richiedenti asilo ospiti della Caserma Montello e di altri centri di accoglienza.<br />
Improvvisamente mi viene in mente la teoria del Prof. Bellavista ( L. De Crescenzo) secondo cui “ Gli uomini si dividono in uomini d&#8217;amore e uomini di libertà, a secondo se preferiscono vivere abbracciati gli uni con gli altri, oppure preferiscono vivere da soli e non essere scocciati.” Questo è un giorno in cui i milanesi, per antonomasia, “uomini di libertà” diventano “uomini d’amore”.<br />
Si parte, ecco i colpi di cannone, il fiume azzurro si muove, saluto i miei nuovi amici, infilo di auricolari e vado. All’inizio correre è abbastanza difficile, siamo tantissimi e c’è troppa calca, bisogna aspettare il secondo chilometro. Questo muoversi abbastanza lentamente mi permette di guardare la gente che ci saluta e ci incita. Che allegra questa città oggi, ora c’è anche il sole. Gli alberi fioriti, i palloncini colorati, pochissime auto, la musica dagli auricolari mi tiene compagnia e segna il ritmo. Veramente una splendida giornata di primavera.<br />
Intanto continuo a correre, non vedo l’ora di arrivare al punto di ristoro che dovrebbe essere al 5° chilometro. La mia scarsa preparazione inizia a farsi sentire prepotentemente, ho sete. Sono pentita di aver esagerato, ieri sera, con le ottime pizze fritte al compleanno di mia nipote a Piacenza . Sono al 6° chilometro e non vedo segni del ristoro. Resisto non posso cedere. Finalmente al 7° chilometro arrivo al ristoro e riesco a prendere un bicchiere d’acqua. Mi sento rinata. Dall’auricolare parte “shik shak shok” e chi si ferma più ora. Il traguardo è vicino, la musica è quella giusta, addome forte, spalle basse e via alla conquista dell’Arena!<br />
<em>                                                                                                                                                                                                                                            Lina Cataldo</em></p>
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		<title>Diario di un&#8217;allieva</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2017/02/04/diario-di-unallieva-2/</link>
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				<pubDate>Sat, 04 Feb 2017 14:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Sono sempre stata molto incuriosita dal mondo arabo, forse perché da piccola avevo letto le avventure di Sindbad e Sherazade, fatto sta che all’università avevo pensato di studiare arabo, poi ho cambiato idea. La danza è stata una diretta conseguenza di questa curiosità: già nel 2007, quando vivevo in Austria, avevo provato ad iscrivermi ad [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Sono sempre stata molto incuriosita dal mondo arabo, forse perché da piccola avevo letto le avventure di Sindbad e Sherazade, fatto sta che all’università avevo pensato di studiare arabo, poi ho cambiato idea. La danza è stata una diretta conseguenza di questa curiosità: già nel 2007, quando vivevo in Austria, avevo provato ad iscrivermi ad un corso di quella che per me si chiamava danza del ventre, ma il corso non era mai partito. Poi nel 2014 Rossana, una mia cara amica, si iscrisse ad un corso di danza popolare all’Accademia Iris, una scuola di cui ignoravo completamente l’esistenza, e mi disse che a luglio avrebbero organizzato un corso estivo di danza del ventre (ndr, non si chiama così, ma all’epoca non lo sapevamo!). Decisi di provarci, poteva essere una buona occasione. Il giorno prima dell’inizio dei corsi c’era il saggio dell’Accademia e la mia amica mi invitò ad andare a vederla ballare. Neanche a farlo apposta, era l’anno di Hypnosis, l’anno delle storie de “Le mille e una notte”. Era l’anno di Sindbad il marinaio e delle storie raccontate dalla principessa Sherazade. Ricordo di essere rimasta incantata da quei colori, i movimenti morbidi e decisi, i veli, le spade, le musiche, tutte quelle ballerine bellissime in quegli abiti stupendi e scintillanti, e pensai di aver fatto benissimo ad iscrivermi al corso estivo.<br />
Il giorno dopo iniziava un percorso che non sapevo dove mi avrebbe portato, ma che di certo mi entusiasmava. Non sono rimasta delusa da quelle quattro settimane. Ricordo come se fosse ieri la prima lezione, con la maestra che, per prima cosa, ci diceva che quella che avremmo imparato a ballare non si chiama danza del ventre ma danza orientale; e poi la fatica, il sudore, le risate, l’allegria, la soddisfazione di riuscire a fare qualche semplice passo. A fine luglio dubbi non ne avevo più, a settembre mi sarei iscritta al corso annuale!<br />
A settembre poi ci iscrivemmo in quattro. Ero riuscita a convincere altre due amiche di una vita, Kate e Katia, ad unirsi a me e Rossana, quindi l’atmosfera era bella anche per la condivisione di quella nuova esperienza. Però sono una persona abbastanza incostante, per cui mi ero detta “ok, per ora pago il trimestrale, poi vediamo come va.” Dopo qualche settimana ormai avevo capito che non mi sarei limitata al primo trimestre, che non ne avrei saputo fare a meno. Ho scoperto delle persone bellissime nelle mie compagne di corso, tutte diverse da me, ma tutte stranamente compatibili. Siamo diventate gruppo, siamo diventate Amiche. E intanto continuavamo ad imparare cose sempre nuove: come usare il velo, come cantare il ritmo maqsum, le tecniche di allenamento e insegnamento – tutte alternative – della nostra maestra, poi soprannominate l’Amiradestruction. Abbiamo creato un costume dal nulla, comprato degli hula-hop senza sapere perché, saccheggiato tutti i negozi che vendevano rami di ciliegio finti, invaso case di collane di fiorellini e colla a caldo; abbiamo coinvolto fidanzati e amici nella preparazione di oggetti di scena, improvvisato balletti con la mia omonima Roberta, occupato terrazzi per ripetere in estate, girato video di work on floor sfruttando l’elasticità di Beba, tutto fidandoci sempre della nostra guida, sicure che il risultato sarebbe stato unico.<br />
Ed è arrivato il saggio. Per quasi tutte noi era la prima volta che ballavamo su un palcoscenico. L’ansia era alle stelle ma ci siamo riempite di brillantini, siamo salite insieme sulla scena e, incredibilmente, ci siamo divertite tantissimo, non saremmo mai più volute scendere da lassù!<br />
Con un’esperienza del genere alle spalle, l’anno successivo non poteva che iniziare con ancora più entusiasmo. Siamo diventate le Flow, come ci ha definite Serena mentre studiava per un esame. Ci siamo esibite, abbiamo partecipato a corsi con maestri internazionali e a gare, tutte cose impensabili solo qualche mese prima. Nel frattempo, ad inizio ottobre abbiamo saputo che presto avremmo avuto una nuova compagna di corso, una ragazza che aveva dovuto lasciare l’Accademia dopo il primo anno e voleva riprendere a studiare. All’inizio ero un po’ perplessa, pensavo che una persona nuova avrebbe potuto alterare il nostro equilibrio così solido e collaudato. Non potevo sbagliarmi di più: è arrivata Alessia che, con la sua dolcezza infinita, si è integrata perfettamente ed è entrata di diritto nel gruppo Flow; è diventata la nostra ciliegina sulla torta.<br />
Non ho mai pensato che l’Accademia fosse una normale scuola di danza, ma se mai l’avessi fatto, dopo questa estate avrei cambiato comunque idea. Perché da Iris non si smette mai di imparare e non si pone limite alle nostre possibilità. Infatti la nostra maestra ci ha offerto la possibilità di andare insieme a lei a fare dei workshop con dei maestri internazionali a Varna, in Bulgaria, e io e Maddy, un’altra Flow, abbiamo colto la palla al balzo e siamo partite. È stata un’esperienza molto interessante dal punto di vista della danza, abbiamo avuto modo di sperimentare stili diversi e anche modi di insegnare diversi, studiando con maestri che venivano da tutto il mondo per portare le loro esperienze. Abbiamo assistito ad un gala a cui ha preso parte la nostra maestra e ad una gara tra ballerine professioniste, abbiamo potuto toccare con mano anche quanto cambia l’idea di ballerina di danza orientale spostandosi verso il mondo slavo.<br />
Ma è stata una bellissima esperienza anche dal punto di vista umano. Passare tre giorni a strettissimo contatto ci ha permesso di conoscerci di più, di confrontarci, di raccontarci. In più, visto che c’è stato un problema logistico con un maestro egiziano bloccato all’aeroporto di Istanbul per 24 ore, abbiamo avuto anche del tempo per girare nei dintorni di Varna e fare le turiste nella capitale, Sofia. Ci è scappato persino un bagnetto veloce alla Zlatni pjasâci, ovvero la Spiaggia dorata, una delle principali località turistiche sul Mar Nero, accompagnato da un improbabile quanto ottimo spighetto! Quale scuola di danza vi propone dei workshop così?<br />
Questo nuovo anno accademico invece è stato un po’ più travagliato per quanto mi riguarda. A causa di una frattura al piede, sono stata costretta a tre mesi di stop forzato. È stata dura lasciare le mie amiche a pochi giorni dalla nostra gara per lo Zaghareet Festival organizzato dalla nostra maestra, ma lei è riuscita a coinvolgermi lo stesso, facendomi fare da interprete per i maestri internazionali intervenuti alla manifestazione. E non è stato facile non poter entrare in sala per tutto questo tempo, ma finalmente a gennaio sono tornata, più pronta e desiderosa che mai di ricominciare a lavorare e studiare cose nuove!<br />
E, come dice la nostra maestra, ad maiora semper!<br />
<em>                                                                                                                                                                                              Lalalalalalalalalalalaaaaa!</em><br />
<em>                                                                                                                                                                                                   Roberta Capasso</em></p>
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		<title>Diario di un&#8217;allieva &#8230;..anzi due</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2016/12/06/diario-di-unallieva-anzi-due/</link>
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				<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 21:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>…Piedi paralleli, ombelico alla colonna e soprattutto un bel sorriso. Ci sono! parte il mio quinto anno all’Accademia Iris. In realtà è già iniziato ad ottobre. Quest’anno frequento il corso di Pilates, quello che si tiene il lunedì e mercoledì dalle 18,00 alle 19,00. Per motivi di lavoro, al momento, prendo parte solo alla lezione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it/2016/12/06/diario-di-unallieva-anzi-due/">Diario di un&#8217;allieva &#8230;..anzi due</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://irisnews.accademiairis.it">Iris News</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">…Piedi paralleli, ombelico alla colonna e soprattutto un bel sorriso.<br />
Ci sono! parte il mio quinto anno all’Accademia Iris.<br />
In realtà è già iniziato ad ottobre. Quest’anno frequento il corso di Pilates, quello che si tiene il lunedì e mercoledì dalle 18,00 alle 19,00.<br />
Per motivi di lavoro, al momento, prendo parte solo alla lezione il lunedì.<br />
Prima che iniziate a preoccuparVi vi tranquillizzo e vi comunico che non ho lasciato la Danza, infatti, sto seguendo il bellissimo corso di Flamenco Arabo il sabato, due volte a mese, ma di questo scriverò nel prossimo articolo.<br />
Il metodo Pilates è una ginnastica che insegna ad assumere una corretta postura e a dare maggiore armonia e fluidità ai movimenti. Se praticato con regolarità, ha numerosi benefici: migliora la tonicità muscolare e cardiovascolare, la coordinazione e la respirazione, aiuta ad alleviare dolori come quelli alla schiena o alla cervicale. Ovviamente, aiuta a perdere peso, perché permette al corpo di svolgere attività fisica dolce e salutare in modo regolare.<br />
Oltre a fare bene al corpo, il Pilates aiuta a scaricare le tensioni accumulate durante la giornata.<br />
Se poi il Pilates è praticato presso l’Accademia Iris, aiuta a combattere lo stress e ritrovare la serenità ed il sorriso attraverso il divertimento e la gioia che la nostra bravissima istruttrice Valeria riesce a trasmettere durante la lezione .<br />
Professionale, preparatissima, empatica ed attenta alle esigenze di tutte le partecipanti, Valeria riesce a farti amare anche il “plank e crunch pilates” .<br />
Se stai per schiantarti al tappetino, esausta e con i muscoli che urlano vendetta, ti ricordi che puoi farlo ma….ma: lentamente, sorridendo, respirando controllando la pancia tenendo l’ombelico forte, quindi ti sforzi di resistere e continui.<br />
Chiaramente non sono tutte “rose e fiori”, prova a spostare il tappetino!!! Un vento gelido ti sfiorerà e ti renderai conto di aver rischiato grosso. I tappetini non si spostano, sono sistemati scientificamente. Ovviamente scherzo, anche se i tappetini sono veramente sistemati in modo scientifico e il motivo c’è, ed è quello di evitare collisioni durante la lezione.<br />
Che io sia contenta di aver cominciato questa nuova attività è ben evidente, ma a questo punto vi starete chiedendo perché ho intitolato questo articolo “Diario di un’Allieva&#8230;.anzi due!” .<br />
La novità è che quest’anno con me c’è mia figlia Valeria ( nomen omen) . Finalmente ci sono riuscita! quest’anno ho avuto la meglio sullo studio, sulle amiche, sul fidanzato: sono riuscita a far iscrivere la mia Valeria all’Accademia.<br />
Ecco quindi la seconda Allieva di questo “diario di un’allieva”.<br />
Se un’impresa mi è riuscita, la seconda, però, è ancora “mission impossibile” . Ora non è il momento di rubare tempo allo studio e pertanto sarò sempre io a riportarvi il pensiero dell’allieva Valeria L. che è contentissima di essersi iscritta al corso di Pilates con la maestra Valeria S.<br />
Ne è talmente contenta che è tra quelle che chiedono a gran voce un terzo incontro settimanale; che ha scelto il pagamento trimestrale, che si aggira per il reparto fitness di decathlon alla ricerca dell’abbigliamento più adatto e trendy.<br />
Si diverte perché trova la lezione bella e non noiosa. Si diverte nonostante sia la più giovane in un corso di giovanissime signore. E’contenta perché può richiamare mamma all’ordine: prepara la borsa, non dimenticarti l’elastico, i calzini. Ma soprattutto perché può vendicarsi ripetendo allo sfinimento “non fare tardi”.<br />
Non sono certamente la prima mamma a condividere un’attività con la propria figlia, e sono contenta di poter vivere quest’ esperienza. Tra gli innumerevoli impegni di entrambe è bello sapere che c’è un momento nostro, un momento nuovo e divertente.<br />
Mi capita, per esempio, durante gli esercizi di guardarla allo specchio, a volte lo faccio istintivamente senza neanche accorgermene. Anzi mi è capitato proprio ieri. E sapete come mi sono accorta che la stavo guardando? Perché una vocina dolce dolce ha detto “c’è, c’è”. Chissà di chi era quella vocina? Io un’idea l’avrei.<br />
Altre volte, durante gli esercizi più difficili, mi scopro a ridere perché penso che magari lei sta pensando “che madre imbranata che ho”.<br />
Per paura di sentirmi dire cose che non mi piacerebbe sentire non chiedo alla “Valeria new entry” cosa pensa della sua mamma come compagna di corso. Mi basta sapere che è contenta di essersi iscritta, che le piace il Pilates, che nel gruppo si trova bene, che adora l’Insegnante e che a fine lezione non vede l’ora che inizi la prossima.<br />
Per quel che mi riguarda, Io avete capito. Mi diverto, nel gruppo mi trovo bene, adoro l’insegnate, amo fare lezione con la mia compagna di corso, soprattutto quando non mi dice cose tipo “oggi abbiamo utilizzato la palla, ti perdi sempre le lezioni migliori oppure come sei lenta a rivestirti”.<br />
In conclusione, Buon nuovo anno accademico Irisine e ben ritrovate a Tutte!<br />
<em>                                                                                                                                                                                                                                          Lina Cataldo</em></p>
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		<title>Emozioni da &#8230;&#8230;.Zaghareet 2016</title>
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				<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 15:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Zaghareet festival quest’anno si è aperto con la competition, alla quale hanno preso parte diversi gruppi, danzatrici soliste amatoriali e professioniste con una giuria dalla G maiuscola rappresentata da maestri internazionali come Chiara Saccomanno, Romina Maluf, Aladin El Kholy e Nina Nikolina. Di solito partecipa re ad una competizione è sempre un’esperienza piena di tante [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Zaghareet festival quest’anno si è aperto con la competition, alla quale hanno preso parte diversi gruppi, danzatrici soliste amatoriali e professioniste con una giuria dalla G maiuscola rappresentata da maestri internazionali come Chiara Saccomanno, Romina Maluf, Aladin El Kholy e Nina Nikolina.<br />
Di solito partecipa<br />
re ad una competizione è sempre un’esperienza piena di tante sensazioni ed emozioni e per questo motivo necessita di un’intensa preparazione fisica quanto psicologica. Mettersi in gioco non è mai molto semplice, ma personalmente la trovo una cosa molto stimolante: infatti, quest’anno non mi sono fatta mancare proprio niente in questo senso.<br />
Ho preso parte alla competizione gareggiando sia con il mio gruppo che da solista amatoriale. Il che, oltre a rendermi una pazza, mi rende anche capace di darvi due punti di vista, due bagagli di emozioni totalmente diversi ma allo stesso tempo legati alla stessa serata.<br />
Nonostante abbia già gareggiato con le mie compagne, ogni competizione è diversa dall&#8217;altra. Ogni esperienza è capace di arricchirci in diversi modi, di migliorarci sia dal punto di vista tecnico che psicologico. Ci aiuta a capire quanto pur gareggiando insieme, ognuna di noi è fondamentale ed indispensabile per la buona riuscita dell’esibizione; ci fa sentire un tassello importante e il tutto senza metterci ansie o paure ma al contrario, facendoci sentire più forti, consapevoli che le stiamo affrontando insieme sostenendoci a vicenda.</p>
<p style="text-align: center;">L’esperienza da solista, invece, è arrivata inaspettatamente. Inizialmente avevo paura che mi sarei pentita di averla intrapresa, proprio perché essendo abituata a danzare con le mie compagne, mi sono sempre sentita al sicuro, e in quel caso invece sarei stata da sola e quindi, mi sarei sentita più vulnerabile.<br />
Non posso mentire, dicendo che è stata una cosa che ho affrontato con la totale serenità, perché così non è, come è anche giusto che sia. Nessuno di noi si sente sicuro al 100% nell&#8217;affrontare una nuova esperienza e non è mai facile trovare la forza e il coraggio di mettersi alla prova. Per quanto mi riguarda, quel coraggio mi è stato trasmesso da tutte le persone che mi sono più vicine: la mia famiglia, le mie amiche di sempre, le mie stesse compagne ma soprattutto dalla mia maestra. Probabilmente ricevere così tanta fiducia da lei, mi ha dato la giusta carica per gareggiare con lo scopo principale di non deluderla e di ringraziarla per aver creduto in me. Poco prima di entrare sul palco, le gambe a stento mi reggevano e ho dovuto fare qualche bel respiro per calmare l’agitazione, ma una volta partita la musica, ho cercato di fare quello che mi dà serenità e che riesce ad isolarmi in una bolla di tranquillità: ballare, semplicemente ballare; per me e per tutti quelli che mi hanno fatto credere che ce l’avrei fatta, insomma renderli fieri di me.<br />
Direi che è stata senza dubbio una serata davvero intensa. Spero di aver dato, a chi si è avvicinato da poco a questa disciplina e a chi invece la pratica e ha paura di mettersi in gioco, un pochino di coraggio in più, perché nel giusto ambiente, quando ti senti così sicuro e forte per merito di chi ti circonda, si può affrontare anche una gara che sia in gruppo o da soli perché in realtà chi ti sostiene ogni giorno è come se fosse lì sul palco a ballare con te.</p>
<p style="text-align: right;"><em>di Roberta Capezzuto</em></p>
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		<title>Zaghareeth Festival 2016</title>
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				<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 13:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>&#160; “Dovremo considerare ogni giorno, un giorno perduto, se non abbiamo danzato almeno una volta” F. Nietzsche &#160; Poche settimane fa si è tenuta la terza edizione dello Zaghereeth Festival, organizzato dalla mente creativa di Valeria Schiano, in arte Amira Perizad con l’aiuto dei suoi collaboratori: Francesco, Davide ( foto e video ) e lo staff [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;"><i><b>Dovremo considerare ogni giorno, un giorno perduto, se non abbiamo danzato almeno una volta” </b></i></span><span style="font-size: large;"> F. Nietzsche</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Poche settimane fa si è tenuta la terza edizione dello Zaghereeth Festival, organizzato dalla mente creativa di Valeria Schiano, in arte Amira Perizad con l’aiuto dei suoi collaboratori: Francesco, Davide ( foto e video ) e lo staff delle Irisine.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Anche quest’anno ho avuto la possibilità di partecipare, entusiasta e curiosa dei nuovi insegnanti scelti e felice del ritorno di Aladin el Kholy. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Non si può immaginare l’impegno, la fatica, l’organizzazione (quasi maniacale) che c’è dietro un festival del genere. Quel che è sicuro è che ogni anno gli stage sono più interessanti e i maestri sono sempre più differenziati per stile e background, provenendo da paesi diversi e applicando quindi lo stile del loro paese d’origine.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Quest’anno ho fatto la pazzia di prenotare il full pack: un tour de force che ha visto solo e me un’altra ragazza partecipare in questa </span><span style="font-size: large;"><i>mission impossibile</i></span><span style="font-size: large;">.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">All’ingresso della sala- stage c’era il desk dell’Accademia, in pieno stile Help Desk: Valeria, Francesco e le Irisine volontarie, che si sono prestate a far parte dello Staff con tanto di walkie talkie, consegnavano i plichi per l’ingresso agli stage con all’interno i materiali e un questionario di feedback. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Prima degli stage…</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Il 21 ottobre il Festival è cominciato in bellezza: c’è stata la serata dedicata alla Competition, divisa per categorie: Assoli amatoriali, Gruppi Amatoriali e Assoli Professioniste. Ogni volta che decido di partecipare ad una gara è un turbinio di emozioni contrastanti: adrenalina, ansia…e la speranza che ballando si possa render giustizia alla coreografia, dare un senso alla musica e più di tutto esprimere la passione che si ha per la danza orientale.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Immaginate l’emozione di doversi esibire davanti a maestri internazionali e nazionali che fino a poco prima hai avuto la possibilità di ammirare solo attraverso internet. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Con il mio gruppo ci siamo classificate seconde nella categoria gruppi, una soddisfazione non da poco, anche perché in via del tutto eccezionale con noi si è esibita un’Irisina “senior” Shara,  , è stato davvero bello condividere il palco con lei. </span></span></span></p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet.jpg"><img class="wp-image-1347 alignleft" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-300x200.jpg" alt="zaghareet" width="228" height="152" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-300x200.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-768x512.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-1024x683.jpg 1024w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-360x240.jpg 360w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" />                           </a><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-1.jpg"><img class="alignnone wp-image-1380" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-1-300x225.jpg" alt="foto-1" width="214" height="160" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-1-300x225.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-1-768x576.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-1-80x60.jpg 80w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-1.jpg 960w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /></a><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet.jpg"> </a>  <img width="513" height="348" name="immagini1" align="BOTTOM" border="0" /></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Durante gli Stage…</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Sabato 22 e Domenica 23</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Il sabato si è cominciato “ in bellezza” con lo stage di Aladin el Kholy “Oriental Style”: gli stage con Aladin sono divertenti e formativi, è un danzatore carismatico, umano. Il secondo stage era sullo stile andaluso, con tanto di darbuka suonata al momento e fraseggio di dum tak e es:  <strong>bellissimo!</strong></span></span></span></p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-aladin.jpg"><img class="alignnone wp-image-1348 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-aladin-300x225.jpg" alt="zaghareet-aladin" width="248" height="187" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-aladin-300x225.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-aladin-80x60.jpg 80w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/zaghareet-aladin.jpg 526w" sizes="(max-width: 248px) 100vw, 248px" /></a></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Gli stage con Chiara Saccomanno sono stati bellissimi ed intensi. È una danzatrice davvero bella da vedere, ha stampato per noi la canzone della coreografia di Shabi che avremo ballato insieme. Lo shabi è uno stile che si balla soprattutto in strada ed affronta tematiche per lo più popolari. La canzone scelta era struggente, mi è piaciuto tantissimo ballarla e cercare di entrare nel mood della canzone. Il giorno dopo ci siamo cimentate con Chiara nel mejancè, una mescolanza di stili, metà coreografia era in stile classico Raks Sharqi con il velo per poi arrivare ad una percussione –Drum Solo- super cadenzata tutta da ballare.</span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1381" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-2-300x186.jpg" alt="foto-2" width="300" height="186" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-2-300x186.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-2-768x477.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-2.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Gli stage con l’insegnante argentina Romina Maluf mi hanno colpito tantissimo. Lo stile argentino è davvero unico: sensuale ma mai volgare. Con lei siamo partite dalle basi: postura orientale e shimmy per poi montare con lei una bellissima coreografia di Drum solo (percussioni). Il secondo stage è stato pieno di emozioni, Romina si è confermata un’insegnate dolcissima ed appassionante, ci ha detto di essersi sentita a casa con noi e c’è stato un bellissimo abbraccio di gruppo ed è scappata qualche lacrimuccia.</span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-4.jpg"><img class="wp-image-1382 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-4-300x267.jpg" alt="foto-4" width="235" height="209" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-4-300x267.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-4-768x684.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-4.jpg 960w" sizes="(max-width: 235px) 100vw, 235px" /></a></p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-nicolina.jpg"><img class="size-medium wp-image-1383 alignleft" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-nicolina-300x225.jpg" alt="foto-nicolina" width="300" height="225" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-nicolina-300x225.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-nicolina-768x576.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-nicolina-80x60.jpg 80w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-nicolina.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Lo stage con Nina Nikolina è stato molto tecnico e il suo stile è molto elegante le coreografie molto veloci: ci siamo cimentate nuovamente col velo, in pieno stile Oriental. Dopo tutte queste coreografie col velo ho capito che dovrei rispolverare questo strumento: è davvero fine ed elegante e sarebbe un peccato dimenticare quel che ho imparato (sarebbe bello poi, non litigarci, ecco!).</span></span></span></p>
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<p>L’ultimo giorno abbiamo chiuso il Festival con Ambili Abraham: la maggior rappresentante della Bollywood dance in Italia. Avendo seguito un percorso annuale di Bollywood ero emozionata all&#8217;idea di partecipare ad un suo stage, le aspettative non sono state deluse, anzi: sono ancora più innamorata di questa danza che ha mille sfaccettature, tantissimi stili e  per fortuna sta pren</p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;"><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-6.jpg"><img class="size-medium wp-image-1384 alignleft" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-6-300x249.jpg" alt="foto-6" width="300" height="249" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-6-300x250.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-6-768x637.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/11/foto-6.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>dendo sempre più piede in Italia, aiutando a diffondere la bellezza della cultura Indiana nel mondo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Durante il Festival..</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Con questa full immersion nella danza mi sono sentita arricchita, non solo dal punto di vista formativo, anche da quello umano. Ho condiviso quest’esperienza bellissima con amiche di vecchia data, amiche ballerine e non. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">La pausa pranzo è diventata un’occasione per confrontarsi e commentare gli stage insieme. In più, ho avuto l’onore di intervistare per il mensile dell’Accademia –Iris News- tutti gli insegnanti del Festival. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Le emozioni però non ci sono state solo durante ( o prima) gli stage: sabato 22 c’è stata la serata del Gala Show, dove tutti gli artisti degli stage ed altri provenienti da tutta Italia si sono esibiti in tutte le sfumature della danza Orientale.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">È stata una serata a dir poco unica, sono sicura che non solo chi ama la Danza Orientale ha potuto apprezzare l’atmosfera che si è creata.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: large;">Non riesco a trovare parole per esprimere quanto io mi senta arricchita e fortunata di far parte una realtà del genere, quella dell’Accademia è per me una piccola oasi, una seconda casa, ed è stato così fin dal primo giorno. </span></span></span></p>
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		<title>Festival dell&#8217;Oriente</title>
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				<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 17:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Accade all'Accademia]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: 12pt;">Quando negli anni precedenti il festival d&#8217;Oriente si svolgeva in altre città d&#8217;Italia a me appariva come una cosa così lontana e quasi irraggiungibile .. invece un giorno a lezione Valeria, la mia Maestra; ci comunicó che si sarebbe fatto per la prima volta a Napoli e lei era stata invitata a parteciparvi. Immaginate l&#8217;emozione provata quando ci disse &#8220;io questa esperienza però voglio viverla con le mie allieve, quindi voi, mie care Iris troupe, danzerete sui palchi del festival d&#8217;Oriente insieme a me!&#8221;. Forse qualcun altro non avrebbe mai fatto questa scelta, ma io penso che un&#8217;insegnante valga molto quando non mette solo se stessa in prima fila bensì coinvolga in un&#8217;ottica di formazione e condivisione le proprie allieve. E&#8217; questa la vera soddisfazione, vedere le proprie allieve impegnarsi e fare progressi. Ed è per questo che con la gioia nel cuore ho lavorato in sala con tutta me stessa (ansia compresa) , prestando attenzione ai nuovi passi da imparare, a tutte le correzioni che dovevo applicare,  perché visto che Vale aveva riposto fiducia in noi allieve dell&#8217;Iris troupe per un qualcosa di così importante a livello internazionale come il festival d&#8217;Oriente, volevo mostrarmi all&#8217;altezza e non deluderla. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Una volta arrivate li, l&#8217;adrenalina era a mille ma l&#8217;ansia di più&#8230; guardare da vicino quei maestri internazionali, quei colori , calarsi a pieno in quell&#8217;atmosfera così bella , esibirmi sui palchi del festival d&#8217;Oriente dove prima o dopo di me si esibivano grandi maestri, è stato per me un onore, un totale incanto! </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Certo, non nascondo che stare lì tutte quelle ore, facendo cambi d&#8217;abito e di palco in tempi brevissimi, danzando con la stessa energia della 1ª esibizione , è alquanto stressante e stancante però una cosa è certa , una volta finito ho potuto poggiare la testa sul cuscino con il cuore pieno di felicità, tant&#8217;è che poi ho faticato perfino a prender sonno perché non volevo che finisse tutto. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Un anno dopo poi, il festival d&#8217;Oriente si è ripetuto e Valeria ha confermato la nostra presenza insieme a lei.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt;">È passato un anno, questa sarebbe stata per me la seconda volta quindi l&#8217;ansia sarebbe dovuta diminuire&#8230;macchè! Il mese di settembre è stato come l&#8217;anno precedente , il mese delle paranoie, dell&#8217;ansia, del non ci riesco, del sicura?!, del che bello non vedo l&#8217;ora!!! </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt;">L&#8217;atmosfera già la conoscevo , è vero, ma le emozioni, le prove da affrontare sono state diverse. Noi Iris troupe ci siamo divertite, ci siamo impegnate e i risultati si sono visti. Tante sono state le persone che si sono complimentate , tra le quali i maestri stessi.. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt;">E per tutto questo non posso che ringraziare la mia Maestra che come sempre pone fiducia nelle proprie allieve dando possibilità di alto carico come il festival d&#8217;Oriente.. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Maestra , Grazie ancora e ancora e ancora ..</span></p>
<p style="text-align: right;" align="JUSTIFY"><em><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: 12pt;">Shara Profenn</span>a</span></span></em></p>
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		<title>Saggio Spettacolo AIDA 2016 &#124; Visto dagli Allievi</title>
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				<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 13:08:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Ieri ero in macchina: il traffico, un caldo insopportabile e la stanchezza di una giornata sulle spalle. Insomma, non era proprio uno dei miei momenti migliori. Poi è successa una cosa: la radio ha iniziato a suonare una canzone:  “(Everything I do) I do it for you” di Brian Adams; e mi è venuta la [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ero in macchina: il traffico, un caldo insopportabile e la stanchezza di una giornata sulle spalle. Insomma, non era proprio uno dei miei momenti migliori. Poi è successa una cosa: la radio ha iniziato a suonare una canzone:  <em>“(Everything I do) I do it for you”</em> di Brian Adams; e mi è venuta la pelle d’oca. Tutto questo potrebbe sembrare abbastanza strano, ma se il 27 giugno eravate insieme a me su quel palco, o eravate seduti in platea, allora ascoltando questa canzone, non potrete che provare la stessa sensazione. Ma mi sembra giusto provare a spiegare anche a chi non c’era, le sensazioni provate quella sera, pur essendo consapevole che sono emozioni che è quasi impossibile mettere nero su bianco.</p>
<p>Come ogni anno , l’Accademia Iris ha messo in scena il suo spettacolo di fine anno. Ogni anno la nostra insegnante Amira cerca di superarsi (e a dirla tutta ci riesce benissimo), con uno spettacolo più complesso del precedente. Questa volta, la scelta è caduta sull’<em>Aida: </em>una tragedia che ha richiesto, oltre ad un lavoro di tecnica dovuto alle coreografie più complesse, un  duro lavoro di interpretazione.</p>
<p>Il risultato, a giudicare dal teatro stracolmo e dagli applausi del pubblico, è stato più che soddisfacente. Si sa, i saggi di danza rappresentano per la maggior parte dei parenti e degli amici una noia a cui non possono sottrarsi. Cosa vera per la maggior parte dei “saggi”. In questo caso, lo <em>spettacolo </em>è stato definito coinvolgente in tutti i sensi: dalle ali di Iside alla danza del piatto Marocchino passando per le danze tradizionali, la bollywood dance e la marcia trionfale, fino ad arrivare al culmine della tragedia stessa e finendo poi con il pezzo conclusivo, reso quanto più emozionante possibile perché cantato e interpretato da una delle allieve dell’accademia (Kate D’angelo):<em> Everything I do) I do it for you”</em> di Brian Adams, per l’appunto.</p>
<p>E questo è il giudizio di chi ha assistito al nostro spettacolo. Ora, vorrei cercare di farvi percepire almeno un pizzico delle emozioni che noi allieve abbiamo provato su quel palco quella sera. Vi è mai capitato di fare qualcosa che desiderate molto e che allo stesso tempo vi spaventa? Allora riuscirete a capire quello di cui vi sto per parlare. Il 27 giugno è stato per noi allieve un giorno che ci ha letteralmente divise in due parti: quella che non vedeva l’ora di salire sul palco e di mostrare a tutti, ma soprattutto alla nostra maestra, quanto impegno e passione abbiamo messo in questo lungo  anno di prove nella speranza di rendere giustizia alle coreografie pensate per noi, e di renderla fiera di noi; insomma, di poterle dare in cambio la soddisfazione di capire che tutte le giornate di prove, di stress e le notte insonni per scegliere i vestiti e i passi più adatti a noi, non sono andate perse. E poi l’altra, la parte terrorizzata di non riuscire, di sbagliare, e di deludere. Nell&#8217;esatto momento in cui siamo salite su quel palco, questa parte si è volatilizzata, e siamo tornate intere e piene di passione e gioia, piene di voglia di ballare e di trasmettere tutto questo a chi ci osservava. Quelle due ore a noi sono sembrate 5 minuti: il tempo è volato, lasciandoci una marea di adrenalina in circolo, le lacrime agli occhi per l’emozione e la consapevolezza di sentirci tutte più unite per aver condiviso quello che definisco un “momento felice”. È stato in quelle due ore su quel palco, tra gli sguardi di sostegno, le mani strette e gli abbracci dietro le quinte, che abbiamo scattato la nostra &#8220;Fotomemoria&#8221;, il nostro ricordo indelebile.</p>
<p>Il grazie più grande va sempre alla nostra maestra/amira/psyco/amiradestruction/le posiziooooni, insomma, a Valeria: per averci regalato l’amore per questa disciplina; tutto il suo tempo; per averci regalato un posto dove sentirci a casa; per averci regalato non uno ma tanti momenti felici in ogni lezione di questo anno accademico; per averci insegnato a volerci un po’ più bene.</p>
<p>Non credo, purtroppo, di aver reso bene l’idea di quello che ho provato quella sera e che provo ogni volta che metto piede in accademia. Certe cose bisogna provarle per capirle. E spero che questo possa spingere molte di voi ad entrare a far parte della famiglia Iris.</p>
<p>Dopo più di un mese pensando a quella sera ho ancora l’adrenalina in circolo che mi spinge a dire:</p>
<p>“Lo rifacciamo?”</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberta Capezzuto</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il saggio è quell&#8217;apostrofo d&#8217;oro tra il vivere tutti i giorni in Accademia e il ritrovarsi di colpo con le sere libere a chiedersi &#8220;che cosa sto facendo?&#8221; &#8220;chi sono?&#8221; &#8220;perché esisto?&#8221;</p>
<p>Ciò che resta un mese dopo dal saggio è la consapevolezza che manca solo un altro mese per ricominciare! E poi c&#8217;è il bisogno di continuare a ballare, in qualsiasi momento e con qualsiasi musica. Ma se si trattasse solo di danza il saggio spettacolo Aida 2016, sarebbe facile da commentare.</p>
<p>Siccome non saprei riassumere le impressioni del saggio preferisco condividere brevi momenti non immortalati da fotocamere, che sono preziosi ed emozionanti quanto danzare sotto i fari di un palcoscenico con un vestito meraviglioso.</p>
<ul>
<li>Tutte le mie cene del lunedì sera alle ore 23 circa aspettando con ansia che Rita pubblicasse il video delle prove su WhatsApp, e quindi vederlo e rivederlo mentre ceno, mentre lavo i piatti, mentre lavo i denti. A letto, nel buio totale.</li>
<li>Tutte i miei viaggi in metropolitana ascoltando le musiche del saggio ripetendo a mente (ma spesso e volentieri non solo con la mente) le mie coreografie</li>
<li>La sera che è nata la coreografia della classica, che fu come imparare uno scioglilingua. Quanto abbiamo amato e ameremo questa coreografia non si può spiegare.</li>
<li>La sera in cui imparammo a sembrare sexy &#8220;predimi! lasciami&#8230; lasciami!&#8221;</li>
<li>Quel sabato in cui due di noi ci hanno detto &#8220;arrivederci&#8221; per costruire una nuova vita o farne fiorire una dentro</li>
<li>I rimproveri solenni, tutte le volte in cui la musica si stoppava e la maestra gridava &#8220;daccapo&#8221; che poi ci hanno regalato &#8220;Corale classica &#8211; velo dorato&#8221; che è il video amatoriale del saggio che rivedo ogni volta che voglio essere felice</li>
<li>Quando dopo le prime prove generali un&#8217;altra ballerina mi ha fatto i complimenti e il cuore mi si è sciolto</li>
<li>Quel venerdì sera che andammo tutte noi Shikat con la mia macchina alle prove generali ascoltando &#8220;zaki ya zaki&#8221; a palla per le strade di Portici</li>
<li>La sera prima dell&#8217;esame di maturità di Cira in cui abbiamo ballato in Accademia &#8220;Notte prima degli esami&#8221;&#8230; con le ali di Iside!</li>
<li>Cantare &#8220;DOOO-MIII-NAAAAAAAAAAA&#8221; ovunque, sempre e comunque!</li>
<li>Tutte le volte che avete riso o vi siete spaventate per le mie maniacali e ormai proverbiali LISTE. Ecco, avete appena finito di leggerne un&#8217;altra!</li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>Marta </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Note di una principiante</p>
<p>Quando si inizia una nuova disciplina non si sa mai davvero cosa aspettarsi. Emozionarsi passo dopo passo e riscoprirsi lezione dopo lezione.Quando ti avvicini ad una disciplina così, senza avere nessuna esperienza precedente, l&#8217;emozione della scoperta cammina di pari passo con l&#8217;agitazione e il timore di sbagliare. La danza si esprime in un ventaglio vastissimo di modi, parla di te e per te.<br />
Imparare a ballare è come imparare una nuova lingua. All&#8217;inizio ti senti impacciato, buffo e quasi ridicolo, pensi spesso che non ne sarai mai in grado e che non sarai mai in grado di padroneggiarla davvero&#8230;poi in un attimo il tuo corpo parla, parla in una lingua che non emette alcun suono e nemmeno rumore, ma parla e si fa comprendere.</p>
<p>Quando ho iniziato a danzare non pensavo avrei mai potuto farlo per qualcun altro, guardavo in avanti e non pensavo il mio corpo potesse imparare a parlare una lingua tanto armoniosa.<br />
Dedizione, impegno, fatica, soddisfazione ed ogni tanto una sacrosanta strigliata hanno fatto sì che anche io mi sentissi in grado di mostrare cosa c&#8217;è dietro qualcosa di così bello.</p>
<p>Prima del saggio, soprattutto quando balli per la prima volta, durante le prove generali, hai paura di migliaia di cose e ti poni altrettante domande: &lt;&lt;e se sbaglio i passi?&gt;&gt; &lt;&lt;ma se vado fuori tempo?&gt;&gt; &lt;&lt;non riuscirò a gestire i cambi.&gt;&gt;, tutto diventa un problema, tutto è motivo di forte emotività e di stress, pensi che forse non ne vale così tanto la pena;  nonostante ciò, a differenza di quello che pensavo prima del mio primissimo saggio, penso di aver capito quale è il momento in cui si decide di continuare a sopportare così tanto stress, la più grande emozione, il più grande spettacolo, purtroppo gli spettatori non lo possono vedere dalle loro poltrone giù in platea: guardarsi allo specchio quando il vestito è messo ed il trucco è pronto,  prendere gli strumenti di scena e posizionarsi dietro le quinte, entrare in scena e restare abbagliati, ricordare i consigli della maestra, lasciare che il proprio corpo sia libero ed abbandonarsi alla musica per quella ultima ed importante prova.</p>
<div class="yj6qo ajU">
<div id=":nk" class="ajR" style="text-align: right;" tabindex="0" data-tooltip="Mostra contenuti abbreviati"><em><img class="ajT" src="https://ssl.gstatic.com/ui/v1/icons/mail/images/cleardot.gif" />Eleonora </em></div>
</div>
<p>E&#8217; trascorso poco piu&#8217; di un mese dal  saggio spettacolo dell&#8217;Accademia Iris di Valeria Schiano.</p>
<div>Che dire? UN VERO SPETTACOLO!</div>
<div>E per me &#8220;giovane&#8221;allieva ,trovarmi sul palco del teatro Roma insieme a tutti i componenti della meravigliosa famiglia Iris, é stata un&#8217; esperienza entusiasmante e ricca di intense emozioni.</div>
<div> Le  esperienze arricchiscono?&#8230;&#8230; Si.ed io sono una donna ricchissima!</div>
<div>Valeria  riesce a realizzare i  suoi spettacoli con una classe ed una passione  che la contraddistinguono&#8230;..GRAZIE!</div>
<div style="text-align: left;">P.S. Replichiamo?</div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: right;"><em>Gabriella Donnianni</em></div>
<div style="text-align: right;"></div>
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		<title>Diario di Un&#8217; Allieva</title>
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				<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 16:09:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Sempre avuta la passione per l&#8217;oriente, ho iniziato questo percorso cinque anni fa con la maestra Valeria in un periodo di cambiamenti( infatti avevo anche i capelli cortissimi! ) e fui subito travolta in questo nuovo mondo.  Ricordo che tornavo a casa e subito mostravo ai miei, i passi imparati a lezione .  Anche se [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre avuta la passione per l&#8217;oriente, ho iniziato questo percorso cinque anni fa con la maestra Valeria in un periodo di cambiamenti( infatti avevo anche i capelli cortissimi! ) e fui subito travolta in questo nuovo mondo.  Ricordo che tornavo a casa e subito mostravo ai miei, i passi imparati a lezione .  Anche se avevo sempre fatto sport e praticato altre danze mai nessuna mi aveva presa così tanto , nonostante la difficoltà e la rigidità del corpo nello sciogliersi a movimenti mai fatti prima, ma grazie all&#8217;immensa fiducia che Valeria ha messo dal primo giorno in me, ho continuato provando sempre a superare ogni ostacolo. Negli anni facevo si che ogni strumento che studiavamo non era solo una insegnamento “accademico” ma lo facevo diventare parte integrante della mia vita: il velo per scoprire la leggiadria dei movimenti, la spada per avere più coraggio, le ali per sentirmi libera e così via… tutto quello che imparavo e imparo non è mai fine a se stesso. Inoltre grazie all’ “oasi felice” che è l’Accademia ho potuto conoscere persone meravigliose come una delle amiche più care che ho, Shara, e compagne di corso tutte diverse ma ognuna speciale a modo proprio! Ho potuto vivere esperienze bellissime e conoscere culture diverse , ho potuto mettere alla prova me stessa facendo crescere in me un amore profondo e rispetto per questa danza che ogni giorno, ogni anno mi meraviglia sempre di più , accompagnata dalla mia guru, la maestra Valeria, nella ricerca infinita di stili e storia .</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/06/10599484_362550913902754_1752258668938743954_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-1263 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/06/10599484_362550913902754_1752258668938743954_n-300x200.jpg" alt="10599484_362550913902754_1752258668938743954_n" width="300" height="200" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/06/10599484_362550913902754_1752258668938743954_n-300x200.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/06/10599484_362550913902754_1752258668938743954_n-768x512.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/06/10599484_362550913902754_1752258668938743954_n-360x240.jpg 360w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/06/10599484_362550913902754_1752258668938743954_n-600x400.jpg 600w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/06/10599484_362550913902754_1752258668938743954_n.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Ad oggi non so ancora dove mi porterà la danza ma io sicuramente porterò tutto quello che lei mi ha donato nel mio cuore&#8230;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Romina Zimbardi</em></p>
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		<title>Diario di un’allieva: I believe in Magic!</title>
		<link>https://irisnews.accademiairis.it/2016/05/06/diario-unallieva-believe-magic/</link>
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				<pubDate>Fri, 06 May 2016 09:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amira Perizad]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di un'Allieva]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>&#160; Una volta da bambina vidi un film, non ricordo bene quale fosse o di cosa trattasse, ma ricordo che mi colpì la scena in cui, in mezzo a tanta gente, c’era una bellissima donna che, incurante di tutto e tutti, si muoveva al ritmo di uno strumento a me sconosciuto. Stento a ricordare il [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/6.jpg"><img class="size-medium wp-image-1218 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/6-300x214.jpg" alt="6" width="300" height="214" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/6-300x214.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/6.jpg 420w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Una volta da bambina vidi un film, non ricordo bene quale fosse o di cosa trattasse, ma ricordo che mi colpì la scena in cui, in mezzo a tanta gente, c’era una bellissima donna che, incurante di tutto e tutti, si muoveva al ritmo di uno strumento a me sconosciuto. Stento a ricordare il titolo del film o il viso dell’attrice, ma ricordo esattamente il costume che indossava: una sovrapposizione di veli coloratissimi che fuoriuscivano da una cintura di grosse monete sonanti… “Wow” pensai guardandola con occhi sognanti, “dev’essere una magia.”</p>
<p>Si, era una magia. Come dei movimenti riuscissero ad essere così ipnotici, sensuali e non volgari allo stesso tempo era davvero sorprendente.</p>
<p>Oggi, che ahimè qualche annetto è passato, mi sono straordinariamente trovata a frequentare un Accademia di Danza e studiare proprio quella danza che mi affascinava tanto da bambina.</p>
<p>Il mio approccio è stato del tutto casuale, curiosamente mi sono avvicinata alla disciplina, molto titubante pensando che fosse per persone strasicure, magre e spigliate… inaspettatamente, però, ho visto che al di là delle insicurezze che ogni donna ha (chiamiamole pure insicurezze fisiologiche) è davvero una disciplina che permette a tutte noi di entrare in relazione col nostro corpo e pian piano imparare a conoscerlo ed accettarlo (ok, io a questo non ci sono ancora arrivata, ma ci sto lavorando…). Questa “danzaterapia” porta, quindi, numerosi benefici sia al corpo che alla mente avvicinandoti alla versione più zen ed autoconsapevole di te stessa ed io, da appassionata delle arti, ho iniziato, quindi ad amare anche questa, cercando video su youtube, musiche, acconciature e trucchi associati ad essa e alla cultura da cui proviene.</p>
<p>Il merito di questo amore, o comunque la nascita di questo, va’ sicuramente alla mia insegnante, alla sua cura e dedizione, prima verso di noi come persone e poi come allieve. Tanto, in questo percorso, e spero di essere solo all’inizio, lo devo anche alle splendide donne che l’Accademia Iris mi ha dato la possibilità di conoscere: le mie compagne di corso, che sono diventate mie amiche e questo mi rende fiera di noi perché siamo diverse, facciamo vite che ci straimpegnano e, nonostante tutto riusciamo a vederci e sentirci tanto e tutte le altre Irisine, dalle più dolci alle più riservate, con una menzione speciale alle più pazze, mie anime affini.</p>
<p>Ripensando alle mie impressioni di bambina, penso che ci sia davvero qualcosa di magico in tutto quest’amore!</p>
<p><a href="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/hh.jpg"><img class=" wp-image-1195 aligncenter" src="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/hh-300x176.jpg" alt="hh" width="332" height="195" srcset="https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/hh-300x176.jpg 300w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/hh-768x451.jpg 768w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/hh-1024x602.jpg 1024w, https://irisnews.accademiairis.it/wp-content/uploads/2016/05/hh.jpg 1600w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><em>Kate</em></p>
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<p><em>“You can do Magic, you can have anything that you desire. Magic and you know you’re the one who can put out the fire.” America</em></p>
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